Zelensky descrive il terrore insaziabile di Putin

L’elicottero russo nei cieli polacchi, gli europei e il presidente Ucraino all’Onu: il dittatore russo non vuole fermarsi
23 SET 26
Ultimo aggiornamento: 18:52
Immagine di Zelensky descrive il terrore insaziabile di Putin
Milano. Ieri rivolgendosi all’Assemblea generale dell’Onu, davanti anche ai rappresentanti della Federazione russa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto: “Sappiamo che Putin ha detto di recente ancora una volta che conquisterà la nostra regione di Donetsk, gli servono solo pochi mesi. E’ forse la diciassettesima o diciottesima volta in cinque anni che fa questa promessa. E’ sempre la stessa storia: ancora pochi mesi, poi sposta la scadenza, e la sposta di nuovo. Putin farà lo stesso anche questa volta. Ma dopo, renderà ancora una volta chiaro al mondo che nemmeno la nostra regione di Donetsk gli basta”. Putin è insaziabile, dice Zelensky, e “più a lungo sarà in grado di condurre questa guerra, più male lascerà dietro di sé in questo mondo”.
“Il terrore russo non si ferma mai”, ha detto l’ambasciatrice dell’Ue in Ucraina, Katarina Mathernova, raccontando l’attacco russo di ieri mattina in centro a Kyiv, due morti, più di 40 feriti, i “droni dell’orrore” russi, i Geran-5, di nuovo all’opera, poco prima che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, incontrasse il segretario di stato americano, Marco Rubio per discutere di un vaghissimo “cessate il fuoco limitato” per il grano e l’energia; poco prima del discorso di Zelensky al Palazzo di Vetro; poco prima che un elicottero russo Mi-8 proveniente dall’exclave russa di Kaliningrad entrasse nello spazio aereo polacco per 300 metri, si fermasse 42 secondi, e poi con l’arrivo dei caccia polacchi se ne tornasse indietro“la Russia sta ancora una volta testando la prontezza dei nostri sistemi di difesa aerea”, ha detto il governo di Varsavia.
La successione temporale è importante, perché dimostra, ancora e ancora, che Putin è convinto di poter intensificare e allargare la sua guerra all’Ucraina e all’Europa perché è rimasto impunito: “Non ci sono i prerequisiti per entrare in un processo di negoziati di pace”, ha detto il suo portavoce Dmitri Peskov, ma Rubio ha comunque invitato il capo del Cremlino al G20 di Miami a dicembre. Mosca non vuole nessuna pace. Anzi, vuole più guerra, non solo contro gli ucraini. Zelensky ha usato la sua trasferta newyorchese per circostanziare la minaccia russa della guerra all’Europa, anche ieri dal podio dell’Onu: il suo strumento è la paura, sono i droni, i missili, le provocazioni, le incursioni, “qualsiasi cosa che possa far preoccupare i governi europei più per l’escalation che per sostenere l’Ucraina”, ha detto in uno dei suoi incontri Zelensky. L’obiettivo non è conquistare un altro paese, ma spezzare l’unità occidentale e “se ogni violazione resta senza risposta, Mosca continua ad andare a vedere dov’è la linea successiva” da superare.
Il presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics ha detto al Palazzo di Vetro: “A volte le chiamiamo minacce ibride, ma così suonano innocenti come le auto ibride. In realtà, queste minacce alla pace e alla sicurezza internazionale sono pericolose quanto le guerre convenzionali”. Siamo tutti sulla stessa barca, ha detto il presidente lettone, “nessuno di noi può affrontare queste minacce da solo”. Lo stesso messaggio è arrivato dal presidente ceco, Petr Pavel, e da quello estone, Alar Karis, ieri all’Onu. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, dice: l’Europa deve mantenere la calma. L’Amministrazione Trump non ha mostrato in questi mesi di intensificazione degli sconfinamenti russi, dei sabotaggi, dei tentati attentati, particolare interesse, men che meno allarme. Il presidente americano ha detto a Zelensky di fermare gli attacchi ai siti energetici russi, lui gli ha detto che le vite umane contano più del prezzo del gasolio: aiutaci, aiutateci a fermare Putin, solo così si raggiunge la pace.