Esteri
Il colloquio •
Quali sono gli interessi americani nei negoziati con Mosca. Intervista
Anton Troianovski, corrispondente del New York Times ed ex capo dell'ufficio di Mosca al Foglio: "Per Putin una delle strategie principali, fin dall'inizio di questa Amministrazione Trump, è stata cercare di separare la questione ucraina dai colloqui sulle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia"
24 OTT 26

Foto Ansa
Gli elogi dell'Amministrazione Trump a Mosca e le pressioni su Kyiv sollevano dubbi sulle sue intenzioni. Si tratta di una forma di adulazione pensata per spingere il presidente russo Vladimir Putin verso la pace o di un cambio di rotta della politica estera? Trump ha definito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky un "dittatore" e ne ha chiesto la sostituzione, mentre il suo inviato speciale Steve Witkoff ha descritto Putin come un "umanitario". Le dichiarazioni hanno suscitato indignazione tra i democratici e in una parte del Partito repubblicano di Trump. Anton Troianovski, corrispondente del New York Times ed ex capo dell'ufficio di Mosca, ha rivelato in diverse inchieste gli affari discussi sul futuro dell'Ucraina. Secondo lui, Putin vuole ristabilire i rapporti con Washington senza porre fine all'invasione, "Per Putin una delle strategie principali, fin dall'inizio di questa Amministrazione Trump, è stata cercare di separare la questione ucraina dai colloqui sulle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Russia", dice Troianovski al Foglio. "Per molto tempo, per esempio, Trump ripeteva: non faremo affari con la Russia finché la guerra in Ucraina non sarà finita".
Al centro dei negoziati c'è ora l'energia. La Russia ha annunciato che il primo carico di diesel destinato agli Stati Uniti nell'ambito dell'accordo è partito il 22 ottobre. Washington e Mosca discutono anche della vendita degli asset esteri di Lukoil, il colosso petrolifero colpito dalle sanzioni. "Per tutte le apparenze, per quanto se ne sa, si è trattato di un alleggerimento delle sanzioni senza che la Russia facesse alcuna concessione in cambio", afferma Troianovski. Trump ha in mente anche il pubblico interno. Il suo indice di gradimento è sceso al 31 per cento nell'ultimo sondaggio Reuters/Ipsos e i repubblicani rischiano con ogni probabilità di perdere la Camera alle elezioni di metà mandato del 3 novembre, mentre il controllo del Senato resta incerto. L'accordo sul diesel gli offre qualcosa da presentare come un'azione sui prezzi dei carburanti. "Con la revoca delle sanzioni sul diesel russo, può dire agli elettori americani che sta lavorando duramente per abbassare i prezzi", spiega Troianovski.
"Per ora non abbiamo visto alcun effetto alla pompa: i prezzi restano molto alti… Quanto ai negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina, che era naturalmente l'obiettivo originario di questi sforzi diplomatici, purtroppo abbiamo visto pochi progressi". Come si è passati dai negoziati per chiudere la guerra ai colloqui sull'acquisto di diesel russo e sulla rimozione delle sanzioni? Inizialmente Trump aveva offerto affari con l'America come incentivo per spingere Mosca verso la pace. Ora, dice Troianovski, quelle trattative vanno avanti mentre la guerra continua. "Per Putin la priorità è da sempre essere visto mentre si confronta alla pari, faccia a faccia, con il presidente americano", sottolinea Troianovski. "Conta moltissimo negoziare direttamente con gli Stati Uniti, sia con Trump sia con persone che sa essere molto vicine a lui, come Jared Kushner e Steve Witkoff". L'inviato economico russo, Kirill Dmitriev, guida il fondo sovrano del paese e si occupa dei colloqui sugli accordi commerciali, compresi gli asset internazionali di Lukoil. "Ci sono molti soggetti che puntano a entrare in un consorzio in pole position per acquistare quegli asset, tra cui alcuni attori mediorientali con legami d'affari con Witkoff e Kushner", dice Troianovski.
"L'Amministrazione, naturalmente, sostiene che Witkoff e Kushner perseguano solo gli interessi americani in questi negoziati". Le discussioni potrebbero estendersi anche al ritorno di una maggiore quantità di gas russo in Europa, invertendo gli sforzi per ridurre la dipendenza da Mosca avviati dopo l'invasione. "Sappiamo che la parte americana ha sollevato questa idea nei colloqui con l'Ucraina e con i funzionari europei", afferma. "Ed è qualcosa a cui l'Europa, e certamente la Germania, si è opposta con forza". Mentre Washington fa pressione su Kyiv perché smetta di attaccare le raffinerie russe, le restrizioni su Starlink e le presunte difficoltà di accesso all'intelligence americana mettono a rischio la capacità dell'Ucraina di difendersi.
Nel frattempo, la Russia ha ottenuto un parziale alleggerimento delle sanzioni e continua a dialogare con Washington su possibili forme di cooperazione, uno sviluppo che pochi avrebbero potuto prevedere.