Esteri
A Bruxelles •
Il Patto all’Eurogruppo. La proposta italiana di ottenere più margine di bilancio per le emergenze trova consensi
La richiesta del governo Meloni per far fronte al caro energia e alla crescente inflazione è lungi dall’essere morta e sepolta, nonostante la contrarietà di Germania e Belgio. Il fattore decisivo potrebbe essere l’andamento dei rendimenti dei titoli di stato nelle prossime settimane

Foto LaPresse
Bruxelles. La Germania è contraria, il Belgio pure, come una maggioranza di paesi membri della zona euro, ma la richiesta del governo di Giorgia Meloni di ottenere più margine di bilancio per far fronte all’aumento del prezzo dell’energia e alla crescente inflazione è lungi dall’essere morta e sepolta. Il fattore decisivo potrebbe essere l’andamento dei rendimenti dei titoli di stato nelle prossime settimane. Con la crisi provocata dai prezzi energetici, è questa la principale preoccupazione dei ministri delle Finanze della zona euro. “Tutti abbiamo una difficile equazione davanti a noi. E l’equazione è duale”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis. “Abbiamo prezzi energetici elevati e inflazione in crescita da una parte, ma abbiamo anche pressioni e sfide sui mercati dei bond dall’altra. Dobbiamo fare entrambe le cose allo stesso tempo”.
All’Eurogruppo il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha illustrato la proposta contenuta nella lettera inviata da Giorgia Meloni alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Considerare l’impatto dell’inflazione sull’andamento della spesa, in sostanza, consentirebbe di aumentare il deficit senza incorrere nel braccio correttivo del Patto di stabilità. Secondo fonti del ministero dell’Economia, dopo un ampio dibattito nella riunione a Lussemburgo sulle ricadute negative sui conti pubblici causate dall’inflazione, che ha superato ampiamente le stime previste, la proposta italiana ha ricevuto numerosi consensi. Giorgetti si è detto fiducioso che “le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole”. Il ministro dell’Economia punta sulla Commissione von der Leyen, che finora si è dimostrata molto generosa con le richieste di Meloni. “Alla Commissione abbiamo chiesto un’ulteriore riflessione sulla questione al fine di una corretta interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto dell’attuale Patto di stabilità”, ha detto Giorgetti.
Il presidente dell’Eurogruppo Pierrakakis ha lasciato la porta aperta. “Due parole chiave sono proteggere e preservare: proteggere le famiglie, le imprese e ogni europeo dai costi dello choc energetico, e allo stesso tempo preservare la credibilità del nostro quadro fiscale” di fronte ai “movimenti sul mercato dei bond”. Ma Pierrakakis non è neutrale. La Grecia si è affiancata all’Italia nel chiedere di fare più deficit. Altri ministri delle Finanze sono molto più severi. “Abbiamo appena rivisto le regole fiscali europee”, ha risposto in modo secco il ministro tedesco delle Finanze, Lars Klingbeil, interrogato dai giornalisti. “Non sono a favore di cambiare le regole”, ha detto il belga Vincent Van Peteghem: “I mercati finanziari stanno guardando ai paesi ad alto debito” e “non è una buona idea creare clausole di salvaguardia nazionale per crisi come queste”. Agli occhi di molti, l’Italia ha già beneficiato di una grande concessione: la Commissione ha accettato di allargare il campo di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale creata per la spesa per la difesa anche all’energia.
La maggioranza dei ministri delle Finanze condivide le posizioni di Germania e Belgio. “Tutti capiscono la pressione politica”, ma il quadro di regole fiscali della zona euro rischia di perdere “la sua credibilità” se viene modificato “ogni volta che si presenta un nuovo choc”, spiega al Foglio un unzionario dell’Eurogruppo. Allentando ulteriormente le regole fiscali con una nuova eccezione, come chiede Meloni, i rendimenti sul debito potrebbero salire ancora di più, incrementando i dubbi sulla sostenibilità di alcuni paesi.
“La credibilità del nostro quadro fiscale è una forma importante di sostegno per tutti i nostri paesi. E’ una sorta di capitale legislativo che abbiamo creato, che aiuta i paesi e riduce i costi di finanziamento”, dice il funzionario. L’Eurogruppo vuole evitare di “distruggere questa credibilità e questo capitale”. Gli occhi sono puntati sulla Francia, il cui spread si sta allargando sempre più. A Parigi è stato inviato un messaggio molto chiaro. “La risposta appropriata è trovare un accordo sul bilancio”, dice il funzionario dell’Eurogruppo. “I paesi ad alto debito devono adottare un bilancio credibile, fornire una visione di lungo periodo e assicurare di are le riforme strutturali necessarie”, ha detto il belga Van Peteghem. Quanto all’Italia, non sarà l’Eurogruppo a decidere, ma la Commissione. La stessa che ha accettato di allargare la clausola di salvaguardia nazionale all’energia, senza consultare i ministri delle Finanze.