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Incidenti di Guerra •
Hegseth voleva il mappamondo di Eisenhower. Rotto prima ancora di finire nel suo ufficio
Durante lo shutdown, il segretario alla Guerra americano ha ordinato un trasloco improvvisato del mappamondo del generale che comandò lo sbarco in Normandia. È finito con il globo squarciato vicino all’Antartide. A volte basta poco per fare a pezzi il mondo

Pete Hegseth voleva nel suo ufficio il mappamondo di Eisenhower. Si capisce. Dwight Eisenhower il mondo lo ha avuto, per un po’, tra le mani. Nominato nel dicembre 1943 comandante supremo delle forze alleate in Europa occidentale, guidò lo sbarco in Normandia e gli alleati fino alla resa della Germania nazista. Da presidente, nel discorso d’addio del 1961, mise in guardia l’America dal potere eccessivo del “complesso militare-industriale”. Un generale che chiedeva di tenere a bada i militari. Hegseth, che si fa chiamare segretario della Guerra, da lui ha preferito prendere solo il mappamondo: un globo da terra degli anni Trenta, di quasi 80 centimetri di diametro, che secondo la tradizione Eisenhower usava nel 1942 per pianificare la guerra.
A spostarlo avrebbero dovuto essere i curatori dell’esercito. Ma era il 3 febbraio, c’era lo shutdown, e gli storici erano a casa senza stipendio. Lo shutdown finiva quel giorno stesso: sarebbe bastato aspettare qualche ora. Rvidentemente erano troppe per il dipartimento della Guerra. Lo staff del segretario ha fatto da sé, racconta il Washington Post. Solo che qualcuno ha perso la presa e ha lasciato cadere il mappamondo, che si è staccato dal perno e si è infilzato sulla base, squarciato vicino all’Antartide.
Il globo è rimasto dov’era, rotto. Il Pentagono si è rifiutato di mostrarlo, poi ha diffuso una nota senza firma: “Gli incidenti capitano”. Nel “Grande dittatore” Chaplin danzava con il mappamondo finché non gli scoppiava tra le mani. Per rompere il mondo, al cinema, ci voleva un delirio di onnipotenza. Al Pentagono di Hegseth è bastato un trasloco.
