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Guardare alle trivelle di Burnham: sì al gas britannico. E l'Italia che fa?
Il pragmatismo energetico del premier inglese, che ha approvato lo sviluppo del giacimento di gas di Jackdaw, circa 150 miglia a est di Aberdeen. L'esempio di Londra può essere istruttivo anche per noi
22 OTT 26

Andy Burnham - foto LaPresse
Il primo ministro inglese, Andy Burnham, ha approvato lo sviluppo del giacimento di gas di Jackdaw, circa 150 miglia a est di Aberdeen. A breve il governo dovrà pronunciarsi anche su un altro campo, Rosenbank, circa 80 miglia a nord-ovest delle Isole Shetland. La decisione è prova del “pragmatismo” che l’attuale inquilino di Downing Street ha promesso sulle questioni energetiche e climatiche: stretto tra le pressioni dei Tory e di Reform UK che spingono per abbandonare la neutralità carbonica, le proteste per il caro vita e l’insistenza di due tra i maggiori sindacati britannici (Gmb e Unite), Burnham ha scelto di scontentare i movimenti ambientalisti che pure tradizionalmente appoggiano il Labour.
Grazie all’incremento della produzione domestica, ha detto, “proteggeremo centinaia di posti di lavoro e aiuteremo a riscaldare milioni di case quest’inverno”. Per rendere più digeribile la pillola, la ministra Miatta Fahnbulleh ha annunciato la creazione di un Fondo sovrano per l’energia, con una dotazione iniziale di due miliardi di sterline, che investirà il gettito tributario delle operazioni petrolifere in fonti rinnovabili e low carbon. Dal punto di vista politico, si tratta di un rilevante cambio di strategia: non è tanto un tradimento degli obiettivi climatici – che al momento restano in vigore – quanto di una visione meno manichea del problema energetico. Fermo restando l’impegno a ridurre le emissioni e, dunque, i consumi di combustibili fossili, finché questi saranno necessari, ignorare le risorse esistenti in patria sarebbe sciocco, perché significherebbe rinunciare alla creazione di occupazione e ricchezza e perché, in un momento di forti tensioni di mercato e geopolitiche, ogni contributo, per quanto marginale, aiuta.
L’esempio di Londra è istruttivo anche per noi: Giorgia Meloni, che a parole la pensa come il collega inglese, dovrebbe togliere i vincoli, per esempio, alle trivellazioni nell’Alto Adriatico; invece Elly Schlein, come va di moda dire nelle assise del Partito democratico quando un leader di sinistra vince all’estero, dovrebbe ricominciare da Burnham.