Il piano “ibrido” russo contro Berlino

Secondo il Wsj, Putin avrebbe ordinato di intensificare la guerra ibrida contro i paesi Nato. Dopo il fallito attentato all'aeroporto di Lipsia, la Germania alza l’allerta per i sabotaggi russi. E le indagini indicano una catena di comando sempre più vicina a Mosca 

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(Foto Getty)

Il presidente russo Vladimir Putin avrebbe ordinato personalmente di alzare il livello dello scontro nella guerra ibrida contro i paesi Nato. L’attacco del 4 agosto con un drone carico di esplosivo contro un Antonov An-124 ucraino all’aeroporto di Lipsia-Halle sarebbe stato tra i primi colpi di questa nuova escalation. Lo riporta il Wsj, citando funzionari europei informati dall’intelligence americana. Dopo l’attacco fallito, un funzionario del Cremlino che fa da canale riservato con il governo tedesco avrebbe addirittura avvertito Berlino che Lipsia non sarebbe stato l’ultimo attacco. Consiglieri del cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno detto al giornale che, se a Lipsia ci fossero state molte vittime, avrebbero preso in considerazione l’articolo 5 della Nato.
Fin dai primi giorni del fallito attentato all’aeroporto tedesco è stato chiaro che si fosse di fronte a qualcosa di più intenso di prima. Il primo settembre Berlino, solitamente molto cauta nel puntare ufficialmente il dito contro Mosca, ha accusato la Russia di essere dietro all’operazione. A ottobre il capo dell’intelligence estera Martin Jäger ha detto che la Russia conduce “una guerra ombra contro di noi” e, riferendosi a Lipsia, ha parlato di una “nuova, pericolosa qualità”, mentre per il presidente dell’intelligence interna BfV, Sinan Selen, “già oggi la Russia mette in conto potenziali vittime civili”.
In stato di allerta è anche il Mad, il controspionaggio militare tedesco. Questo mercoledì Wdr e Sz hanno riportato in esclusiva come la Bundeswehr, in un documento interno, abbia alzato per la prima volta la minaccia di sabotaggio russo contro le proprie forze a erheblich, cioè considerevole, il secondo livello partendo dal più grave, prevedendo “azioni nel prossimo futuro”. Proprio con il passaggio dai sorvoli di droni spia all’uso di droni carichi di esplosivo, Mosca avrebbe superato quella che per le forze armate tedesche è la vera linea rossa. Non solo a causa di Lipsia, ma anche per il ritrovamento, a metà settembre, di un drone esplosivo simile vicino alla base aerea di Wunstorf, in Bassa Sassonia, dove sono di stanza gli A400M della Luftwaffe.
Il salto di qualità di Lipsia emerge anche dalle inchieste di Telegraph, Welt e The Insider su chi sarebbero i sospettati dell’operazione. La catena di comando partirebbe dal colonnello del Gru Denis Smolyaninov, sanzionato dall’Unione europea e già indicato tra i comandanti del piano dei pacchi incendiari Dhl del 2024. Ci sarebbe poi l’organizzazione di Oleg Levushkin, cittadino russo e lettone che per il Wsj è un ex ufficiale reclutato dal Gru dopo una condanna penale. Il Dna di almeno un operativo bielorusso, Andrei Karshakov, sarebbe stato inoltre trovato sui resti di un guanto su una struttura d’antenna probabilmente usata per guidare il drone di Lipsia. L’operativo bielorusso sarebbe già stato coinvolto in un sabotaggio a Lódz nel 2024, e verrebbe quindi utilizzato da almeno due anni.
Prima del 2022, i servizi russi erano già abituati a operazioni molto baldanzose in Germania, come l’omicidio di Zelimkhan Khangoshvili, ex comandante ceceno-georgiano di una milizia antirussa in Cecenia, ucciso nel 2019 nel parco Kleiner Tiergarten di Berlino dal sicario dell’Fsb Vadim Krasikov. Poi con l’invasione dell’Ucraina – e con l’espulsione dalla sola Germania di circa 80 diplomatici, per lo più ritenuti uomini dei servizi russi – la Russia ha per un po’ deciso di affidarsi soprattutto ad agenti low level molto più facilmente bruciabili. La catena di responsabilità di Lipsia sembra ora più corta e più rintracciabile, con Mosca forse di nuovo pronta a rinunciare a una buona parte di plausible deniability. Negli ultimi mesi e nelle ultime settimane si sono visti sospetti sabotaggi in Estonia, Polonia, Lituania e Bulgaria. Ma è la Germania a restare il bersaglio decisivo di una guerra irregolare che, secondo valutazioni analitiche e di intelligence, è destinata a intensificarsi.