Esteri
Tutto a destra •
Bolsonaro Jr. vince al primo turno in Brasile e ora è il grande favorito per la presidenza
Il figlio dell’ex presidente supera Lula al primo turno e sfiora la vittoria senza ballottaggio. La destra cresce in Parlamento, mentre il presidente uscente deve ora recuperare consensi in un paese segnato dall’astensione record

Flavio Bolsonaro - foto Ansa
L'ondata a destra delle Americhe è arrivata in Brasile, ed è ormai Flávio Bolsonaro il grande favorito per diventare il nuovo presidente. Al primo turno ha infatti ottenuto il 47,03 per cento dei voti, contro il 45,6 per cento di Lula. Addirittura, poiché i primi risultati sono arrivati dal sud, per la prima ora di scrutinio appariva oltre al 50 per cento, e dunque eletto al primo turno. Poi hanno iniziato ad affluire i dati dal nord-est del paese, tradizionale roccaforte del Partito dei lavoratori (Pt), e Lula ha così recuperato, ma non al punto da ottenere quel primo posto a cui lo accreditavano tutti i sondaggi. Il presidente uscente ora ammette che sperava di vincere al primo turno, e definisce il risultato "inaspettato".
i risultati
Tra l'altro, tutti gli altri candidati arrivati oltre lo 0,1 per cento sono catalogabili a destra o centrodestra: Augusto Cury al 2,89 per cento, Renan Santos al 2,24, Ronaldo Caiado al 2,18, Romeu Zema allo 0,27. I loro elettori basterebbero a proiettare Flávio quasi al 55 per cento: è vero che finora solo Zema ha detto che lo appoggerà, mentre gli altri si chiamano fuori, ma è quasi impossibile che dai loro elettori Lula recuperi qualcosa. Quindi, anche se non votano, Flávio vince lo stesso. Comunque, lo stesso Flávio dovrebbe ora offrire a tutti loro posti di ministri in un governo di coalizione – anche se dovrà conciliarlo con la sua promessa elettorale di tagliare dicasteri, in stile Javier Milei in Argentina. Per Lula l'unica possibilità resta invece quella di cercare di recuperare da una astensione record: 33.428.584 persone che non si sono recate alle urne. Un 21,08 per cento, che è il massimo dal 1998.
Flávio Bolsonaro si è imposto anche nel Minas Gerais, lo stato in cui dal ritorno della democrazia ha sempre vinto colui che è poi diventato presidente: come fu negli Stati Uniti l'Ohio, fino al 2020. E la vittoria della destra è confermata dai dati del Senato. Il Partito liberale dei Bolsonaro passa infatti da 15 a 28 seggi, tra cui il fratello di Flávio Carlos a Santa Catarina e la matrigna Michelle nel Distretto federale di Brasilia – mentre gli altri due fratelli sono diventati deputati, Renato a San Paolo e Jair Renan a Santa Catarina. Sempre a destra, i Repubblicani passano da quattro a sei senatori, e il Partido Novo di Zema da uno a tre. Sono 37 seggi, e la maggioranza è 42. Tra i moderati del cosiddetto Centrão, massima epitome di quella "insalata di sigle" caratteristica della politica brasiliana, il Partito social democratico (Psd) di Caiado precipita da 14 a cinque; i Progressisti da otto a sei; il Movimento democratico brasiliano (Mdb) da nove a otto; Podemos e il Partito della social democrazia brasiliana (Psdb) da quattro a due; anche se l'União sale invece da tre a cinque. La sinistra scende da 17 a 15: il Pt di Lula passa da otto a nove ma il Partito socialista del vicepresidente Geraldo Alckmin scende da cinque a quattro. Alla Camera il Partito liberale passa da 98 a 116 deputati, più quindici di alleati. Il Centrão scende da 253 a 235 seggi, anche se il suo appoggio resta fondamentale per ogni governo. La sinistra pure scende, da 125 a 122.
Quanto ai governatori eletti al primo turno, tra i primi nomi ci sono cinque liberali. Tra loro, nel Paraná anche l'ex giudice Sérgio Moro, che dopo essere stato il grande protagonista della Mani Pulite brasiliana contro Lula era stato ministro di Jair Bolsonaro, ci aveva poi litigato, ma si è ora riappacificato con il figlio. Sono stati eletti subito anche quattro socialdemocratici, tre del Pt, due a testa per repubblicani, Mdb e Progressisti, e uno a testa del Podemos e Psdb. Da ricordare che tra i nuovi governatori repubblicani c'è a San Paolo Tarcísio de Freitas, per appoggiare il quale Flávio aveva litigato con la matrigna: una rottura clamorosa che per un po' aveva danneggiato la sua campagna, ma che infine è stata sanata.
"Sono molto contento del risultato: quasi 56 milioni di brasiliani mi hanno dato questo voto di fiducia. E' un segno che il Brasile vuole il cambiamento", è stato il commento a caldo di Flávio Bolsonaro. "Lavoreremo per far andare a votare la gente, perché in questo momento storico per il Brasile è necessario che le persone votino", ha dichiarato Lula ai suoi sostenitori, a San Paolo. Ma è la stessa San Paolo dove vive, e dove è stato sconfitto con due milioni e mezzo di voti di distacco.
