Cosa sta accadendo in Francia con le proteste studentesche

Da Parigi a Lille, fino a Marsiglia, nell'ultima settimana e in tutto il paese i liceali manifestano per chiedere maggiori risorse all'istruzione. Circa duemila fermati, 170 studenti e 65 membri del personale feriti, di cui 40 presidi. Oggi quattrocento scuole saranno chiuse. Il ministro dell'Interno Nunez: "Violenza urbana"
2 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 09:06
Circa quattrocento licei chiusi dalle autorità, lezioni a distanza in numerosi istituti e divieti di manifestare davanti alle scuole interessate. Un anno dopo le proteste del movimento Bloquons tout, e a pochi mesi dopo le manifestazioni per la riforma delle pensioni, la Francia affronta una nuova ondata di tensioni, legate alla mobilitazione studentesca per chiedere maggiori risorse all'istruzione e denunciano deterioramento delle scuole, il sovraffollamento nelle aule, carenza di insegnanti e orari scolastici troppo intensi. Il ministro dell'Interno Laurent Nunez, che ieri sera ha riunito prefetti, vertici di polizia e gendarmeria e responsabili dei servizi di intelligence, ha parlato di "un aggravamento della situazione che non ha più nulla a che vedere con la legittima espressione delle rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori, ma presenta ormai tutte le caratteristiche di una situazione di violenza urbana". Come ha annunciato il ministro dell'Istruzione Édouard Geffray che oggi incontrerà sindacati, associazioni di liceali e genitori e rappresentanti degli studenti nel tentativo di riaprire il dialogo, quaranta presidi sono rimasti feriti dall'inizio delle manifestazioni: "Allo stato attuale, abbiamo avuto 65 membri del personale feriti, di cui 40 presidi, e 170 studenti. Oltre cento scuole superiori hanno subito gravi danni".
Gli studenti bruciano rifiuti durante una protesta per chiedere maggiori risorse alla scuola, a Lille, in Francia, giovedì 1° ottobre 2026. Foto LaPresse
Gli studenti bruciano rifiuti durante una protesta per chiedere maggiori risorse alla scuola, a Lille, in Francia, giovedì 1° ottobre 2026. Foto LaPresse
Le proteste sono scoppiate la scorsa settimana nelle scuole della regione parigina dell'Ile-de-France e si sono poi estese a tutto il paese, fino a coinvolgere anche i campus universitari (una trentina secondo il sindacato studentesco tra Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Lione 2, Reims, Poitiers e Nanterre). Secondo le autorità, ieri sono state registrate novecento azioni davanti ai licei, con un'estensione della protesta a tutti i dipartimenti francesi, e quasi duemila persone sono state fermate, "di cui il 90 per cento minorenni" ha precisato il ministro della Giustizia Gerald Darmanin, - numeri che si aggiungo a quasi un altro migliaio dei giorni scorsi - con oltre trecento poliziotti e gendarmi feriti. E subito si è acceso lo scontro politico in una Francia che tra sette mesi andrà a votare per il successore di Emmanuel Macron. All'inizio delle manifestazioni, il premier Sebastien Lecornu ha denunciato su X  un atteggiamento "irresponsabile" da parte de La France Insoumise, la formazione della sinistra radicale è accusata dal capo del governo di "strumentalizzare" la collera degli studenti. Immediata la risposta del leader del partito, Jean-Luc Melenchon, che ha accusato Lecornu di aver "ordinato la repressione" delle proteste. Un'accusa sostenuta anche dal Rassemblement National di Marine Le Pen, in testa nei sondaggi in vista della corsa all'Eliseo. Secondo quanto riferito da fonti di Matignon, i servizi di intelligence ritengono che il movimento di blocco dei licei sia una "manovra orchestrata" da Lfi "e dai suoi referenti dell'estrema sinistra". 
Annunciando la chiusura di circa quattrocento dei 3.700 licei francesi, il ministro Geffray ha sottolineato: "La prima cosa è proteggere i nostri studenti". Poi l'appello alle famiglie: "Non lasciate andare i vostri figli in un contesto del genere". Il ministro Darmanin ha chiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni provocati dai figli durante il movimento di blocco dei licei, affinché siano loro a "pagare le riparazioni". I prefetti hanno vietato per oggi le manifestazioni nei pressi dei licei chiusi. A Parigi il provvedimento riguarda tredici istituti. Nel tentativo di allentare la tensione, il governo ha rinunciato a introdurre tasse di iscrizione per i percorsi tecnici superiori Bts e per le classi preparatorie alle grandes écoles, una misura contenuta nel progetto di bilancio 2027 presentato ieri e contestata dalla sinistra e da diversi sindacati. Secondo il ministero dell'Interno, la mobilitazione del 1° ottobre ha coinvolto complessivamente 1.027 istituti, con 222 blocchi.
Studenti delle scuole superiori bloccano l’ingresso del liceo Voltaire per chiedere maggiori risorse, a Parigi, giovedì 1 ottobre 2026 (Foto LaPresse
Studenti delle scuole superiori bloccano l’ingresso del liceo Voltaire per chiedere maggiori risorse, a Parigi, giovedì 1 ottobre 2026 (Foto LaPresse
La situazione è stata particolarmente tesa a Marsiglia, dove al Lycée Victor Hugo il preside e i suoi collaboratori sono stati aggrediti all'interno dell'istituto e cosparsi di benzina. Sempre nella seconda città di Francia, incendiato un mezzo dei vigili del fuoco. A Rennes, in Bretagna, già in mattinata, alcuni studenti, anche incappucciati e vestiti di nero, si sono radunati davanti al liceo Jean Macè, presidiato da numerosi agenti. Incendi davanti a una scuola di Rouen, in Normandia, dove due presidi sono rimasti feriti. Mentre hanno fatto il giro del web le immagini delle fiamme nel liceo Mandela a Nantes. Un altro preside del liceo Dregrugillier di Auchel, vicino Béthune, nel Pas-de-Calais, è stato colpito da un razzo da mortaio per fuochi d'artificio e ricoverato in ospedale. Le organizzazioni studentesche invitano a proseguire la mobilitazione in vista di una grande manifestazione martedì.