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Drone contro drone •
La corsa ucraina contro i nuovi droni Geran russi super-veloci: caccia, torrette AI e nuovi intercettori
A settembre Mosca ha lanciato oltre 3 mila droni a reazione e ne produce quasi altrettanti ogni mese. Le soluzioni più innovative e le risorse da Germania e Commissione europea
10 OTT 26

Foto Lapresse
Berlino. “Noi miglioriamo, loro migliorano. Poi miglioriamo di nuovo noi. E’ la guerra, è così”. Lo dice Mechanic, pilota di droni intercettori, incontrato a settembre sul fronte nell’oblast di Kharkiv. Parlando con lui e con i soldati di altre unità anti-drone, la situazione è chiara: da mesi i droni russi a reazione mettono in difficoltà l’intercettazione ucraina. I nuovi modelli, i Geran-4 e i Geran-5, volano rispettivamente fino a 500 e 600 km/h, e il Geran-5 può salire fino a 6 mila metri di altitudine. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che l’Ucraina riesce ad abbattere il 50-55 per cento di questi droni, contro l’85-92 per cento dei vecchi Shahed convenzionali. A settembre Mosca ha lanciato oltre 3 mila droni a reazione e ne produce quasi altrettanti ogni mese. Per fermarli Kyiv punta ormai spesso su caccia e missili. Ora vuole inoltre scommettere su torrette con l’intelligenza artificiale, intercettori con motore a reazione e piccoli missili antiaerei.
Gli Shahed russi stanno attaccando in massa tutto il paese e vengono usati nelle aggressioni sempre più letali contro la popolazione. Era un Geran-5 il drone che a fine settembre ha colpito presso il valico di Yahodyn, al confine con la Polonia. Droni a reazione hanno bersagliato tra l’1 e il 4 ottobre i ponti di Kyiv. Proprio a ottobre l’intelligence ucraina ha documentato una nuova versione del Geran-4, costruita con una testata da taglio fatta apposta per devastare ponti e tralicci.
Nell’ultimo anno gli ucraini hanno fermato molti Shahed a elica con operazioni drone contro drone, cioè colpendoli o facendoli esplodere con gli intercettori (ad esempio quadricotteri come lo Sting). Ma ora, raccontano al fronte, i Geran a reazione si possono colpire con un drone intercettore classico solo frontalmente, operazione molto difficile, o nella fase di virata, quando rallentano brevemente. Lo stesso vale per le mitragliatrici da terra: un tempo le squadre mobili ucraine avevano circa un minuto per saltare sulle loro mitraglie pesanti e colpire, ma contro i nuovi Geran hanno ormai solo 10-15 secondi. Meno funzionano le soluzioni classiche contro i Geran-4 e 5, più l’Ucraina deve utilizzare risposte pesanti come i caccia. Gli F-16 abbattono i droni con missili AIM-9 e AIM-120. E’ costoso, ma le vite valgono di più, ha detto recentemente Zelensky. Anche i vecchi MiG-29 sovietici danno il loro contributo. Quando i missili scarseggiano, i piloti usano il cannone di bordo: altra mossa rischiosa, perché costringe ad avvicinarsi al drone e alla sua esplosione. Contro i droni super-veloci si possono usare anche i sistemi missilistici terra-aria: sono efficaci, ma un missile può costare da centinaia di migliaia a milioni di dollari (molto più del Geran-5 che deve abbattere, stimato intorno ai 115 mila dollari, e molto più di un drone intercettore classico, che ne costa poche migliaia).
La scommessa è quindi sulle soluzioni più nuove. Il 5 ottobre l’Aeronautica ucraina ha annunciato che un nuovo tipo di torrette con mitragliatrice guidata dall’AI ha abbattuto i primi Geran-5. La visione artificiale segue il bersaglio e calcola il punto di intercettazione, con l’obiettivo di eliminare l’errore umano. Il limite delle torrette può però essere il raggio d’azione. Una delle soluzioni più attese sono i nuovi droni intercettori ultraveloci, alcuni dei quali a reazione come gli stessi droni russi che devono fermare. Ad agosto è entrato in servizio l’Alexa Spatium, definito primo intercettore ucraino con turbogetto, mentre buoni risultati arriverebbero intanto dagli intercettori Bars e dal nuovo Sting S. Nessuno di questi droni anti-drone è però ancora prodotto in massa: mancano soprattutto i motori, che spesso l’Ucraina deve ancora importare. Zelensky ha intanto annunciato un programma ucraino di piccoli missili antiaerei a basso costo contro i droni a reazione: i primi risultati sono attesi nelle prossime settimane.
Il 4 ottobre il cancelliere tedesco Merz è arrivato a Kyiv con un pacchetto da oltre 1,3 miliardi di euro: il finanziamento dovrebbe includere la produzione di intercettori pensati proprio contro gli Shahed a reazione. Con fondi tedeschi, l’azienda Quantum Systems intende produrre in Ucraina diverse decine di migliaia di intercettori Spys. Anche i fondi erogati il 7 ottobre dalla Commissione europea, 1,24 miliardi di euro, andranno a droni, intercettori, munizioni per droni e missili prodotti da aziende ucraine. L’Ucraina non ha ancora trovato una soluzione decisiva contro i nuovi droni super-veloci dei russi. Ma Mechanic, che combatte ogni giorno in postazioni nascoste della Kharkivshchyna, ha già detto cosa ci vuole: “Loro migliorano, poi miglioriamo di nuovo noi”.