Esteri
IL CASO •
Negli spot repubblicani è scomparso Donald Trump
Nonostante il presidente implori i cittadini di votare “come se fosse sulla scheda”, i candidati repubblicani cercano in ogni modo di distanziarsi dalla sua figura in calo di popolarità. I democratici, invece, lo nominano costantemente, rendendolo il protagonista negativo dei loro messaggi
21 OTT 26

(Foto La Presse)
In una pubblicità di campagna elettorale dello scorso anno, la candidata repubblicana al Senato in Iowa Ashley Hinson diceva che sarebbe stata “la principale alleata di Trump” a Washington. Un anno dopo, costretta a una sfida testa a testa con il democratico Josh Turek, ha dichiarato di volere la fine alla guerra in Iran, che ha alzato il costo della vita per i cittadini dello stato. In un altro spot, ha affermato di essere capace di far passare leggi importanti per l’Iowa chiunque sia il presidente.
Analizzando le pubblicità elettorali dei repubblicani, il New York Times ha rilevato che meno di un dollaro ogni cento è speso in uno spot che menziona il presidente; al contrario, ben venti dollari ogni cento dei democratici sono spesi in pubblicità che citano il nome “Trump”. Secondo Politico, i candidati democratici alla Camera e al Senato hanno speso 145 milioni di dollari in annunci che menzionano Trump, contro i soli 8 dei repubblicani.
Nonostante il presidente implori i cittadini di votare “come se io fossi sulla scheda”, i candidati repubblicani cercano in ogni modo di distanziarsi da un presidente con una popolarità sempre più in calo, a oggi poco sopra il 30 per cento. I democratici, invece, lo nominano costantemente, rendendolo il protagonista negativo dei loro messaggi: la guerra in Iran, i dazi, i tagli alla sanità e il modo in cui l’Amministrazione ha gestito le carte riguardanti Jeffrey Epstein.
E’ una dinamica del tutto diversa da quella che si rilevava durante le primarie: lì i candidati repubblicani, che volevano dimostrare attaccamento alla base Maga e ricevere l’agognato endorsement del presidente, spendevano 55 dollari su cento in pubblicità che nominavano positivamente Trump. Oggi, nei seggi in bilico, la corsa è invece a distanziarsi: il candidato in Alaska Dan Sullivan ha citato Trump in una sua recente pubblicità, semplicemente per ricordare di averlo costretto a rilasciare gli Epstein files.