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Le armi dell’orrore di Putin e il voto per lanciare la mobilitazione
Il presidente russo ha votato come se il risultato non fosse già del tutto scontato, il via libera per un ingente arruolamento che è già stato pianificato: le elezioni servono per farlo partire in massa. I nuovi droni che sono sempre meno simili agli Shahed e sempre più a missili da crociera

Vladimir Putin ieri ha votato alle elezioni per la Duma, il Parlamento russo: ha scelto di votare online, pubblicando il video in cui compare molto concentrato (anche un po’ confuso) come se il voto contasse davvero e il risultato non fosse già del tutto scontato, visto che tutti i candidati che non piacciono al Cremlino sono stati banditi ancora prima di questa tre giorni elettorale. L’opposizione in esilio si è divisa tra chi chiede il boicottaggio di un voto illegittimo e chi vuole usarlo per sostenere i candidati che non sono di Russia unita, il partito putiniano, in modo da dare voce in qualche modo allo scontento nei confronti di Putin e della guerra e scalfire, anche se poco, il suo consenso.
Perché anche in un’elezione che non è degno definire tale, il presidente cerca la sua legittimazione per costruire un Parlamento di guerra (ci sono molti reduci dell’“operazione militare speciale” candidati con Russia unita), nato dalle prime elezioni dall’invasione dell’Ucraina, e proiettato a definire la completa militarizzazione del paese. Che si fonda in gran parte sulla mobilitazione, e anzi il voto è considerato il via libera per una ingente mobilitazione che è già stata pianificata e che è stata per così dire semplificata: se compari nella lista, devi andare, altrimenti sei un disertore (prima c’era una richiesta). Naturalmente Putin nega che ci siano problemi nel reperire la sua carne da cannone: “Si arruolano tutti volontariamente e firmano i contratti”, ha detto. Ma, come dicono gli ucraini, muoiono mille soldati russi alla settimana (310 mila solo quest’anno); come dicono alcune fonti, nelle liste dei ricercati della polizia ci sono un milione e mezzo di uomini che si sono sottratti alla coscrizione; ci sono pubblicità che dicono: firmate i contratti, così evitate l’arruolamento forzato, ma i soldi ricevuti sono comunque molto meno rispetto all’inizio: l’arruolamento è forzoso, e le elezioni servono per farlo partire in massa. Se lo scontento dovesse esserci, probabilmente non lo sapremo mai.
Le ultime versioni dei droni russi Geran, il 4 e il 5, sono una versione migliorata degli Shahed iraniani, più simili a missili da crociera, volano a velocità molto più elevate e per Kyiv è sempre più difficile intercettarli. Mosca li sta utilizzando insieme ai Banderol a basso costo e a propulsione nucleare: quest’anno l’Iran ha chiesto alla Russia rifornimento di Geran da utilizzare nella sua guerra contro Israele e Stati Uniti.



