L'Ue ha perso l’entusiasmo per l'allargamento. Chi è in coda, la trafila e il caso Ucraina

Bruxelles prepara una nuova fase del processo di adesione, con incentivi e integrazione graduale per i candidati. Ma l’ipotesi di un’Ue allargata a 34 paesi spaventa i governi: sull’Ucraina, dopo l’iniziale slancio della guerra, il senso d’urgenza è già svanito
6 OTT 26
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Ursula von der Leyen - foto Ansa

Bruxelles. La Commissione europea oggi presenterà la revisione della politica di pre allargamento, una serie di proposte che dovrebbero preparare l'Ue all'ondata di adesioni dei paesi dei Balcani occidentali, dell'Ucraina e della Moldavia. Il tempo stringe. Il Montenegro potrebbe diventare il 28esimo stato membro dell'Ue già nel 2028, seguito l'anno successivo dall'Albania. Moldavia e Ucraina saranno considerati tra i candidati prioritari, per i quali la Commissione disegnerà un'apposita road-map. Il principio di base del processo "basato sul merito" – cioè l'adozione delle riforme per adeguarsi alla legislazione dell'Ue – non cambierà. La Commissione intende fornire una serie di incentivi ai paesi candidati. Quelli più concreti dovrebbero essere realizzati grazie alla cosiddetta "integrazione graduale" nelle politiche e nei programmi dell'Ue, anche se non c'è stata ancora l'adesione formale. Quelli più simbolici includono la nomina di un commissario senza diritto di voto, dopo la firma del trattato di adesione e prima dell'ingresso effettivo. Ma dalle bozze delle proposte della Commissione circolate nelle ultime settimane, e dalle discussioni tra gli stati membri degli ultimi mesi, emerge una tendenza: l'allargamento sta perdendo nuovamente slancio. La paura dei governi nazionali e la potenziale ostilità delle opinioni pubbliche all'integrazione di un grande paese come l'Ucraina potrebbero portare di nuovo alla paralisi.
La revisione della politica di pre allargamento è pensata più a proteggere gli attuali stati membri dai nuovi arrivati che a dare un impulso decisivo a un'Ue a 34 membri. Le idee più originali che erano state avanzate in primavera, quando l'adesione dell'Ucraina era stata inserita dall'Amministrazione Trump tra i punti di un potenziale piano di pace con la Russia, sono state accantonate. La Commissione ha abbandonato l'ipotesi di un processo di allargamento inverso, con un'adesione immediata per alcuni candidati ma diritti limitati e reversibili, dopo aver incontrato una forte opposizione di alcuni grandi stati membri. Nel documento che sarà presentato oggi la principale proposta dovrebbe essere la "integrazione graduale". L'obiettivo è fare in modo che i candidati possano convincere i loro cittadini ad accettare le riforme interne, accedendo ai vantaggi dell'appartenenza ad alcuni settori dell'Ue. Ma non è una vera novità. Ai paesi dei Balcani occidentali è già stata offerta la possibilità di entrare nell'area unica dei pagamenti dell'Ue Sepa. Ucraina e Moldavia sono sincronizzate alla rete elettrica dell'Ue. Alcuni osservatori temono il rischio di una nuova anticamera che ritardi ulteriormente il processo di adesione. Per rassicurare le opinioni pubbliche dell'Ue, la Commissione proporrà una serie di lunghi periodi transitori: ci vorranno anni perché i nuovi entranti beneficino appieno della Politica agricola comune e della Politica di coesione.
Per incorporare la lezione dell'Ungheria, la Commissione ha immaginato una clausola anti "cavalli di Troia" da inserire nei trattati di adesione con i paesi candidati. Per un certo numero di anni, i nuovi entranti rinuncerebbero a usare il veto e si impegnerebbero ad accettare una retrocessione in caso di violazioni sistematiche dello stato di diritto. La revisione dei trattati dell'Ue, per contro, rimane un tabù. La Commissione si limiterà a invitare gli stati membri a fare uso della flessibilità degli attuali trattati per i processi decisionali, nonché un ricorso maggiore alle cooperazioni rafforzate. Secondo Sandro Gozi, europarlamentare di Renew, senza riforme dei trattati per adeguare istituzioni, Politica agricola comune e Politica di coesione a un grande paese come l'Ucraina, la sua adesione "sarà rinviata, diventando una questione di lungo periodo". La guerra della Russia contro l'Ucraina aveva rilanciato il processo di allargamento, facendo scoprire all'Ue l'interesse strategico di attrarre nuovi membri. C'è consenso tra i ventisette sulla possibilità di integrare facilmente piccoli paesi come il Montenegro o l'Albania.
Ma al momento della verità l'entusiasmo per l'ingresso dell'Ucraina si affievolisce. Dopo che i negoziati tra Stati Uniti e Russia su un potenziale accordo di pace che includeva l'adesione di Kyiv sono entrati in stallo, "il senso d'urgenza è venuto meno", spiega al Foglio un diplomatico dell'Ue. Al Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, quando ci sarà la prima discussione sulle proposte della Commissione, i capi di stato e di governo potrebbero limitarsi a poche belle parole di accompagnamento. "Non accadrà nulla di serio", prevede un altro diplomatico.