Il libro-manifesto di Kemi Badenoch dà un po' di vita e di idee ai Tory inglesi ancora mesti

A Birmingham la leader del partito conservatore britannico prova a ricostruire il partito dopo la disfatta elettorale, con un manifesto che guarda a Thatcher ma prova a trovare risposte nuove su crescita, immigrazione, integrazione e difesa
6 OTT 26
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Kemi Badenoch - foto Ansa

In occasione della conferenza del Partito conservatore britannico a Birmingham, la leader Kemi Badenoch ha pubblicato un libriccino-manifesto dal titolo "The right way", un centinaio di pagine che si ispirano a "The right approach", il pamphlet che Margaret Thatcher pubblicò nel 1976, elaborato da Keith Joseph, che pose le basi per il suo governo e la sua rivoluzione del Regno Unito. Badenoch, che ha preso la guida dei Tory nel 2024 dopo la sconfitta annichilente alle elezioni di quell'anno, definisce questa sua dottrina non "Badenochism" ma, con una formula ben più efficace "Kemistry", e se il thatcherismo aveva molto a che fare con le riforme economiche, la proposta di oggi vuole essere più articolata: riguarda la società, l'integrazione, le minacce esterne, il nuovo assetto globale. Badenoch punta su sé stessa – e alcuni conservatori anonimamente spifferano ai media: non abbiamo ancora letto il suo libriccino – perché la sua popolarità è ben più in crescita di quella dei Tory, perché ha messo a tacere le continue sfide interne per la leadership del partito, e perché non resta che costruire da capo una casa diroccata.
A Birmingham c'è la mestizia di un'opposizione con pochi seggi ai Comuni e un nuovo premier laburista, Andy Burnham, che ha risollevato le sorti del Labour e del governo, ma c'è anche la leggerezza ironica di un grande "Arazzo di Birmingham" esposto in una sala della conferenza: una citazione del meraviglioso arazzo di Bayeux, in mostra ora al British Museum fino al luglio del prossimo anno, con rivisitazione attuale del confronto tra laburisti e conservatori, con tutti i personaggi della politica britannica "ricamati", e con naturalmente l'ambizione di ricostruzione e cambiamento di Badenoch al centro.
Naturalmente è ancora tutto da fare e da conquistare, i sondaggi non segnalano grandi rimonte dei Tory e il fatto che la Brexit possa ritornare a essere tema di dibattito – come vuole Burnham – non è una buona notizia per il partito che l'ha maneggiata male e che rischia di nuovo di restare intrappolato tra i laburisti che allungano la mano a Bruxelles i nazionalisti come Nigel Farage che vogliono tagliargliela. Ma quando Badenoch scrive e dice che bisogna tornare a politiche di crescita perché la politica fondata sui sussidi del Labour ha il respiro corto; quando dice che l'immigrazione va sì contenuta, ma bisogna investire sull'integrazione ("il nostro paese non è un dormitorio"); quando dice che la difesa è cruciale perché ci sono minacce che per decenni non si erano viste (o si erano sottostimate) e l'unico modo per ricacciare i dittatori indietro è farsi trovare pronti e forti, Badenoch cerca non di riesumare vecchie idee, ma di costruirne di nuove adatte a questo tempo. E in questa vivacità sta la "Kemistry", la novità, con ancora tutto da conquistare.