Più pressione su Putin per portarlo al negoziato, dicono gli europei a Kyiv (sotto attacco)

Alla Yalta European Strategy i consiglieri per la sicurezza europei chiedono più sostegno a Zelensky, mentre Budanov annuncia nuovi negoziati a ottobre. Ma il piano del Cremlino sul fronte è irrealistico e Mosca continua a colpire infrastrutture e ferrovie ucraine. Kushner fa un po’ ridere

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Uno stencil dall'artista norvegese Toddel, con Volodymyr Zelensky tra Winston Churchill e Franklin D. Roosevelt (GettyImages)

Kyiv. La mattina del 13 settembre, il treno diplomatico su cui viaggiavano gli ospiti stranieri della conferenza Yalta European Strategy (Yes), tra cui l’ex premier britannico Boris Johnson, ha attraversato il confine tra l’Ucraina e la Polonia. Erano di ritorno a casa dopo due giorni di discussioni a Kyiv. Quando il convoglio diplomatico aveva già superato la stazione ucraina di Yahodyn, c’è stata un’esplosione: un drone russo ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri che arrivava subito dopo, a soli due chilometri dal confine polacco. Grazie a un tempestivo allarme, nessuno è rimasto ferito. “È molto probabile che l’obiettivo del drone russo potesse essere proprio il treno diplomatico, partito dalla stazione prima dell’orario previsto”, si legge in una nota ufficiale delle Ferrovie ucraine. 
L’11 e il 12 settembre, i 700 ospiti della Yes, organizzata ogni anno dalla Fondazione Victor Pinchuk, si sono confrontati su come costringere più rapidamente la Russia alla pace. Data la complessa situazione di sicurezza a Kyiv, l’evento si è tenuto nel piano interrato di un hotel a 5 stelle. La sola presenza di un numero così elevato di ospiti stranieri voleva dimostrare a Mosca che le sue tattiche di intimidazione non funzionano sugli alleati. “Se restiamo uniti, saremo più forti ed efficaci”, ha dichiarato Fabrizio Saggio, consigliere per la sicurezza nazionale della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. A suo avviso, l’Europa deve essere pienamente coinvolta nel processo di pace. “Dopotutto, questa non è solo una questione che riguarda l’Ucraina, ma la sicurezza stessa dell’Europa”, ha detto al Foglio. Saggio è intervenuto alla Yes assieme ai consiglieri per la sicurezza nazionale di Germania, Regno Unito e Francia, che hanno ribadito con forza l’unità della loro posizione. Tuttavia, l’Europa deve affrontare sfide importanti. Il prossimo anno si terranno le elezioni in diversi paesi, ma i futuri appuntamenti elettorali non dovranno condizionare l’attuale sostegno all’Ucraina: “Non c’è tempo da perdere”, ha sottolineato Saggio.
Andriy Biletsky, comandante del 3° Corpo d’armata, ha spiegato che al momento la Russia persegue due obiettivi strategici: la conquista totale delle regioni di Donetsk e Luhansk e il logoramento della capacità di resistenza ucraina, con la speranza di completare questi obiettivi entro l’inizio del 2027. Biletsky ritiene questo piano irrealistico: “Le forze ucraine hanno buone probabilità di tenere le linee difensive strategiche e persino di migliorare le proprie posizioni in alcuni settori del fronte di Donetsk”, ha riferito alla platea internazionale. Se ci riusciranno, secondo il comandante, tra marzo e aprile del 2027 il Cremlino si troverà a mettere in discussione il senso stesso del proseguimento della guerra.
Il capo dell’Ufficio del presidente, Kyrylo Budanov, prevede invece un’intensificazione dei negoziati già quest’autunno, subito dopo le elezioni parlamentari in Russia del 18-20 settembre: “Ci stiamo preparando per ottobre”, ha annunciato. Secondo Budanov, l’economia russa sta già riscontrando seri problemi: vent’anni fa il valore di Gazprom, il gigante del gas russo, era stimato in 270 miliardi di dollari, mentre “oggi, secondo diverse stime, è crollato a 30 miliardi”. Tuttavia, anche l’economia ucraina sta soffrendo, si osserva a margine del forum: la Russia continua a colpire ferrovie, depositi e aziende, oltre a mantenere il blocco sull’esportazione di grano nel Mar Nero. I cieli ucraini non sono ancora sufficientemente protetti a causa di una grave carenza di missili capaci di intercettare le minacce balistiche. Con l’avvicinarsi di un duro inverno e il ripresentarsi dei problemi energetici, Mosca potrebbe cercare di protrarre ulteriormente il conflitto.
Nonostante ciò, l’Ucraina deve continuare a perseguire la strategia del “no” alla cessione di territori e rafforzare gli attacchi nelle retrovie nemiche. I partner, da parte loro, devono aumentare il sostegno e la pressione sulla Russia per far sedere finalmente Vladimir Putin al tavolo delle trattative, sostiene Jonathan Powell, consigliere per la sicurezza nazionale del premier britannico Andy Burnham: “Ritengo che l’escalation di cui parliamo non sia un problema, ma un segno di successo – ha affermato durante il suo intervento – Dimostra che la pressione che stiamo esercitando su Putin sta finalmente portando i suoi frutti”. Per far sì che i negoziati diano risultati, ha aggiunto, è necessario mantenere i contatti anche con la parte russa.
Jared Kushner, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, intervenuto in videocollegamento dopo aver recentemente visitato sia Mosca sia Kyiv, ha espresso la sensazione che tutte le parti desiderino ormai la fine della guerra. “Il presidente Zelensky è fortemente impegnato in questo senso”, ha affermato: “Da quello che abbiamo visto e sentito, anche il presidente Putin lo è molto”, ha aggiunto con tono diplomatico. Un’affermazione che ha strappato più di un sorriso a molti dei presenti in sala.