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L’estrema destra manda in tilt Berlino
Prove di coalizione fra gruppi distanti rischiano di far cadere il muro anti Afd
16 OTT 26

La leader di AfD Alice Weidel - foto Ansa
C'è molta confusione nella politica tedesca, una conseguenza delle forti affermazioni delle estreme destre alle recenti regionali prima in Sassonia-Anhalt e poi Meclemburgo e a Berlino. Nella capitale della Germania, socialdemocratici e Verdi, usciti entrambi malconci dal voto, hanno iniziato "negoziati di esplorazione" con i socialcomunisti della Linke per dare un nuovo governo alla città. Una mossa che ha suscitato e continua a suscitare la disapprovazione non solo dei cristiano democratici (asfaltati dalla Linke alle urne) ma degli stessi dirigenti nazionali verdi e socialdemocratici stupiti di vedere i propri compagni berlinesi andare a braccetto con un partito che a Berlino si è dimostrato largamente antisionista e colluso con personaggi poco raccomandabili (da membri di clan malavitosi turco-libanesi a esponenti di organizzazione terroristiche come l'Fplp e Hamas).
I colloqui sono saltati martedì quando la Linke ha aperto il suo gruppo alla neodeputata Vanessa Emde, dichiaratamente antisraeliana, e sono ripartiti mercoledì quando Emde ha fatto una mezza retromarcia. La vicecapogruppo della Spd al Bundestag, Siemtje Möller, si è detta "profondamente irritata" dalla decisione del partito a Berlino ma la stessa Spd nazionale versa in cattive acque dopo le dimissioni a sorpresa di Bärbel Bas da ministra del Lavoro e da copresidente della Spd. Un annuncio talmente inaspettato da spingere l'altro copresidente, il vicecancelliere Lars Klingbeil, a cancellare un viaggio ufficiale in India.
E mentre in panchina si scalderebbe Manuela Schwesig, la governatrice socialdemocratica del Meclemburgo, unica leader di respiro nazionale che nelle urne ha tenuto testa all'AfD, dalla Sassonia-Anhalt l'AfD e i rosso-bruni del Bsw hanno votato una mozione congiunta per chiedere la fine dell'aiuto militare all'Ucraina. Un tema di competenza del governo federale e forse una mezza prova generale di coalizione, ma il Bsw giura di no, che spazza via gli ultimi calcinacci del muro antifiamma costruito attorno all'AfD.