Esteri
al palazzo di vetro •
Putin è il paziente zero della guerra. Il discorso di Zelensky alle Nazioni Unite
"Sembra esserci sempre qualcosa che impedisce a Putin di dire semplicemente: basta, è finita", dice il presidente ucraino all'Onu, che definisce il leader russo "il paziente zero. Colui da cui questa idea della guerra continua a diffondersi. E ovunque si diffonda porta soltanto dolore, instabilità, nuovi rischi e nuove crisi". La pace passa attraverso la protezione

Traduciamo il discorso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
* * *
Grazie mille.
Signore e signori, questa mattina, mentre ero diretto a New York, da qualche parte nel cielo sopra il grande e bellissimo Oceano Atlantico, ho letto il post del presidente Trump su Truth Social.
Il presidente ha scritto che la Russia ha perso il controllo della propria industria del diesel a causa della guerra contro l’Ucraina. Ed è difficile immaginare una perdita più umiliante per un paese che ha un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e che è così orgoglioso delle proprie esportazioni di petrolio.
Cito: "Un gran numero delle loro raffinerie di diesel è stato fatto saltare in aria e almeno temporaneamente messo fuori uso".
È vero.
Questa guerra ridicola e senza fine contro l’Ucraina deve finire. Non conosco un solo leader mondiale che direbbe il contrario. Non conosco nessuno che sia apertamente a favore di questa guerra.
Tranne un uomo.
Signore e signori, da quasi cinque anni ormai i generali russi cercano di eseguire il folle ordine di Putin di conquistare le nostre terre orientali, la regione di Donetsk.
E soltanto quest’anno, da gennaio ad agosto, in otto mesi, l’esercito russo ha perso 248.964 persone sul campo di battaglia in Ucraina.
Morti e feriti gravi. Ventuno secoli nella storia dell’umanità hanno avuto popolazioni inferiori a questa cifra.
Abbiamo una conferma video di ciascuna di queste perdite. E non sono soltanto statistiche. Si tratta di persone.
Qui ci sono poco più di mille chilometri quadrati del nostro territorio. E noi ne abbiamo già liberata una parte significativa. La Russia è un paese che possiede già 17 milioni di chilometri quadrati di territorio, senza alcun territorio ucraino, tra l’altro. E per aggiungere altri mille chilometri quadrati, Putin sta pagando con 248 persone per ogni chilometro. C’è ancora qualcuno che pensa che sia un uomo ragionevole e moderato?
Il suo compagno, il leader della Corea del Nord, ha inviato le sue truppe in Russia per sostenere i punti deboli dell’esercito russo. Anche i nordcoreani hanno subito perdite. Perdite pesanti. Probabilmente avete visto le immagini trasmesse da Pyongyang quando hanno celebrato coloro che sono stati uccisi.
Ed è una follia anche questa. Perché dei coreani dovrebbero dare la vita in una guerra contro l’Ucraina?
Kim Jong-un li usa come una valuta e ottiene qualcosa in cambio. E i vicini della Corea del Nord e i paesi di tutta l’Asia probabilmente hanno già notato il miglioramento dei suoi missili balistici e le capacità molto più avanzate dei suoi droni.
Così una guerra che non è stata prevenuta in tempo, che non è stata fermata in tempo e per la quale la Russia non è stata punita in tempo continua a diffondersi, portando con sé il male.
Di recente abbiamo inviato due prigionieri di guerra nordcoreani nella Repubblica di Corea. Non è facile catturare vivi questi ragazzi. Uno di loro, quando si è reso conto che sarebbe stato fatto prigioniero, ha cercato di suicidarsi e si è detto sconvolto dal fatto che il destino non gli avesse permesso di morire.
È così che vengono cresciute le persone nel Nord. Questa è la realtà. Viene tolta loro la libertà, viene tolto loro il diritto di scegliere e viene inculcata loro l’idea che debbano morire, qualunque cosa accada.
Vogliamo davvero dare a una forza del genere più tempo per imparare a fare la guerra?
E sappiamo che Putin ha recentemente promesso ancora una volta ai rappresentanti del presidente americano che avrebbe conquistato la nostra prossima regione, dicendo che gli servono soltanto pochi altri mesi.
Probabilmente è la diciassettesima o diciottesima volta in cinque anni che fa questa promessa.
Poi sposta la scadenza. E la sposta di nuovo.
Odessa e Kharkiv, il Dnipro e altre città. Qualcuno al Cremlino ha persino pubblicato un'immagine con la scritta «Da conquistare». La Russia ha pretese nei confronti della nostra vicina Moldova. Minaccia costantemente la Polonia e gli Stati baltici.
La Russia non mostra alcun rispetto per la sovranità dei paesi del Caucaso meridionale e dell’Asia centrale. E, purtroppo, purtroppo, anche le persone in Siria e in tutta l’Africa sanno molto bene cosa siano gli assassini russi.
Sembra esserci sempre qualcosa che impedisce a Putin di dire semplicemente: basta. È finita.
Qualcosa gli impedisce sempre di ammettere che 17 milioni, 17 milioni di chilometri quadrati del suo stesso territorio, riconosciuti a livello internazionale da tutti voi, dovrebbero essere sufficienti per quest’uomo.
Uccidere altre persone per ogni chilometro quadrato di territorio, conquistare altre terre, attaccare un altro paese invece di fermarsi e governare il proprio paese. Dopo tutto questo, riuscite davvero a immaginarlo senza la guerra?
È il paziente zero. Colui da cui questa idea della guerra continua a diffondersi. E ovunque si diffonda porta soltanto dolore, instabilità, nuovi rischi e, naturalmente, nuove crisi.
Più libertà ha Putin di agire, più pericoloso diventa il mondo per tutti gli altri. Ecco perché il paziente zero deve essere fermato. Bisogna negargli lo spazio per agire e lo spazio per diffondere ulteriormente questo male.
Signore e signori, lo scorso anno, parlando qui, ho detto che viviamo in un'epoca in cui le armi decidono chi sopravvive. E ho detto che, se una nazione vuole la pace, deve lavorare per avere armi forti.
L’Ucraina sta facendo esattamente questo. Ed è per questo che, per la prima volta nella storia della Russia, sentiamo dire che le sue riserve, la sua industria petrolifera, stanno rimanendo a corto di carburante.
Ma il petrolio in sé non è l’obiettivo dell’Ucraina, non è il nostro obiettivo. Non lo sono la benzina o il diesel, né le fabbriche o i porti in quanto tali.
Il nostro obiettivo è la capacità della Russia di finanziare questa guerra, di prolungarla, di renderla più brutale e più distruttiva. Sono le finanze russe e la produzione russa che devono essere fermate se si vuole fermare Putin.
E i nostri grandi soldati e le nostre armi stanno lavorando per questo, soltanto per questo. Il sostegno del mondo all’Ucraina ci aiuta a farlo. E sono grato a tutti, a ogni paese che è al nostro fianco, che sta con l’Ucraina e aiuta il nostro popolo.
Le sanzioni, i pacchetti di sostegno, la nostra produzione congiunta di armi: tutto questo conta. Naturalmente conta. Tutto questo ci rende più forti.
Quando qualcuno dà più denaro alla Russia attraverso il commercio, dà più tempo a questa guerra.
Quando la Russia ha denaro, dice sempre no, no alla diplomazia. E anche questo è una sorta di veto alla pace, non un diritto ufficiale.
E quando qualcuno nel mondo indebolisce le sanzioni, indebolisce le sanzioni contro gli oligarchi russi, può rendere più confortevole la vita dei russi ricchi, ma dà anche più tempo alla guerra. Più tempo a Putin per mandare persone povere nella zona di morte.
Perciò le entrate della Russia devono rimanere un obiettivo.
Il deficit di bilancio della Russia è ora più grande che in qualsiasi altro anno e la maggior parte delle regioni russe è già in bancarotta.
La Russia aveva pianificato una grande offensiva sul fronte quest’estate. Tutte sono fallite.
La campagna russa con i missili da crociera e i razzi non ha funzionato come Putin aveva pianificato. Hanno comunque provocato danni, ma non ci hanno spezzato. Abbiamo costruito la nostra difesa.
Ciò che per noi è davvero difficile ora sono i missili balistici russi e i loro nuovi droni a reazione.
Pensateci. Dall’inizio di quest’anno, la Russia ha già utilizzato contro di noi, contro l’Ucraina, il nostro popolo e i nostri bambini, più di 2.100 missili di diversi tipi. Più di 950 erano missili balistici.
Nei primi otto mesi di quest’anno, la Russia ha utilizzato contro l’Ucraina 63.000 droni d’attacco di diversi tipi. E più di 7.700 di questi erano droni a reazione. Armi davvero distruttive e molto pericolose.
Pensateci.
Ogni ora. Ogni ora.
Contro le nostre città, la nostra economia, le nostre infrastrutture. I nostri aerei da combattimento li stanno combattendo 24 ore su 24, sette giorni su sette.
E questo fa parte della strategia russa: creare una minaccia aerea ogni ora, rendere più difficile la vita all’economia, sconvolgere la vita delle persone e impedire ai bambini di poter studiare, semplicemente andare a scuola.
Il vostro paese sopravviverebbe se, Dio non voglia, dovesse affrontare qualcosa del genere?
L’Ucraina lo ha fatto.
Per questo stiamo aumentando la produzione e, naturalmente, costruiremo anche sistemi di protezione contro queste minacce.
Abbiamo inoltre lanciato un programma antibalistico, Freya, insieme ai nostri partner. Dieci paesi ne fanno già parte: Ucraina, Norvegia, Svezia, Danimarca, Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi.
La scorsa settimana ho invitato la Polonia a unirsi. E siamo anche in consultazione con un paio di altri governi alleati che vogliono partecipare a Freya.
Restiamo aperti a ogni paese che possa contribuire a costruire una protezione contro i missili balistici.
Il nostro programma Freya non sostituisce sistemi collaudati ed efficaci come, per esempio, i sistemi Patriot o i sistemi antibalistici THAAD potenziati.
Vogliamo costruire un sistema che possa essere prodotto su scala molto più ampia e a un costo inferiore, un sistema che possa diventare parte integrante della difesa dell’Ucraina e dell’Europa.
E che possa aiutare qualsiasi nazione che ami la libertà.
La lista d’attesa globale per i sistemi antibalistici è molto lunga. Le minacce balistiche sono sempre più numerose e la capacità industriale di coloro che scelgono la guerra è enorme.
Dobbiamo quindi produrre una quantità sufficiente di sistemi di protezione affinché ogni persona seduta in questa sala possa dire: il mio popolo è veramente protetto.
Questo è il nostro approccio alla sicurezza.
Oggi, persino i paesi più ricchi del mondo non riescono a trovare un numero sufficiente di intercettori missilistici. La produzione attuale semplicemente non basta. E persino coloro che hanno trascorso anni ad accumulare scorte di intercettori ne hanno già utilizzata una parte significativa.
Purtroppo questa è la realtà, anche nel Golfo, dove i paesi stanno davvero lavorando per costruire sistemi antibalistici forti, una difesa antibalistica.
Abbiamo quindi bisogno di un nuovo programma, abbiamo bisogno di libertà. Unitevi a questi sforzi comuni.
E sì, a volte può sembrare che l’Ucraina sia concentrata soltanto sulla guerra perché parliamo di armi, parliamo di difesa e di sanzioni contro l’aggressore.
Ma gli ucraini non hanno scelto questa guerra.
Abbiamo scelto di non morire,
di non perdere il nostro paese, le nostre famiglie, di non perdere la nostra indipendenza, la nostra libertà.
E ci stiamo difendendo.
E questo non riguarda soltanto noi, ne sono certo. La maggior parte di voi, come l’Ucraina prima di questa guerra, siete nazioni pacifiche.
Non pensate alla guerra ogni secondo.
Questo non significa che siete deboli, e coloro che potrebbero volervi fare del male non dovrebbero commettere questo errore.
La maggior parte di voi non possiede armi nucleari, non ha l’abitudine di attaccare i propri vicini e potrebbe non avere il denaro per finanziare anni di guerra.
Ma questo non significa che non abbiate la possibilità di rimanere al sicuro, di dissuadere chi potrebbe minacciarvi, di fare in modo che chiunque possa minacciarvi ci pensi due volte e di proteggere la vostra vita e, naturalmente, il vostro popolo.
L’Ucraina ha dimostrato che, anche contro un nemico molto più grande, è possibile resistere e sopravvivere.
E abbiamo anche il formato dei drone deal.
Non si tratta semplicemente di vendere droni, naturalmente. Si tratta di collaborare con altri paesi per costruire un sistema di difesa moderno e integrato contro le minacce dei droni, nell’aria, in mare e sulla terra.
E non riguarda soltanto la protezione del cielo.
I droni ci aiutano a controllare i nostri confini. È importante. Le aree montuose e, naturalmente, le strade. Senza di loro sarebbe semplicemente impossibile.
E si tratta anche di proteggere le infrastrutture, le infrastrutture critiche, di garantire la resilienza, di organizzare le risorse e le forze di difesa in modo che le infrastrutture critiche e i trasporti possano continuare a funzionare anche nelle condizioni più difficili.
Anche questo fa parte degli accordi che proponiamo.
Sono formati di sicurezza già pronti che adattiamo a ciascun paese e a ciascuna regione.
Stiamo già lavorando con partner nel Golfo, nel Caucaso meridionale e in tutta Europa attraverso i drone deal.
Oggi ho firmato un drone deal, un accordo importante sui droni, con la Finlandia, ed è significativo.
Oggi ho anche firmato un accordo di sicurezza con l’Australia, e anche i droni ne fanno parte.
E stiamo preparando accordi sui droni con il Canada e con altri paesi.
Quando la Russia ha iniziato questa guerra, non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno i droni ucraini a lungo raggio avrebbero raggiunto le sue fabbriche, le sue fabbriche militari, in Siberia e nella penisola di Yamal, a migliaia di chilometri dai nostri confini.
Migliaia.
Nessun ammiraglio russo si aspettava che saremmo stati in grado di affondare le navi ammiraglie di cui la Russia andava fiera, navi che avrebbero dovuto dominare il mare ma che non sono riuscite a sopravvivere ai nostri droni navali.
E insieme ai diversi tipi di droni produciamo anche un’ampia gamma di armi convenzionali, rapidamente, a un costo inferiore rispetto a molti altri paesi e testate nella guerra moderna.
L’Ucraina sta costruendo la propria sicurezza in modo da rafforzare il nostro ruolo di vero fornitore di sicurezza e aiutare gli altri a ottenere la protezione che ha già funzionato per noi e che può davvero ridurre il rischio che le guerre inizino e si diffondano nel mondo.
Pace attraverso la protezione.
Signore e signori, pensateci.
Nessun funzionario russo avrebbe mai immaginato che il generale Inverno, che per secoli aveva combattuto dalla parte della Russia, un giorno avrebbe cambiato schieramento e sostenuto coloro che si difendono dalla Russia.
Faremo in modo che accada questo inverno, se la Russia continuerà a colpire il nostro sistema energetico e il nostro riscaldamento.
Gli ucraini capiscono che questo inverno potrebbe essere molto duro per noi. Ma, in risposta, non avremo altra scelta che renderlo doloroso anche per la Russia.
Ed è esattamente per questo che diciamo che questi passi collettivi sono importanti, sono necessari prima dell’inverno.
Ora abbiamo bisogno di diplomazia e abbiamo bisogno di forza. E, passo dopo passo, stiamo colmando le lacune in entrambi i campi.
Ieri abbiamo incontrato il presidente degli Stati Uniti e questo è esattamente ciò di cui abbiamo discusso.
Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di parlare direttamente con il leader della Cina, che oggi si trova in America, ma non qui.
Ed è una persona che può influenzare la Russia più di quanto possano farlo molti altri, e vorremmo che desiderasse la pace tanto quanto la desideriamo noi in Ucraina.
Crediamo che il mondo abbia il potere di farlo accadere.
Siamo certi che il mondo ne abbia bisogno.
Si tratta dell’energia, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare, della vita di moltissime persone in molti paesi.
E si tratta finalmente di rallentare il rapido sviluppo delle armi per uccidere, un processo che è continuato durante tutta questa guerra e che è già diventato una minaccia globale.
Dobbiamo rallentarlo prima di arrivare alla fase successiva, perché già dal prossimo anno esiste la concreta possibilità che l’intelligenza artificiale, e non soltanto le persone, cominci a decidere ciò che accade sul campo di battaglia.
E abbiamo bisogno della pace prima di arrivare a quel punto.
Signore e signori, il leader della Russia, il paziente zero, l’uomo da cui questa guerra è iniziata e si è diffusa nel mondo, diventando la più grande guerra in Europa dalla Seconda guerra mondiale, inevitabilmente lascerà questo mondo.
Ma più a lungo Putin sarà in grado di fare la guerra, più male lascerà dietro di sé in questo mondo.
Oggi nulla nella guerra funziona allo stesso modo in cui funzionava, tra l’altro, nel 2022, tranne il coraggio delle persone.
Tutto è cambiato. E chissà se il coraggio funzionerà ancora nello stesso modo in futuro.
Se ascoltate alcuni dei più grandi sostenitori dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, oggi dicono che l’AI rimane ancora per lo più digitale, ma un giorno passerà dal mondo digitale a plasmare gli atomi.
E quando accadrà, faremmo meglio a essere in pace.
Dobbiamo certamente porre fine alle guerre che già esistono.
L’Ucraina cerca sicurezza, proprio come tutti voi. Ogni paese e ogni nazione.
E un’altra cosa.
Da settimane, ormai, gli europei avvertono che la Russia potrebbe andare oltre.
Entrare in Europa, persino nel territorio della Nato.
I leader dispongono di informazioni di intelligence che mostrano le intenzioni della Russia.
E ora voglio parlare non all’Europa, ma a quei paesi i cui cittadini la Russia potrebbe cercare di utilizzare in un’altra campagna assolutamente brutale.
Non abbiamo avuto soltanto prigionieri di guerra nordcoreani.
Sappiamo che la Russia utilizza cittadini di 47 paesi nella sua guerra.
E questa guerra coinvolge persone provenienti da Ghana, Nepal, Tagikistan, India, Yemen, Kenya, Zimbabwe, Cuba, Bielorussia, Sudan, Sudafrica e molti, molti altri paesi.
E di tanto in tanto riceviamo richieste di rimandare a casa determinati prigionieri di guerra.
E attraverso i video dei nostri droni vediamo anche persone morire sul campo di battaglia che non sono russe, persone provenienti dai vostri paesi.
47 paesi i cui cittadini sono finiti in Russia attraverso l’inganno e l’inganno.
Perciò voglio parlare direttamente a ogni rappresentante di questi 47 paesi.
Sapete cosa sta facendo la Russia con il vostro popolo, con i vostri cittadini.
Prendetevene cura e non permettete che finiscano su un altro fronte.
Non permettete a Putin di trascinarvi in questa guerra.
Non permettete alla Russia di spegnere i propri incendi, coprire la propria vergogna e pagare per la propria follia con la vita dei vostri cittadini.
Limitate il suo spazio d’azione.
Limitate il suo denaro.
Limitate la sua guerra.
E per favore, tutti voi che siete qui, non siate gli ultimi a unirvi a coloro che difendono la vita.
Siate i primi a dire: abbiamo garantito la sicurezza.
Grazie a tutti coloro che aiutano e grazie a tutti coloro che stanno al nostro fianco, con il nostro popolo, con i nostri bambini, con l’Ucraina.