Esteri
Alleanza per il futuro •
A Strasburgo, il canadese Carney offre all’Ue un’alleanza geopolitica non solo economica
L’avvicinamento tra Ottawa e Ue serve ad affrontare “una tempesta feroce” provocata da Trump, Putin e Xi Jinping, rafforzandosi l’un l’altro attraverso le complementarità. “Perseguiamo la resilienza affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti e compromettere la nostra sovranità”, ha detto il presidente all'Europarlamento

Foto Ansa
Strasburgo. “Nessuno ci dirà quale lingua parlare, e nessuno ci detterà la nostra cultura o con chi possiamo stipulare accordi”, ha detto Mark Carney rispondendo alla minaccia di Donald Trump di imporre nuovi dazi se l’Unione europea e il Canada andranno avanti nel loro progetto di formare un’alleanza senza precedenti. “Se lo fanno, se penso che tutto questo sia un atto ostile, metterò dazi molto seri o smetterò di commerciare con l’Europa su molte cose”, ha detto il presidente americano, dopo che Ursula von der Leyen mercoledì aveva proposto di far diventare il Canada il primo “membro associato” all’Ue. Questa definizione non piace nemmeno a Carney. In un discorso davanti al Parlamento europeo, il premier canadese ha insistito su un’altra espressione: “Alleanza per il futuro”. Un’alleanza geopolitica, oltre che economica.
L’“Alleanza per il futuro” serve ad affrontare “una tempesta feroce” provocata da Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping, rafforzandosi l’un l’altro attraverso le complementarità. “Un albero singolo cadrà. Una foresta no”, ha detto Carney, davanti agli eurodeputati entusiasti. “Non sto proponendo un terzo blocco per diventare una grande potenza rivale, solo con modi più garbati. Non cerchiamo potere per dominare altri. Al contrario. Perseguiamo la resilienza affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, compromettere la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale o scalfire le nostre libertà, le nostre democrazie e il nostro stato di diritto”, ha detto Carney. Al di là della dimensione politica, il premier canadese ha illustrato la sua offerta economica. “Dobbiamo puntare a un commercio senza ostacoli e digitale di beni non-agricoli e di un’ampia gamma di servizi”, ha detto. “Dobbiamo rafforzare i legami tra le nostre popolazioni, consentendo ai giovani di vivere, lavorare e studiare dove desiderano, su entrambe le sponde dell’Atlantico”. Il Canada potrebbe aderire ai programmi di scambio di studenti Erasmus e di ricerca Horizon. Il Canada rappresenta una soluzione alle fragilità dell’Ue: “Possiede giacimenti di oltre 34 minerali critici e figura tra i principali produttori dei dieci minerali più essenziali per la transizione energetica globale”, ha ricordato Carney. “Il Canada può fornire Gnl e idrogeno su larga scala a sostegno della sicurezza energetica europea, anche attraverso lo sviluppo e l’utilizzo di nuove infrastrutture portuali nell’estremo nord e sulla costa orientale”. In cambio, il Canada chiede di poter “trarre vantaggio dalla vostra leadership in molte tecnologie per l’energia pulita”. Carney vede la possibilità di “mettere in comune nuove capacità di calcolo sovrano e realizzare connessioni a banda larga più sicure tra Europa e Asia”, di “unire le forze per sviluppare protocolli di sicurezza per l’AI” e di creare “un mercato integrato dei servizi finanziari”.
Il progetto di “Alleanza per il futuro” tra Ue e Canada è allo stato embrionale ed è destinato ad andare incontro a diversi ostacoli, non solo Trump. Alla fine del mese di ottobre ci sarà un vertice Ue-Canada a Ottawa per iniziare i negoziati. Ma alcuni stati membri dell’Ue hanno già criticato von der Leyen per non averli consultati preventivamente sull’offerta di “membro associato” per il Canada. Il portavoce del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha subito chiesto di cambiare la terminologia. I paesi che sostengono il principio del “Made in Europe” nelle politiche dell’Ue – come la Francia – vogliono mantenere questa preferenza per gli stati membri. Altri paesi ritengono che offrire al Canada uno status di “membro associato” danneggerebbe la causa dell’allargamento e incentiverebbe il “free riding”: ottenere quasi tutti i vantaggi dall’Ue, senza dover rispettare gli obblighi in termini di regolamentazione o di contributi finanziari. Tutto il negoziato con il Regno Unito sulla Brexit si è giocato – e continua a giocarsi – su questo delicato equilibrio. Anche il Canada ha le sue linee rosse: Carney ha escluso i prodotti agricoli dalla sua proposta per approfondire l’attuale accordo di libero scambio Ceta, e la libera circolazione delle persone tra le due sponde dell’Atlantico non varrebbe per tutti, ma solo per i giovani.
Carney ha assicurato che la stragrande maggioranza dei canadesi è a favore di un avvicinamento con l’Ue. Ma le opinioni pubbliche possono cambiare idea e mettersi di traverso. I partiti di estrema destra e di estrema sinistra, così come quelli sovranisti, sono contrari. Dieci stati membri dell’Ue – tra cui Italia, Francia e Polonia – non hanno ancora ratificato il Ceta a causa delle opposizioni interne, nonostante abbia portato enormi benefici alle loro esportazioni. Carney è scettico sull’espressione “membro associato” all’Ue – “la nomenclatura precisa per l’Europa è una questione che riguarda l’Europa”, perché “ciò che conta è la sostanza”, ha detto il premier – perché conosce la sensibilità dei cittadini e degli eletti canadesi per la loro sovranità nazionale. “Ci saranno dei dibattiti e ci sarà un voto del Parlamento canadese”, ha assicurato Carney. Ma il premier canadese vuole andare in fretta. “Proprio come il dominio è l’arroganza dell’egemone, la perfezione è nemica del bene”, ha avvertito Carney. Gli europei lo ascolteranno?
