Esteri
Editoriali •
Il pericolo ormai fisico di una Polonia a metà
Le minacce a Tusk, l’omicidio di Adamowicz e i rischi di un paese sempre spaccato

Foto Ansa
La persona che pianificava un attentato per uccidere il premier polacco Donald Tusk e il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz è stato arrestato. La notizia che la vita dei due fosse in pericolo è arrivata nel fine settimana e la stampa polacca ha riferito che la minaccia veniva soprattutto da circoli dell’estrema destra. E’ un periodo teso in Polonia, militarmente il paese si trova ad affrontare la minaccia russa, i droni di Mosca sconfinano nel territorio polacco, le difese del paese sono spesso attive quando l’Ucraina è sotto attacco, Varsavia è esposta e negli anni è riuscita a sventare anche diversi tentativi di sabotaggio, a scoprire reti di spionaggio che facevano capo all’intelligence russa. Ma politicamente manca l’unità necessaria a un paese in pericolo e le prossime elezioni, che saranno nell’ottobre del 2027 vedranno uno scontro che terrà conto anche, per la prima volta, del posizionamento internazionale della Polonia. La violenza politica nel paese ha già fatto le sue vittime.
Il 14 gennaio del 2019, il sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz, venne colpito al cuore con un coltello mentre si trovava sul palco di un grandissimo evento di beneficenza. L’attentatore salì, colpì, fece una rivendicazione prendendo il microfono, venne subito arrestato. Disse di essersi convinto a uccidere Adamowicz perché a causa del suo partito, che è la stessa Coalizione civica di Donald Tusk, era stato in galera e inoltre vedeva il sindaco e le sue posizioni come una minaccia per la Polonia. Adamowicz era uno dei bersagli delle campagne euroscettiche, da quel momento si capì che lo scontro fra le due fazioni dello spettro politico polacco aveva raggiunto un punto troppo pericoloso, si cercò di rimediare, ma la polarizzazione è rimasta e ora si prepara allo scontro elettorale. Sotto scorrono scandali, come quello della piattaforma di criptovalute Zondacrypto, del suo ceo scomparso e dei suoi legami con il precedente governo del PiS, scorrono minacce militari. Domina l’immagine di una Polonia che risulta sempre spaccata a metà, ora più fragile.