Il voto in Israele che parla russo
Vale il 15 per cento, è mutato nel tempo sospinto da quella che viene chiamata “l’aliyah di Putin”. Il corteggiamento di Lieberman non basta più, non è più questione di accento, ma di programmi e rapporti con Mosca

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Micol Flammini è giornalista del Foglio. Scrive di Europa, soprattutto orientale, di Russia, di Israele, di storie, di personaggi, qualche volta di libri, calpestando volentieri il confine tra politica internazionale e letteratura. Ha studiato tra Udine e Cracovia, tra Mosca e Varsavia e si è ritrovata a Roma, un po’ per lavoro, tanto per amore. Nel Foglio cura la rubrica EuPorn, un romanzo a puntate sull'Unione europea, scritto su carta e "a voce". E' autrice del podcast "Diventare Zelensky". In libreria con "La cortina di vetro" (Mondadori)
