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IL CASO •
Dov’è Flávio Bolsonaro? Il suo passaporto e un aereo che non è partito
Resta il mistero sulla presunta fuga. Il jet indicato dal sito d’informazione argentino Infobae è ancora a Puerto Iguazú, mentre la polizia federale brasiliana indaga per accertare se abbia attraversato il confine

Flávio Bolsonaro (Foto Getty)
Non è ancora chiaro se Flávio Bolsonaro sia fuggito dal Brasile verso gli Stati Uniti attraverso l’Argentina. Era stata la testata online argentina Infobae a riferire che il candidato appena sconfitto al ballottaggio brasiliano avrebbe passato la frontiera di terra per imbarcarsi da Puerto Iguazú, località argentina al confine con Brasile e Paraguay, per poi recarsi negli Stati Uniti a bordo di un aereo Gulfstream G400 di cui venivano riferiti dati precisi: immatricolazione LV-JQW; appartenente alla compagnia Baires Fly S.A; atterrato alle 23:45 di lunedì, le 3,45 italiane, proveniente dall’aeroporto Jorge Newbery di Buenos Aires; partenza prevista per le 2 locali, corrispondenti alle 6 italiane, con quattro passeggeri e tre membri dell’equipaggio; destinazione l’aeroporto di Fort Lauderdale nella contea di Broward, Florida.
La notizia era arrivata dopo che Flávio in un video aveva riferito di essere stato avvicinato da agenti della Polizia federale mentre usciva dalla casa di Brasilia dove suo padre è detenuto ai domiciliari. “Mi hanno ordinato lì, in strada, di consegnare i miei passaporti e mi hanno anche proibito di lasciare il paese”, ha detto: una restrizione di cui non ha specificato la motivazione, ma che potrebbe essere collegata a una indagine su corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento di un film biografico su suo padre, intitolato “Dark Horse”. Sempre presso il Supremo tribunale federale c’è però anche un’altra inchiesta per presunto riciclaggio di denaro relativa a Willer Tomaz, avvocato e amico intimo del senatore, come rivelato dai quotidiani O Estado de S. Paulo e O Globo alla vigilia del ballottaggio. Bolsonaro nega ogni addebito in entrambi i casi.
Lo stesso Bolsonaro si era in un primo momento rifiutato di ammettere la sconfitta e aveva chiesto l’annullamento delle elezioni, sostenendo che l’orario di voto prolungato di domenica avesse favorito il suo rivale vincitore, il presidente Lula. Alla richiesta di rinviare la chiusura dei seggi di due ore, motivata da problemi ai trasporti e maltempo e all’inizio fatta da Lula, si era però poi associato anche il Partito liberale di Bolsonaro, e ieri il presidente dello stesso partito, Valdemar Costa Neto, ha riconosciuto la rielezione di Lula, pur non congratulandosi con lui. “Per resistere al caos, organizzerò l’opposizione”, aveva annunciato Flávio nello stesso video in cui ha menzionato l’ordinanza del tribunale relativa al suo passaporto. “Consegnerò i miei passaporti e mi difenderò da questa aberrazione, che è un chiaro tentativo di intimidirmi. Ma nessuno mi metterà a tacere”.
Il fatto che dopo un proclama così fiero sia invece scappato sarebbe clamoroso, anche se alla vigilia del voto il fratello Eduardo, a sua volta rifugiato negli Stati Uniti, aveva messo le mani avanti: “Se mio fratello non vince, sono favorevole a che lasci il paese. Sicuramente”, aveva detto. Ma su dove effettivamente si trovi al momento resta il mistero più fitto. Sicuramente l’aereo indicato da Infobae, un volo privato arrivato da Buenos Aires nelle prime ore del mattino, non è poi partito, e si trova ancora a Puerto Iguazú, come ha confermato la polizia di Misiones. I media locali hanno riportato un nuovo orario di partenza per le 17, le 21 italiane. Il volo è stato cancellato proprio dopo aver rilevato che uno dei quattro passeggeri, risultante disperso, poteva essere il politico. Ma la Polizia federale brasiliana sta indagando per accertare se davvero abbia passato il confine.
Secondo il quotidiano brasiliano O Globo, dopo avere accertato che non avrebbe attraversato alcun posto di controllo immigrazione, le autorità brasiliane hanno contattato le loro controparti argentine per accertare se il senatore avesse lasciato il paese attraverso una rotta alternativa. Il ministero della Sicurezza argentino, guidato da Alejandra Monteoliva, ha dichiarato che non esistono registrazioni ufficiali dell’ingresso di Flávio Bolsonaro in Argentina. In Brasile, il senatore Rogério Marinho, coordinatore generale della campagna presidenziale di Bolsonaro, ha negato che il politico abbia lasciato il paese. L’ordine di consegnare i passaporti è arrivato lunedì, e Flávio aveva 24 ore per adempiere.