Esteri
La lettera •
"Siamo grati per il sostegno italiano", ci scrive l’ambasciatore ucraino
"Il sostegno dell'Italia all'Ucraina lo sentiamo ogni giorno, nelle decisioni del governo, nell'assistenza umanitaria e quella che aiuta a proteggere la vita. Sappiamo che potranno esserci differenze di opinione. Ci auguriamo che resti condivisa la consapevolezza di quanto sia importante arrivare a una pace giusta"
16 OTT 26

Ihor Brusylo - foto Ansa
Il sostegno dell'Italia all'Ucraina lo sentiamo ogni giorno, e ne siamo grati. Lo vediamo nelle decisioni del governo, nell'assistenza umanitaria e quella che aiuta a proteggere la vita, nell'impegno diplomatico e nelle tante manifestazioni di solidarietà che arrivano dalla società italiana. In questi anni l'Italia ha dimostrato di essere un partner affidabile, capace di accompagnare l'Ucraina anche nei momenti più difficili.
Apprezziamo molto la continuità della posizione del governo italiano, soprattutto in una fase internazionale così complessa. Le parole pronunciate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento, "La resa non è pace, è conquista", esprimono un concetto che si condivide profondamente. Una pace giusta e duratura richiede condizioni forti che impediscano il ripetersi dell'aggressione e garantiscano la sicurezza dell'Ucraina e dell'intera Europa.
Seguiamo naturalmente con attenzione il dibattito politico italiano. Conosciamo le diverse sensibilità presenti tra le forze politiche, nella maggioranza e nell'opposizione, sulle modalità del sostegno all'Ucraina e sulle prospettive di pace. È normale che in una democrazia si discuta e che esistano opinioni differenti. Ci auguriamo che questo confronto continui a partire da alcuni punti fondamentali, a cominciare dalla responsabilità della Russia per aver scatenato questa guerra.
Per noi è essenziale mantenere una visione chiara della realtà. La Russia ha invaso un Paese sovrano e continua a colpire le sue città, le infrastrutture civili e la popolazione. Riconoscere l'aggressione per quello che è, attribuire correttamente le responsabilità e difendere i principi del diritto internazionale sono questioni che riguardano tutti, indipendentemente dall'appartenenza politica.
La sicurezza dell'Ucraina è strettamente legata a quella dell'Italia e dell'intera Europa. Una capitolazione imposta all'Ucraina rischierebbe di incoraggiare nuove aggressioni e di avvicinare ulteriormente la guerra alle case degli europei. I droni, i missili balistici e le minacce ibride hanno già cambiato profondamente il modo in cui dobbiamo pensare alla nostra sicurezza. Sono pericoli che non conoscono confini e che richiedono una maggiore consapevolezza da parte di tutti.
Crediamo che questa consapevolezza debba crescere anche nell'opinione pubblica italiana. Comprendere ciò che accade oggi in Ucraina significa comprendere meglio le sfide che attendono l'Europa nei prossimi anni. Il sostegno all'Ucraina rappresenta quindi anche un investimento nella sicurezza e nella stabilità del nostro continente.
C'è poi una dimensione del rapporto tra i nostri Paesi che ci sta particolarmente a cuore: quella umana. In questi anni abbiamo conosciuto da vicino la generosità, la sensibilità e la sincerità degli italiani. Molte famiglie ucraine, costrette a lasciare le proprie case a causa della guerra, hanno trovato in Italia accoglienza, comprensione e solidarietà. Molti italiani hanno aperto le porte delle proprie case, hanno aiutato i nostri bambini a inserirsi nelle scuole, hanno offerto sostegno nei momenti di maggiore difficoltà. Sono gesti che non dimenticheremo.
Su questa vicinanza umana vorremmo continuare a costruire il futuro delle relazioni tra Italia e Ucraina. I rapporti diretti tra regioni, città e comuni, i gemellaggi, gli scambi tra università e scuole, le collaborazioni culturali e i progetti comuni di ricostruzione possono dare ancora più forza a un legame che ha già dimostrato di essere profondo.
Quando una comunità italiana stabilisce un rapporto diretto con una comunità ucraina, nascono amicizie, progetti e una conoscenza reciproca che rimangono nel tempo. È una forma di diplomazia concreta, fatta di persone, che consideriamo preziosa.
Guardiamo quindi al sostegno italiano con gratitudine e fiducia. Sappiamo che il dibattito politico continuerà e che potranno esserci differenze di opinione. Ci auguriamo che resti condivisa la consapevolezza di quanto sia importante arrivare a una pace giusta, fondata sul rispetto del diritto internazionale e capace di garantire la sicurezza delle generazioni future.
L'Italia ci è stata vicina in anni molto difficili. È un legame che sentiamo profondamente e che desideriamo rafforzare, perché possa accompagnare i nostri Paesi anche quando la guerra sarà finalmente finita.
Ihor Brusylo, ambasciatore ucraino in Italia