L’accordo immaginario di Trump e l’Operazione Vivaldi degli ucraini che fa arretrare i russi

Mentre il presidente americano annuncia intese che Putin non sottoscrive, l’esercito ucraino recupera terreno in Donetsk e in altri settori del fronte. È solo la prima delle “Quattro stagioni” ucraine per cacciare via i russi

16 SET 26
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Un monumento sovietico a un soldato caduto si erge tra gli edifici distrutti in un villaggio di Novoselivka Persha (GettyImages)

È la guerra tra Russia e Ucraina a causare l’aumento del prezzo del diesel “non l’Iran”, aveva scritto lunedì su Truth Donald Trump annunciando che sia l’Ucraina sia la Russia erano d’accordo a non colpire obiettivi legati alle risorse dell’energia. Fonti ucraine avevano fatto sapere che si stava lavorando a una tregua e Volodymyr Zelensky ha detto di essere pronto a fermare gli attacchi. Vladimir Putin no, non c’è nulla nelle decisioni del presidente russo che faccia pensare alla volontà di mettere fine alla guerra (si può leggere Michael Kimmage su Foreign Affairs, se si ha bisogno di ulteriori conferme) ed è lecito pensare che il presidente americano onnipotente abbia deciso che il Cremlino fosse d’accordo: se lo dico io, è vero. 
Nella mattanza quotidiana contro gli ucraini, la Russia ha colpito pompe di benzina a Kyiv e il porto di Odessa, e le forze ucraine hanno colpito una raffineria russa a Syzran. La guerra va avanti, ma checché ne pensi Trump e checché ne dica Putin, sul fronte le cose non sono né ferme né catastrofiche: l’Operazione Vivaldi degli ucraini ha riconquistato 75 chilometri quadrati occupati dai russi. La controffensiva ucraina nella regione settentrionale di Donetsk ha ripreso il controllo di diversi insediamenti e ha inflitto perdite significative alle forze russe, ha detto il comandante del Terzo corpo d’armata, Andrii Biletskyi, in un video che finisce sulle note delle Quattro stagioni di Vivaldi. Come nelle migliori operazioni, il silenzio informativo ha permesso alle truppe ucraine di ripulire dalle infiltrazioni russe Novoselivka, Oleksandrivka, Yarova, la periferia di Korovyi Yar e Serednie. Secondo Biletskyi, la controffensiva ha inferto un “duro colpo” alle capacità di combattimento della 20esima e 25esima armata combinata russa, con 1.500 soldati russi morti, e 2.000 droni e centinaia di veicoli blindati, sistemi di artiglieria e altri veicoli russi andati perduti. La controffensiva ha anche spezzato le linee di rifornimento dei russi, che hanno dovuto ricollocare parte del carburante fuori dal territorio ucraino.
“Ora circolano molte informazioni – ha detto Biletskyi – secondo cui l’obiettivo finale dell’operazione è raggiungere le rive del fiume Chornyi Zherebets. Ma la nostra operazione si chiama ‘Vivaldi’, e Vivaldi, come sappiamo, ha quattro stagioni”. Questa è soltanto la prima stagione, e arriva dopo che gli ucraini sono avanzati in diversi settori della linea del fronte nelle ultime settimane, come ha registrato l’Institute for the Study of War (Isw), in particolare nelle regioni di Kharkiv, Donetsk e Zaporizhzhia. Il 12 settembre l’Isw ha scritto che le forze ucraine hanno annullato gran parte delle conquiste territoriali ottenute dalla Russia dal marzo del 2026, riuscendo al contempo a portare avanti controffensive efficaci. Secondo il centro studi, le forze ucraine contrastano l’iniziativa russa sul campo di battaglia dalla fine del 2025 e per tutto il 2026, e questo è il primo cambiamento duraturo dall’offensiva ucraina nel Kursk russo nell’agosto del 2024.