Esteri
La guerra segreta •
Dai satelliti spia all’intelligence elettromagnetica, il contributo francese a Kyiv. Intervista a Yves Bourdillon
Quello francese è un contributo sostanziale alla causa ucraina, ci dice l'esperto di questioni militari e sicurezza che collabora con Les Echos e Contrepoint
15 OTT 26

Foto Ap via LaPresse
Parigi. Lo scorso 15 gennaio, parlando alle truppe riunite nella base militare di Istres, il presidente francese Emmanuel Macron affermò che la Francia forniva all’Ucraina “i due terzi” delle “capacità di intelligence” necessarie nel suo conflitto contro la Russia e aveva sostituito i servizi segreti americani in questo ruolo cruciale. “Un anno fa, l’Ucraina dipendeva in misura schiacciante dalle capacità di intelligence statunitensi. Oggi, i due terzi provengono dalla Francia”, disse Macron, senza fornire ulteriori dettagli in ragione della natura confidenziale delle informazioni. “In materia di intelligence, è sempre tutto molto segreto, naturalmente, ma sappiamo cosa viene messo a disposizione perché la Francia è l’unico paese europeo a possedere determinate capacità. Forse la proporzione avanzata da Macron è un po’ esagerata, ma quello di Parigi è certamente un contributo sostanziale”, dice al Foglio Yves Bourdillon, esperto di questioni militari e sicurezza che collabora con Les Echos e Contrepoints. “Ci sono anzitutto i tre satelliti militari di ricognizione ottica Cso (Composante spatiale optique). I servizi ucraini beneficiano delle immagini della costellazione militare Cso”, spiega Bourdillon.
Il satellite Cso-1 (a 800 km di altitudine) fornisce una risoluzione di 35 cm, mentre il Cso-2 (a 480 km) scende a una precisione ultra-fine di 18 cm. “Il Cso-3 (è stato impiegato un aereo cargo ucraino Antonov An-124 per trasportare il satellite in Guyana Francese prima del suo lancio con un razzo Ariane 6 nel marzo 2025, ndr), ha moltiplicato la frequenza di passaggio (revisit rate) sopra gli obiettivi russi”, dice. Con tre satelliti attivi, l’intelligence militare ucraina può monitorare un obiettivo dinamico, come un fronte di guerra, più volte al giorno. “C’è poi l’intelligence di natura elettromagnetica, nota nel gergo militare come Sigint, che rappresenta un’altra componente decisiva del supporto francese all’Ucraina. Parigi è l’unico paese dell’Ue a disporre di una capacità di Sigint spaziale sovrana e orbitale, grazie al sistema Ceres (Capacité d’écoute et de renseignement électro-magnétique spatiale)”, spiega Bourdillon. Attraverso la costellazione Ceres, composta da tre micro-satelliti lanciati insieme a fine 2021 che volano a circa 700 km di altitudine, Parigi permette a Kyiv di localizzare con precisione tramite triangolazione i radar di difesa aerea e i centri di comando radio russi. Nel dettaglio: quando un radar o una radio russa emette un segnale, questo viene intercettato dai tre satelliti in momenti impercettibilmente diversi. Calcolando il ritardo del segnale tra i tre vettori, il sistema individua con precisione millimetrica le coordinate geografiche della fonte. “Si può supporre, e qui entriamo in un campo più segreto, che ci siano anche dei ‘consulenti’ francesi. Che non si trovano in prima linea per non correre il rischio di essere uccisi, ma aiutano gli ucraini a gestire le proprie attività di intelligence elettromagnetica e le forze speciali”.
Secondo Intelligence Online, la direzione dei servizi militari ucraini (Gur) ha inoltre integrato la piattaforma di fusione dati di Safran.AI: uno strumento che consente agli analisti ucraini di compilare e processare automaticamente i massicci flussi di immagini satellitari francesi per rilevare istantaneamente anomalie e movimenti di mezzi blindati russi. In estate un’inchiesta del Financial Times ha rivelato anche il coinvolgimento diretto dei servizi francesi, accanto a quelli americani, nella campagna ucraina di attacchi a lungo raggio. L’intelligence francese aiuta a mappare in tempo reale il dispiegamento delle batterie missilistiche russe (S-300, S-400) e, grazie a questi dati, le unità di droni ucraine pianificano corridoi di volo precisi per aggirare e saturare le difese russe, al fine di colpire obiettivi a centinaia di chilometri dietro la linea del fronte. “Senza dimenticare che Parigi e Londra hanno autorizzato la condivisione di dati riservati e piani tecnici per permettere a Kyiv di avviare l’assemblaggio e la produzione sul proprio territorio del missile da crociera franco-britannico Scalp-Eg/Storm Shadow”, sottolinea Bourdillon. Secondo i dati del Kiel Institute, dall’invasione della Russia la Francia ha stanziato 7,9 miliardi di euro in aiuti bilaterali all’Ucraina (il 78 per cento sono aiuti militari), posizionandosi al decimo posto tra i paesi che contribuiscono maggiormente. Ma se si aggiungono gli aiuti erogati attraverso i meccanismi europei, Parigi sale al secondo posto. Dal febbraio 2022 ha infatti stanziato un importo aggiuntivo di 19,45 miliardi di euro a favore dell’Ucraina, portando il suo contributo totale a più di 27 miliardi di euro.