Esteri
La capitale e l’inverno •
Gli abitanti di Kyiv (e il presidente) criticano il sindaco Klitschko: poca preparazione
Il 17 ottobre circa mille persone si sono radunate davanti al palazzo del municipio, in via Khreshchatyk, chiedendo le dimissioni del sindaco. Con l’inverno alle porte, si riaccende lo scontro tra Zelensky e Klitschko sulla protezione della capitale. E i volontari denunciano di dover supplire alle mancanze del Comune
20 OTT 26

Vitali Klitschko (Foto La Presse)
Kyiv. Il 15 ottobre sul viale Beresteiskyj è stato installato il primo rifugio mobile, dove la gente può mettersi al riparo dai bombardamenti russi, che ormai avvengono a qualsiasi ora del giorno e della notte. La struttura è stata finanziata da alcuni mecenati a cui si è rivolto il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko. Gli abitanti della capitale, dove vivono circa 3,7 milioni di persone, hanno accolto la notizia con scetticismo. “Il primo rifugio mobile al quinto anno di guerra, non ho parole”, scrive su Facebook Ivan, che abita a Kyiv. Più si avvicina l’inverno, più crescono le critiche nei confronti del sindaco. L’ex leggendario pugile è alla guida della città dal 2014 e ha vinto tre volte le elezioni locali. La volontaria Kateryna Terechova dice che la sua principale accusa al sindaco è l’incapacità di preparare la capitale alle sfide della guerra. Secondo lei, negli ultimi due anni la comunità dei volontari ha contribuito a eliminare le conseguenze dei bombardamenti su 350 edifici e strutture danneggiati a Kyiv. Volontari e fondazioni benefiche sono costretti ad acquistare materiali da costruzione, a fornirli persino ai dipendenti dei servizi comunali e a organizzare l’assistenza alle vittime. “La capitale dell’Ucraina non può continuare a fare affidamento sui volontari dove dovrebbe funzionare il sistema di gestione cittadino”, dice Terechova. Tanto più che Kyiv i soldi li ha: il bilancio della città è di circa 100 miliardi di grivne l’anno (2 miliardi di euro).
Il 17 ottobre circa mille persone si sono radunate davanti al palazzo del municipio, in via Khreshchatyk, chiedendo le dimissioni di Klitschko. Tra le altre accuse nei suoi confronti ci sono gli scandali di corruzione nella sua squadra legati all’edilizia. Nel febbraio del 2025, per esempio, l’Ufficio nazionale anticorruzione, nell’ambito dell’operazione “Città pulita”, ha smascherato nel consiglio comunale di Kyiv un’organizzazione criminale che controllava la procedura di assegnazione dei diritti sui terreni della capitale. Al momento in questo procedimento ci sono 9 imputati e 3 condannati.
Anche il presidente esprime insoddisfazione per l’operato di Klitschko. Volodymyr Zelensky afferma che il livello di preparazione della capitale all’inverno è il più basso fra tutte le regioni del paese. “I kyivani lo sentono di certo, quando persino dopo singoli colpi di Shahed ci sono interruzioni di elettricità e acqua in una parte consistente della capitale”, ha scritto il presidente il 13 ottobre, promettendo di prendere a breve decisioni operative. Ma non può destituire il sindaco: è stato scelto dai cittadini alle elezioni. Klitschko interpreta queste dichiarazioni come una pressione del potere centrale sull’autogoverno locale. L’unica cosa che Zelensky può fare è nominare un nuovo capo dell’Amministrazione militare cittadina di Kyiv (un organo esecutivo statale temporaneo nella capitale, istituito con decreto presidenziale il 24 febbraio 2022 in seguito all’introduzione della legge marziale) e rafforzare questa verticale alternativa di gestione della città.
La tensione tra il presidente e Klitschko esiste fin dall’arrivo al potere di Zelensky nel 2019. “La carica di sindaco di Kyiv è molto importante, a volte viene considerata un trampolino per la corsa alla presidenza”, spiega il politologo Jaroslav Božko. Ma su questo fronte Zelensky può stare tranquillo: il “rating presidenziale” di Klitschko è minimo. Secondo un sondaggio del gruppo sociologico Rating condotto nel luglio scorso, è di appena lo 0,3 per cento. Tuttavia a Kyiv il sindaco è solido e ancora non ha rivali forti che lo insidiano.
Intervenendo in Parlamento il 14 ottobre, Klitschko ha ricordato che Kyiv vive sotto continui bombardamenti russi. Quest’anno ci sono già stati circa 50 attacchi di droni e missili contro le infrastrutture energetiche della città. E anche lo scorso inverno, nonostante i bombardamenti e i blackout, Kyiv ha resistito. “Sentiamo dire che a Kyiv nulla va bene. Ma la domanda è: dov’è la difesa antiaerea della capitale, dov’è la protezione degli impianti di Ukrenerho, dove sono i miliardi che sono stati stanziati a questo scopo?”, ha chiesto il sindaco dalla tribuna parlamentare, criticando il potere centrale.
Nonostante tutto, Božko prevede che il nuovo inasprimento del conflitto tra sindaco e presidente sia temporaneo. Ma la Terechova continuerà a pretendere dal sindaco un resoconto pubblico: “La guerra non può essere una giustificazione per l’inazione amministrativa”.