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la strategia comunitaria •
Da Bruxelles il via libera: più tagli alle accise per tutti
L’Ue voleva evitare gli interventi fiscali nazionali, ma si è adattata. “Nel breve periodo sono necessarie anche misure di sostegno", ha detto il commissario all’Energia Jorgensen
30 SET 26

Foto ANSA
Bruxelles. Di fronte all’inverno “più duro” sul fronte dell’energia dalla crisi del gas del 2022, la Commissione di Ursula von der Leyen ha promesso di adottare un approccio pragmatico e flessibile con gli stati membri che intendono aiutare cittadini e imprese alle prese con l’aumento dei costi del carburante e delle bollette. “Affrontare il problema dei prezzi elevati dell’energia è una priorità assoluta per gli stati membri, per me e per la Commissione. Siamo determinati ad affrontare questa situazione con apertura mentale, pragmatismo e flessibilità”, ha detto ieri il commissario all’Energia, Dan Jorgensen, al termine di una riunione informale con i ministri dei Ventisette a Dublino. La strategia di elettrificazione e investimenti in rinnovabili e nucleare per ridurre la dipendenza dagli idrocarburi rimane valida. La Commissione insiste anche sulle raccomandazioni di riduzione della domanda, come l’incentivazione dei trasporti pubblici o i limiti alle temperature del riscaldamento. Ma, nel momento in cui i governi moltiplicano gli interventi fiscali per contenere l’aumento dei prezzi dei carburanti e del gas, l’esecutivo comunitario ha smesso di opporsi. “Nel breve periodo sono necessarie anche misure di sostegno, in particolare per le fasce della nostra società e della nostra economia più colpite”, ha riconosciuto Jorgensen.
Nell’Ue il panico per una potenziale crisi energetica dovuta a una penuria di diesel, a causa di un divieto di esportazione imposto dall’Amministrazione Trump, si è allentato negli ultimi giorni. “Per quanto riguarda la preparazione all’inverno, non ravvisiamo rischi immediati per l’approvvigionamento energetico in Europa”, ha detto il commissario Jorgensen: “Abbiamo lavorato e stiamo lavorando intensamente per garantirlo, in stretta collaborazione con gli stati membri e con il settore”. Rimangono problemi con gli stoccaggi di gas, in particolare in Germania e nei Paesi Bassi, dove i livelli sono ben al di sotto dell’80 per cento previsti dalla legislazione dell’Ue. Ma il problema più grande riguarda i prezzi. Per il gas rimane a circa 70 euro al megawatt/ora (con ripercussioni sul prezzo dell’elettricità). Per il petrolio è ancora sopra i 100 dollari al barile. “Questo livello di prezzi non deve diventare la nuova normalità”, ha detto Jorgensen.
Negli scorsi mesi la Commissione aveva insistito sulla necessità di limitare gli interventi fiscali nazionali. Ma ieri Jorgensen ha dovuto arrendersi all’evidenza: gli stati membri non intendono ascoltare Bruxelles sulla riduzione della domanda o sulla necessità di aiuti limitati e mirati alle categorie più vulnerabili. L’ultimo esempio è quello della Spagna, che ha prolungato gli sconti fiscali sui carburanti fino a dicembre, con una clausola automatica di riattivazione se i prezzi torneranno a salire di oltre il 15 per cento. La Commissione si adegua. “Stiamo esaminando cosa si possa fare per garantire la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti per i trasporti”, ha detto Jorgensen: “Si tratta di una preoccupazione importante per molti cittadini, che ha ripercussioni su ampi settori della nostra economia”. La possibilità di prolungare i tagli alle accise per tutti non è l’unico gesto di pragmatismo promesso. Jorgensen ha preannunciato una modifica del regolamento sulle emissioni di metano, come chiesto dall’Amministrazione Trump, perché le nuove regole dell’Ue potrebbero limitare le esportazioni di gas naturale liquefatto americano in Europa.