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La guerra •
Putin sfrutta il bazaar di Trump: le bombe su Kyiv e il regalo per le midterm
Il video dell’inviato Witkoff che ringrazia il capo del Cremlino, mentre la Russia bombarda l’Ucraina e prepara una campagna d’ingerenza per aiutare Trump alle elezioni di metà mandato
23 OTT 26

Donald Trump - foto LaPresse
Dopo aver incontrato il suo inviato americano preferito, Steve Witkoff, il presidente russo Vladimir Putin ha dato il senso a questa visita: ha ordinato un altro violentissimo bombardamento delle città ucraine, con speciale accanimento sulla capitale, e ha fatto pubblicare il video completo del vertice con Witkoff. Il tapino americano, con il foglietto degli appunti che gli spuntava dalla tasca, ha ringraziato più volte il capo del Cremlino, ha elogiato il suo grande spirito umanitario, ha fatto un elenco scomposto delle cose di cui discutere, ha ringraziato nuovamente Putin, ha ascoltato le menzogne del presidente russo con il suo sorriso compiacente, ha detto di essere molto fiducioso e poi, incontrando il settantaquattrenne insegnante americano, Stephen Hubbard, da quattro anni detenuto ingiustamente in Russia con l’accusa di essere un mercenario ucraino e liberato per l’occasione, è riuscito a dirgli: ringrazia Putin pure tu.
Il presidente russo ha voluto mostrare, con il suo inconfondibile spirito umanitario, chi comanda e chi vuole avere l’unica parola sulla guerra e il messaggio è come sempre chiaro. L’inviato americano viene mostrato nella sua arrendevolezza e l’Ucraina viene massacrata da missili imprendibili in un’altra terribile notte insonne. Putin vuole sfruttare ogni vantaggio possibile del voltafaccia dell’Amministrazione Trump nei confronti dell’Ucraina.
Quindi dice, proprio come Donald Trump, che la guerra deve finire perché soldati e civili muoiono (intende solo i suoi, i russi); dice, proprio come vuole Trump, che si mette a disposizione come mediatore tra gli Stati Uniti e il regime iraniano (dopo aver fornito per mesi informazioni a Teheran sugli obiettivi americani e componenti militari); dice, proprio come Trump, che l’iniziativa bellica è tutta nelle mani russe, ma che in linea di principio è d’accordo a riesumare i colloqui tecnici con americani e ucraini; dice, proprio come vuole Trump, che i suoi cargo di diesel stanno contribuendo a quietare il mercato.
Tutto facile e tutto secondo i piani per Putin, che forse ora sta valutando come dare un contentino alla Casa Bianca dopo tanta e sorprendente sottomissione. Sa, come ora sappiamo tutti, che per Trump le elezioni di metà mandato sono cruciali: mancano circa dieci giorni al voto del 3 novembre, i sondaggi per il Partito repubblicano non sono positivi ma spiragli ce ne sono, ed è lì che il presidente russo intende infilarsi. Politico ha raccontato che il governo russo ha lanciato una campagna d’ingerenza online contro i repubblicani e i democratici che sostengono l’Ucraina, ripetendo anche qui il nuovo ritornello trumpiano che a Mosca è un trillo piacevole: sono gli ucraini che hanno alzato il prezzo del diesel attaccando le raffinerie russe, sono gli ucraini che non vogliono fermarsi. Il democratico Jim Himes, a capo della commissione Intelligence del Congresso, ha detto a Politico: “Là fuori è un carnevale”, il piano russo è di creare “un senso di anarchia e caos”. C’è chi pensa che Putin forse farà anche un passo in più, annunciando una tregua contro l’Ucraina nei giorni delle elezioni di metà mandato: così Trump potrà dire che ha fermato la guerra, che ha abbassato i prezzi dialogando con Mosca, e tutti quelli che sentono la parola “tregua” e si dimenticano all’istante che l’obiettivo di Putin è la cancellazione dell’Ucraina diranno di corsa: ecco, in fondo Trump ha avuto ragione.
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Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi
