Esteri
“Una pessima idea” •
Trump spaventa l'Ue con il possibile stop alle esportazioni di diesel
Bruxelles è terrorizzata dall’idea elettoral-egoistica del presidente degli Stati Uniti. Anche l'industria petrolifera americana è contraria: i benefici sarebbero limitati e di breve durata
25 SET 26

Foto ANSA
Bruxelles. Una mossa elettorale disperata di Donald Trump per cercare di salvare la sua maggioranza alle elezioni di metà mandato può provocare una nuova crisi energetica nell’Unione europea? La Commissione di Ursula von der Leyen ieri ha espresso la sua “preoccupazione” per la possibilità che il presidente americano vieti le esportazioni di diesel dagli Stati Uniti. I prezzi del diesel hanno già raggiunto livelli record nell’Ue a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Più del 50 per cento delle importazioni di diesel in Europa provengono dagli Stati Uniti, una quota che è considerevolmente aumentata dopo la guerra della Russia contro l’Ucraina. Negli stati membri non ci sono capacità di raffinazione aggiuntive, da utilizzare rapidamente per trasformare il greggio in diesel. Un divieto di esportazione degli Stati Uniti non avrebbe soltanto un effetto sui prezzi in Europa, ma anche sulla sicurezza dell’approvvigionamento. La Commissione von der Leyen generalmente non rilascia commenti su scenari ipotetici e indiscrezioni di stampa, ancor meno quando si tratta di Trump. La dichiarazione di ieri, attentamente preparata, è indicativa del livello di allarme. “L’Ue guarda con preoccupazione ai presunti piani degli Stati Uniti di vietare le esportazioni di diesel, incluso verso l’Ue”, ha detto il portavoce della Commissione: “La cooperazione Ue-Usa nel campo dell’energia è forte, stabile e reciprocamente benefica. Qualsiasi interruzione rischierebbe di avere un impatto negativo su entrambe le parti”. La Commissione ha chiesto all’Amministrazione di essere consultata “prima di prendere misure che abbiano un impatto su mercati condivisi”.
Diversi media americani negli ultimi giorni hanno evocato la possibilità che Trump vieti le esportazioni di diesel. Il prezzo alla pompa negli Stati Uniti ha superato i 6,5 dollari al gallone, un livello quasi europeo. E’ anche quasi il doppio rispetto al giorno in cui Trump è rientrato alla Casa Bianca, e quasi il doppio rispetto al giorno in cui ha avviato la sua guerra contro l’Iran. Per un presidente che aveva promesso di abbassare i prezzi, è un livello catastrofico a sei settimane dalle elezioni di midterm. Diversi candidati repubblicani spingono per un divieto di esportazione del diesel. “L’ho chiesto anch’io. Ho detto: ‘Non esportiamo il diesel’. Ne produciamo molto. L’ho chiesto, l’ho chiesto ai miei collaboratori”, ha detto Trump martedì, incontrando Volodymyr Zelensky a New York, aggiungendo che una decisione “arriverà presto”. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha spiegato che l’Amministrazione sta “valutando” se un bando delle esportazioni “sia fattibile” e se “un divieto totale o parziale possa funzionare”. L’industria petrolifera americana è contraria e sta facendo lobby sull’Amministrazione. “Nel dibattito in corso negli Stati Uniti, ci sono voci autorevoli secondo cui qualsiasi proposta di divieto di questo tipo rappresenterebbe davvero una pessima idea”, spiegano dentro la Commissione. Il segretario all’Energia, Chris Wright, mercoledì ha cercato di calmare gli attori del settore, annunciando che non ci sarà un divieto totale di esportazione, ma solo restrizioni. Ma la mezza smentita non ha convinto l’Ue. Dopo aver consultato i trader, la Commissione si è convinta che “Trump lo farà”, spiega al Foglio un funzionario. Il bando dovrebbe durare 90 giorni ed essere calibrato per far abbassare il prezzo del diesel pochi giorni prima delle midterm.
Secondo gli esperti consultati dalla Commissione, un divieto di esportazione da parte di Trump potrebbe avere l’effetto di far scendere di qualche centesimo il prezzo nelle pompe di benzina americane. Ma solo per un periodo di tempo molto limitato. Il diesel già raffinato destinato all’Europa e all’Asia verrebbe dirottato nel sistema americano, aumentando l’offerta interna. Ma le raffinerie americane sarebbero costrette a ridurre la loro produzione e a comprare meno greggio. Dopo poche settimane la catena di approvvigionamento energetica andrebbe in crisi. I prezzi del diesel negli Stati Uniti tornerebbero rapidamente a salire. Per l’Ue si porrebbe immediatamente un problema di sicurezza degli approvvigionamenti. Con un paradosso: Trump si è impegnato a vendere 750 miliardi di euro di prodotti energetici all’Ue nell’accordo sui dazi concluso con von der Leyen nel luglio del 2025. Il divieto di esportazione del diesel è “una pessima idea”, ha detto il portavoce della Commissione, in una rara critica rivolta a Trump: “Crediamo che possa avere un impatto negativo per entrambe le parti. Stiamo facendo presente questo aspetto alle nostre controparti statunitensi ai massimi livelli”.