Il cavallo di Troia di Pechino a quattro ruote

Secondo il quotidiano Dagens Næringsliv, alcune auto made in China hanno registrato le esercitazioni militari norvegesi
24 OTT 26
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Foto Getty

Per difendere l’aeroporto di Oslo in caso di guerra, a metà settembre l’esercito norvegese ha mobilitato cinquemila soldati della Guardia nazionale nell’esercitazione Øvelse Hovedstad. Durante un’attesa, qualche militare annoiato ha cominciato a scorrere i menu sullo schermo delle auto noleggiate per l’occasione e ha trovato un archivio video con tutti gli spostamenti del personale, compresi i codici digitati ai cancelli delle strutture militari. Le vetture erano almeno due Deepal, marchio elettrico della statale cinese Changan, fornite da Hertz Norge, società che attraverso Volvo Cars appartiene al gruppo Geely. Lo ha rivelato il quotidiano Dagens Næringsliv.
I soldati hanno cancellato i filmati e hanno continuato a usare le stesse macchine fino all’ultimo giorno, perché alternative non ce n’erano.
Nessuno ha dimostrato che quelle immagini abbiano mai lasciato le auto, e una parte della stampa tecnica attribuisce le registrazioni a dashcam rimaste accese per distrazione. Ma il segnale resta disturbante: l’Autorità nazionale per la sicurezza descrive le auto moderne come computer su ruote, con oltre duecento sensori a bordo, e il controspionaggio norvegese segnala da mesi una crescita delle operazioni della Repubblica popolare cinese nel paese. Gli stessi tecnici norvegesi avevano già verificato che gli autobus elettrici Yutong potevano essere fermati a distanza con un aggiornamento software. Israele ha già vietato le auto cinesi nelle sue basi e le sta togliendo agli ufficiali; Oslo, che sul noleggio con Hertz ha impegnato fino a 350 milioni di corone, per ora preferisce procedure sito per sito a un divieto per nazionalità. Nel paese europeo che ha elettrificato prima di tutti il proprio parco auto, il cavallo – pardon, l’auto – di Troia è una minaccia più forte che per altri.