Addio al carro armato franco-tedesco: Parigi e Berlino archiviano un altro progetto congiunto

Il programma Mgcs doveva unire i due stati nello sviluppo del carro armato del futuro, ma Francia e Germania tornano a puntare su soluzioni nazionali. Dopo il caccia Scaf, salta un altro progetto simbolo dell’autonomia strategica europea nella Difesa
9 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:54
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Friedrich Merz ed Emmanuel Macron - foto Ansa

L’ambizione originaria del Main ground combat system (Mgcs), il progetto franco-tedesco per un carro armato del futuro lanciato nel 2018 da Parigi e Berlino con l’obiettivo di sostituire entro il 2040 i rispettivi Leclerc e Leopard 2 con un veicolo corazzato di nuova generazione, è definitivamente sepolta. La pietra tombale è stata messa giovedì dal capo di stato maggiore francese Fabien Mandon, che durante un’audizione davanti alla commissione Difesa dell’Assemblea nazionale ha annunciato che “i tedeschi hanno deciso di abbandonare il progetto”.
Berlino ha respinto questa lettura, sostenendo che la cooperazione proseguirà, seppur con obiettivi ampiamente ridimensionati, e oggi ministri della Difesa francese e tedesco, Catherine Vautrin e Boris Pistorius, hanno dichiarato durante un incontro a Le Haillan, nel sud-est della Francia, che l’Mgcs rimane “un progetto attuale”. Ma nonostante le rassicurazioni di facciata, la sostanza non cambia: il carro armato comune, simbolo di un’ambiziosa integrazione industriale europea, non ha più un futuro chiaramente definito, e Parigi e Berlino tornano per ora a soluzioni nazionali. La Francia ha avviato il progetto per un carro armato di transizione denominato CapInt, concepito da Knds France per sostituire la flotta dei vecchi carri Leclerc a partire dal 2037-2038.
In parallelo la Germania ha lanciato uno studio nazionale per lo sviluppo del Leopard 3 come soluzione ponte di medio periodo per sostituire i blindati Leopard 2 della Bundeswehr. Il collasso del progetto Mgcs nella sua forma iniziale (potrebbe sopravvivere solo come piattaforma di ricerca tecnologica, connettività e sistemi di combattimento collaborativo) arriva a quattro mesi dal naufragio di un altro programma franco-tedesco: il Sistema di combattimento aereo del futuro (Scaf) per lo sviluppo di un caccia multiruolo di sesta generazione.
Il fallimento del Mgcs è un altro duro colpo per l’ambizione europea di costruire un’autonomia strategica credibile nel campo della Difesa.