Burnham difende la messa al bando di Palestine Action (pazienza per attrici e scrittrici)

Il premier laburista ha sostenuto il “processo rigoroso e basato su prove” che ha portato alla messa al bando del gruppo di protesta Palestine Action, in seguito a sollecitazioni a riesaminare tale decisione dopo la vicenda di Sally Rooney, l’autrice di “Normal People” che non sarà più in grado di vendere i propri libri nel Regno Unito a causa del suo sostegno al gruppo   
27 OTT 26
Immagine di Burnham difende la messa al bando di Palestine Action (pazienza per attrici e scrittrici)

(Foto Getty)

Kate Evans è un sergente della polizia di Avon and Somerset in Inghilterra. Il 6 agosto 2025, Evans era in servizio quando un uomo le ha sferrato un colpo con una mazza da demolitore sulla schiena. La sua colonna vertebrale è stata spezzata. L’aggressore, Samuel Corner, è un membro del gruppo “attivista” Palestine Action. In quei giorni, Palestine Action pubblicizzava giornate di addestramento in cui si invitavano i potenziali attivisti ad “allenarsi con un martello”, anziché limitarsi a sventolare bandiere palestinesi. 
Le sessioni di addestramento di Palestine Action si sono tenute pochi giorni dopo la notizia della morte di Ann Widdecombe, ex parlamentare, avvenuta in seguito a un attacco sferrato con un martello.
Il premier laburista Andy Burnham guida il governo britannico più antisraeliano della storia del Regno Unito, almeno a sentire Israele. Il mese scorso ha messo sanzioni ai prodotti israeliani degli insediamenti. Ma quando si tratta di Palestine Action, Burnham difende la sua messa fuorilegge come organizzazione terroristica al fianco di organizzazioni islamiste come al Qaeda, Hezbollah e Hamas, oltre a all’Irish Republican Army. Il premier Burnham ha sostenuto il “processo rigoroso e basato su prove” che ha portato alla messa al bando del gruppo di protesta Palestine Action, in seguito a sollecitazioni a riesaminare tale decisione dopo la vicenda di Sally Rooney, l’autrice di “Normal People” che non sarà più in grado di vendere i propri libri nel Regno Unito a causa del suo sostegno al gruppo, sostenuto come “non violento” anche da attrici come Tilda Swinton. Il divieto nei confronti di Palestine Action rende l’adesione o il sostegno a questo gruppo, dedito all’azione diretta, un reato punibile con una pena fino a quattordici anni di carcere.
Rooney non può più vendere i suoi romanzi nel Regno Unito non perché sia una martire pro Pal (persino il nuovo premio Nobel per la letteratura Anne Carson si schiera a difesa di Palestine Action) o una vittima della censura. La scrittrice irlandese ha annunciato di devolvere i suoi guadagni derivanti dagli adattamenti televisivi dei suoi romanzi realizzati dalla Bbc a Palestine Action. “Se questo fa di me una sostenitrice del terrorismo secondo la legge britannica, ebbene, che sia così”, aveva scritto la Rooney.
Il suo editore, meno incline al martirio fiscale, non vuole ritrovarsi in tribunale per “finanziamento del terrorismo”. Quindi niente più “Normal people” in libreria. La rivista New York riporta quanto segue: “Sally Rooney non può pubblicare nel Regno Unito a causa del suo sostegno alla Palestina”. Poi c’è la versione del Telegraph, che segue standard ben precisi: “I libri di Sally Rooney ritirati dagli scaffali a causa del suo sostegno a Palestine Action”. C’è una certa differenza.
Nella repubblica delle lettere non è un crimine sostenere Gaza, lo è inviare denaro ai terroristi. Un anno fa, gli ebrei di Londra si sono svegliati davanti allo spettacolo di vetri in frantumi. Uomini mascherati nel cuore della notte avevano ricoperto le pareti di un negozio ebraico di vernice color sangue per ricordare ai residenti la sete di sangue della loro patria: Israele. Perfino la mezuzah, il piccolo rotolo di pergamena che gli ebrei affiggono agli stipiti delle porte per ricordare la propria fede, era stata macchiata di rosso. Fu Palestine Action il responsabile. Il loro “manuale clandestino” contiene i nomi e gli indirizzi privati ​​di dirigenti aziendali e proprietari di immobili.
Cinque membri di Palestine Action hanno attaccato lo stabilimento di Glasgow del gruppo francese della Difesa Thales, causando danni per oltre un milione di sterline. Attivisti di Palestine Action hanno fatto irruzione nella sede centrale di Bristol dell’azienda di tecnologia israeliana per la Difesa Elbit Systems. Due agenti di polizia sono stati colpiti e un dipendente ha riportato lesioni alla testa. Uno degli agenti è stato trasportato in ospedale, mentre i suoi colleghi hanno sequestrato asce e altre armi. L’incursione nella base Raf di Brize Norton nell’Oxfordshire è stato il punto di non ritorno per i governi Starmer e Burnham.
Il giorno dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre contro Israele, in cui morirono più civili ebrei in un solo giorno che in qualsiasi altro momento dalla Shoah, il fondatore di Palestine Action Richard Barnard si è rivolto ai sostenitori a Manchester. Barnard, ex militante di Extinction Rebellion, ha invocato il nome dato da Hamas al loro massacro, diluvio di al Aqsa. La carneficina antisemita lo ha ispirato a immaginare un’onda più ampia di distruzione, come ha detto al suo pubblico: “Dobbiamo trasformare quel diluvio in uno tsunami del mondo intero”. Una democrazia deve difendersi da chi vuole usare la società liberale contro sé stessa.