Un uomo spara alla cieca contro i passanti a Trappes, a est di Parigi. La spirale di violenza in Francia

Kevin Tertrais ha sparato dall'abitacolo della sua Renault Clio grigia, uccidendo una persona e ferendone quattro, di cui due gravemente. Voleva commettere una strage. Dal suo account Facebook non emerge il profilo tipo di un suprematista, ma quello di un incel consumato dalla solitudine
23 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 18:18
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Foto LaPresse

Parigi. Voleva commettere una strage. Stamattina, a Trappes e La Verrière, nella banlieue est di Parigi, un uomo di 39 anni, Kevin Tertrais, ha sparato alla cieca dall'abitacolo della sua Renault Clio grigia, uccidendo una persona e ferendone quattro, di cui due gravemente. Per colpire le sue vittime, l'attentatore ha utilizzato una pistola mitragliatrice di tipo Sten Mk II, arma da collezione della Seconda guerra mondiale. La spirale di violenza è iniziata a place Louis-Pergaud a Trappes, dove l'uomo ha ucciso un 26enne di origini africane, Pengo B., ed è proseguita al distributore di benzina Esso lungo la statale 10, dove ha ferito gravemente un ragazzo di 21 anni, Ahmed. Il 39enne si è poi diretto a La Verrière, comune limitrofo, dove ha ferito due netturbini, Samba C. (29 anni) e Ibrahima S. (48 anni), davanti alla farmacia del Bois de l'Étang, prima di proseguire verso rue Marcel-Rivière, dove ha sparato otto proiettili contro una bambina di 12 anni di origini maghrebine, lasciandola in bilico tra la vita e la morte.
La parabola mortifera del 39enne si è conclusa a Coignières, dove è stato arrestato dagli agenti della Bac, la brigata anticrimine della polizia nazionale francese. Secondo quanto riferito al Figaro da una fonte della polizia, al momento dell'arresto era in possesso di cocaina e lacrimogeni. Prima di uscire, l'uomo aveva lasciato il gas aperto nel suo appartamento. Secondo una fonte vicina al dossier sentita dal Figaro, "l'appartamento era una trappola" e sono dovuti intervenire gli artificieri e gli agenti del Raid, l'unità dell'élite della polizia nazionale, per mettere in sicurezza l'edificio. La Procura nazionale antiterrorismo ha aperto un'inchiesta per "omicidio in relazione a un'attività terroristica", con l'aggravante che i fatti sarebbero stati commessi "in ragione dell'appartenenza, reale o presunta, a una razza, etnia, nazione o religione determinata", nonché per associazione a delinquere con finalità di terrorismo. "Sembra un tour omicida, ma non ne conosciamo i motivi", ha dichiarato il ministro dell'Interno Laurent Nuñez recandosi sul posto.
Secondo il sindaco di Trappes di area socialista Ali Rabeh, l'attentatore "stava chiaramente sparando a caso e voleva commettere una strage". Rabeh ha sottolineato che le vittime di Trappes erano di origini africane e maghrebine, affermando che si tratta di un "attentato a connotazione razzista, probabilmente islamofobo". Il sindaco di La Verrière, Nicolas Dainville, ha dichiarato che l'aggressore "prendeva di mira le persone di colore". Secondo una fonte della polizia sentita dal Figaro, avrebbe puntato persone di origine maghrebina e donne velate. Ma quello di Kevin Tertrais, nato nel 1987 a Saint-Cyr-l'École, nella regione parigina, è un profilo complesso.
Da un'analisi del suo account Facebook non emerge il profilo tipo di un suprematista, ma quello di un incel (celibe involontario) consumato dalla solitudine, che interviene in gruppi come "Schizophrenie: approche psychologique" con messaggi di questo tipo: "Ho un disturbo psichico niente di grave ma la solitudine mi pesa e cerco anche degli amici sono solo al mondo lol quindi se c'è una donna single ci sto". Non sarebbe noto alla giustizia, ma lo sarebbe alla polizia per reati minori, in particolare per droga. Dal 2020 lavora in un'azienda che impiegava persone con disabilità e dai colleghi viene descritto come una persona isolata e affetta da problemi psicologici. "Profonda commozione per l'attacco con arma da fuoco a Trappes e La Verrière. Una persona è morta. Diverse altre sono gravemente ferite.
Al momento dell'arresto, secondo quanto riferito a BfmTV dal deputato Laurent Mazaury, l'uomo "non ha fatto mistero" di essere "lì per uccidere persone che considerava di origine straniera". I nostri pensieri vanno alle vittime, alle loro famiglie, così come a tutti gli abitanti del dipartimento delle Yvelines. In questa esperienza terribile, la nazione è al loro fianco", ha scritto in un post su X il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. La sparatoria arriva in un momento di grandi tensioni sociali per il paese, alla vigilia dell'atto II della mobilitazione contro il caro-vita. Per scongiurare nuove scene di devastazione e guerriglia urbana, Macron ha deciso un rafforzamento del 20 per cento degli effettivi delle forze dell'ordine rispetto a sabato scorso: saranno 70 mila gli agenti mobilitati in tutto il paese e verranno coinvolte anche le unità d'élite della polizia e della gendarmeria (Raid, Gign e Bri).
A Nizza e Montpellier le manifestazioni sono state vietate, mentre a Parigi è stato autorizzato un unico corteo da Bastille a Nation, nell'est della capitale, a cui parteciperanno Cgt, gilet gialli e movimenti studenteschi. A Orléans sono attese oggi tra le 20.000 e le 30.000 persone per protestare contro il congresso del Rassemblement national di Marine Le Pen e Jordan Bardella, in programma nel weekend. Domani pomeriggio, per la seconda e ultima giornata del congresso, è previsto il discorso di Marine Le Pen e la prefettura del Loiret ha vietato qualsiasi manifestazione, comprese quelle già dichiarate da sindacati e collettivi come Ciao Fachos.