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Il “diesel rosso” di Trump
Manca un mese alle elezioni e il presidente è tormentato dal caro carburanti. Ma l'ultimo ordine esecutivo, che permetterà fino a fine anno l’uso su strada del diesel impiegato nell’agricoltura, rischia di incidere poco sui prezzi al distributore
7 OTT 26

Foto LaPresse
Lunedì sera, a un mese dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti che si terranno il 3 novembre, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per permettere fino a fine anno l’uso su strada del “gasolio tinto”. Si tratta del diesel usato nell’agricoltura, identico a quello ordinario ma colorato di rosso per segnalare l’esenzione dal pagamento dell’accisa stradale di 24,4 centesimi di dollaro al gallone. E’ la seconda volta in meno di una settimana che Trump prova ad abbassare il costo del diesel negli Stati Uniti, che secondo l’Energy Information Administration a fine settembre si attestava in media sui 6,38 dollari al gallone, mentre circa una settimana prima della guerra con l’Iran era sui 3,81 dollari.
Il 2 ottobre, infatti, dopo aver minacciato il divieto all’export di gasolio anche verso l’Europa, Trump ha ottenuto un largo rilascio di 100 milioni di barili di scorte tra greggio e diesel dagli alleati del G7, con un quota “sostanziosa” di gasolio già nei primi venti giorni. Quest’ultimo ordine esecutivo, invece, che sulla carta sembra anche una misura elettoralmente forte, rischia di incidere poco sui prezzi al distributore. L’ordine esecutivo infatti è vincolante solo per il governo federale, mentre le accise e i divieti per l’uso stradale nei singoli stati americani restano in vigore. Il Texas, per esempio, consente l’uso del gasolio tinto su strada, pur mantenendo la propria accisa, mentre in altri stati l’uso resta vietato. Così i grandi autotrasportatori, che attraversano più stati nello stesso giorno, difficilmente lo useranno proprio per non rischiare multe tra stato e stato (dato che i segni del colore restano fino a qualche pieno successivo). L’ordine poi prevede di rinviare il pagamento dell’accisa, non di abolirla (cosa per cui servirebbe una legge del Congresso). Infine, al contrario del rilascio delle scorte del G7, l’ordine non aggiunge virtualmente nemmeno un barile per la totalità del mercato americano, dove il gasolio è caro perché scarso e perché mancano i raffinati.