Il costo economico degli allarmi antiaerei di Kiyv

Il Cremlino vuole far credere all'Ucraina che rimarrà senza internet e senza cibo. Ecco perché non funzionerà
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Foto ANSA

Kyiv. La mattina del 30 settembre, l’aria di Kyiv era impregnata di odore di bruciato e una foschia lattiginosa avvolgeva le strade. Non si trattava però di nebbia autunnale, bensì delle conseguenze dei precedenti bombardamenti, come spiegato dal Servizio di emergenza statale. “Fumo e fuliggine residui si sono innalzati nell’alta atmosfera”, hanno riferito i servizi di emergenza, consigliando agli abitanti di Kyiv di chiudere le finestre e di pulire a fondo i propri appartamenti. La notte precedente la Russia aveva di nuovo bombardato l’Ucraina con droni e missili balistici. Questa volta, l’obiettivo principale dell’attacco notturno era il settore energetico di Kyiv e della regione, come annunciato dal presidente Volodymyr Zelensky. Ma gli attacchi non si sono fermati al mattino. L’allarme antiaereo è risuonato di nuovo alle 4.43 ed è durato per altre 7 ore e 38 minuti, fino alle 12.21. La gente si recava al lavoro e i bambini a scuola, tra il rumore delle esplosioni.
Ora Kyiv è sotto la minaccia di bombardamenti in qualsiasi momento del giorno e della notte. Prima che la Russia tornasse a colpire il settore energetico, i suoi attacchi si concentravano su data center, provider internet e operatori di telefonia mobile. I droni hanno colpito i centri direzionali di Kyiv e gli uffici che vi erano ospitati. Il 27 settembre, il ministero della Difesa russo si è vantato di aver condotto un’operazione di “disintossicazione digitale”. E sembra che stia agendo sulla base di informazioni obsolete. Per esempio, il 28 settembre, in pieno orario lavorativo, un drone ha colpito il centro medico privato Dobrobut, nel centro di Kyiv. L’edificio un tempo ospitava la sede centrale di Ukrtelecom, uno dei maggiori provider internet, ma il sito è stato da tempo convertito in ospedale.
“E’ fisicamente impossibile distruggere internet e le comunicazioni in Ucraina”, ha dichiarato al Foglio Oleksandr Glushchenko, esperto di tecnologie digitali. “Nel paese operano migliaia di provider internet e la concorrenza tra di loro è agguerrita. Anche se i bombardamenti dei data center dovessero causare interruzioni temporanee (per esempio, il municipio di Kyiv ha segnalato problemi con il sistema di pagamento del trasporto pubblico), il paese avrà comunque accesso a internet”, assicura. Internet è disponibile anche nelle zone di prima linea. L’esperto ritiene che l’obiettivo degli attacchi attuali non sia interrompere le comunicazioni, ma causare danni generalizzati all’economia.
Di fatto, parallelamente agli attacchi alle comunicazioni, la Russia sta prendendo di mira l’industria e le imprese. Per esempio, dopo i bombardamenti, i colossi metallurgici Zaporizhstal a Zaporizhzhia e ArcelorMittal a Kryvyi Rih hanno temporaneamente sospeso le attività dove lavoravano migliaia di persone.
Il Gruppo Fozzy, che comprende la popolare catena di supermercati Silpo, ha recentemente annunciato di essere stato costretto a licenziare parte del personale perché oltre 20 delle sue strutture (centri di distribuzione, magazzini, supermercati) sono state distrutte o danneggiate tra il 1° agosto e il 25 settembre. Ma le nuove tattiche russe non si limitano alla distruzione materiale. “Un’ora di allarme costa al paese 2 miliardi di grivne (circa 40 milioni di euro)”, ha dichiarato il ministero dell’Economia ucraino al Foglio. In caso di minaccia di bombardamento, molte aziende interrompono le attività e i dipendenti si rifugiano al riparo. E poiché gli allarmi possono durare più di 10 ore al giorno, si verificano lunghi periodi di inattività con enormi perdite economiche.
Tutto questo accade perché la Russia al momento non è in grado di raggiungere i suoi obiettivi sul fronte. Le truppe ucraine stanno sventando i suoi piani. L’Operazione Vivaldi è attualmente in corso nel settore di Lyman, nella regione di Donetsk, e diversi villaggi occupati sono tornati sotto il controllo ucraino. “Pertanto, Mosca sta spostando la guerra nelle retrovie”, spiega Mykola Kniazhytskyi, deputato del partito Solidarietà europea. “Un drone economico può distruggere non solo un edificio, ma anche il senso di stabilità”, afferma il parlamentare. Gli attacchi attuali non prendono di mira server, supermercati o distributori di benzina. Il nemico sta cercando di seminare il panico nella popolazione, facendo credere che presto internet, l’elettricità e il cibo scompariranno. Ma nonostante le perdite, Kniazhytskyi è convinto che i piani della Russia falliranno: “L’Ucraina non rimarrà senza internet né carburante, e lo stato non cesserà di esistere”, rassicura.