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La Cdu crolla alle regionali, ma Merz tira dritto con le riforme
I cristiano democratici al minimo storico in Maclemburgo-Pomerania, con un altro balzo dell'Afd. Eppure il cancelliere esclude le dimissioni

Berlino. La Cdu del cancelliere Friedrich Merz è crollata in ambedue le elezioni regionali svoltesi ieri in due Länder, quello settentrionale dell’Est, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, e nel Land della capitale Berlino. In dichiarazioni a caldo, ancora prima delle proiezioni, Merz ha parlato di “disastro” incassato nel Meclemburgo e di una situazione estremamente difficile a Berlino (cambio di governatore a poche settimane dal voto a seguito di uno scandalo). Ma ha sottolineato che tirerà dritto con le riforme come unica strada per rimettere in piedi la Germania. La Cdu perde di fatto la qualifica di partito popolare, che ha rivendicato invece subito la leader dell’estrema destra AfD, Alice Weidel, dichiarando che il cancelliere “deve” trarre le conseguenze, cioè dimettersi.
Secondo le prime proiezioni, a Berlino trionfa la Linke, estrema sinistra, della capolista Elif Eralp, figlia di rifugiati turchi, che ha puntato tutto nella campagna elettorale sulla crisi degli alloggi nella capitale e sugli affitti astronomici, mettendo in cima al suo programma l’esproprio delle case di proprietà dei colossi immobiliari. Si tratta di circa 240.000 appartamenti. Secondo gli esperti economici, invece, l’esproprio costerebbe miliardi per gli indennizzi – più del guadagno – e rischierebbe di mettere in fuga i già scarsi investitori nella capitale. Meglio sarebbe, sostengono, un piano edilizio per la costruzione di nuovi alloggi. La Linke si piazza al primo posto con il 25,8 per cento, un salto di oltre 13 punti rispetto alle precedenti elezioni (12,2 per cento).
Per la capolista Eralp la strada sembra spianata alla poltrona di ministra presidente, governatrice, a Berlino, in coalizione probabilmente con la Spd e i Verdi (rosso-rosso-verde). La Cdu, alla guida finora del governo del Land, arriva seconda col 20 per cento, un calo di oltre 8 punti, mentre la Spd, alleato junior finora della Cdu al governo regionale, arriva al 12 per cento (aveva il 18,4). L’AfD raggiunge il 13,8 per cento, un aumento di circa 4 punti (9,1 per cento). I Verdi arrivano al 15,4 per cento (18,4 per cento). Il partito Bsw, sinistra che strizza l’occhio all’AfD, e come l’estrema destra è filorusso e contro gli aiuti all’Ucraina, arriva al 5 per cento.
Nel Meclemburgo, la popolare governatrice Spd Manuela Schwesig manca l’obbiettivo di confermarsi primo partito, ma ha segnato una forte rimonta negli ultimi giorni rispetto ai sondaggi e si assesta al 36 per cento (contro il 39,6 per cento che aveva). Come già nella Sassonia-Anhalt alle regionali il 6 novembre, l’AfD arriva prima al 37,9 per cento, più del doppio di quello che aveva (16,7 per cento). Non potrà comunque governare perché nessun altro partito si vuole coalizzare. La Schwesig ha già annunciato che sarà lei a guidare la prossima coalizione di governo (finora governava con la Linke).
In concreto, il voto regionale ha confermato il trend in picchiata della Cdu, con parallelo aumento dell’AfD e a Berlino anche della Linke, Il centro in genere cala o crolla e le forze radicali estreme aumentano. La Cdu ha pagato il prezzo dello scontento generale per le riforme del governo federale e i pessimi indici di popolarità del cancelliere Merz, che tuttavia già nei giorni scorsi aveva annunciato che non avrebbe gettato la spugna e che era intenzionato a portare avanti il programma di riforme di cui la Germania ha estremo bisogno. Senza neanche aspettare le proiezioni, subito dopo i primi exit poll, Merz, che aveva convocato nel suo ufficio i vertici del partito, ha ammesso la disastrosa sconfitta nel Meclemburgo (fino alla fine non si sapeva se avrebbe superato la soglia del 5 per cento) assumendosene la responsabilità. Ma sottolineando al contempo che non c’è alternativa alle riforme. Il compito ora richiede “schiena dritta, fermezza e pazienza”, ha detto: “Io le avrò come capo della Cdu e cancelliere del nostro paese”.