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Il ministro degli interni francese ammette che la polizia ha "perso il controllo" in alcune città
Gli scontri nel fine settimana hanno spinto Laurent Nunez a rassegnare le dimissioni. Macron le ha respinte. Ieri il presidente ha condannato le violenze ma con un distinguo: "Non dobbiamo mai confondere i manifestanti con coloro che hanno provocato distruzioni, disordini e saccheggi"
19 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 07:36

La Francia ha vissuto uno dei peggiori fine settimana di violenza della sua storia recente. Le manifestazioni di sabato nelle quali gli studenti protestavano contro i tagli alla scuola previsti dal Bilancio statale, le classi troppo affollate e la mancanza di professori, e la gran parte dei non studenti scesi in strada contro l'aumento dei costi, si sono trasformate in scontri con la polizia e vandalismi, danni e saccheggi in molte città francesi. Solo a Parigi sono rimasti feriti 997 agenti delle forze dell'ordine, di cui sette in modo grave e la polizia ha arrestato 2.397 persone delle quali 2.331 erano ancora "in stato di fermo" lunedì mattina alle 8. A Limoges è stato dato alle fiamme il municipio. L'edificio in stile neorinascimentale, realizzato su progetto dell’architetto Charles-Alfred Leclerc su modello del municipio di Parigi era stato il luogo nel quale aveva trovato dimora temporanea il governo belga in fuga dall'occupazione nazista nel 1940.
Domenica sera il presidente Emmanuel Macron ha condannato le violenze, ma ha fatto un distinguo: "Non dobbiamo mai confondere i manifestanti con coloro che hanno provocato distruzioni, disordini e saccheggi. I nostri giovani provano una profonda angoscia per il loro futuro, per la loro capacità di trovare il proprio posto nella società. Capisco i nostri liceali e i nostri studenti, e loro sono al centro del mio impegno pubblico. La loro voce deve essere ascoltata. La nostra responsabilità è duplice: ascoltare la rabbia e far rispettare con fermezza l’ordine repubblicano".
Il ministro dell'Interno francese Laurent Nunez ha ammesso che la polizia ha "perso il controllo" in alcune città durante le violente manifestazioni scoppiate in tutto il paese nel fine settimana. Ha parlato di una "mancanza di previsione" nei preparativi e ha reso noto di aver presentato le proprie dimissioni al presidente Emmanuel Macron, "poiché mi sentivo responsabile di tutto ciò che è accaduto". Il presidente non le ha accettate
Il primo ministro, Sébastien Lecornu, ha attribuito la responsabilità delle violenze all’"estrema sinistra" e a gruppi criminali. Il presidente americano, Donald Trump, ne ha approfittato per soffiare sul fuoco del sentimento anti migranti. "La Francia brucia! L’immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone che nutrono odio nel cuore, ha distrutto questo paese un tempo grande", ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. "Chiudete le frontiere e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi!", ha aggiunto Trump.