L'Italia proroga di altri 15 giorni la stop a Schengen con la Spagna. Madrid: "È una vergogna"

L'Italia ha deciso di prorogare i controlli "alle frontiere aeree e marittime con la Spagna" perché permangono "elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche". La risposta del ministro Albares: "Significa fare saltare lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei"
15 SET 26
Ultimo aggiornamento: 18:11
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Foto LaPresse

Continua lo scontro sui migranti tra Roma e Madrid. L'Italia infatti ha deciso di prorogare i controlli "alle frontiere aeree e marittime con la Spagna" di altri 15 giorni in relazione alla crisi di Ceuta. Dopo l'annuncio, il governo spagnolo non solo ha risposto allo stesso modo comunicando all’Unione Europea la decisione di prorogare a sua volta di quindici giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime tra i due paesi, ma ha anche criticato fortemente la decisione dell'Italia: "E' assurdo, è inutile ed è una vergogna", ha dichiarato il ministro degli Esteri della Spagna, José Manuel Albares al Senato, secondo quanto riferisce il quotidiano El Pais. "Significa fare saltare lo spirito, la filosofia di ciò che significa essere partner europei". Secondo il ministro, la decisione del governo guidato da Giorgia Meloni rappresenta "un attacco alla dignità degli spagnoli". Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha risposto al suo omologo su X: "L’Italia applica le regole e i Trattati europei con l’unico obiettivo di difendere la sicurezza delle frontiere e dei propri cittadini. La reazione del governo spagnolo alla decisione italiana di proseguire con la sospensione di Schengen appare quindi fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva".
Questa mattina dunque il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha preso la decisione di prorogare lo stop a Schengen con la Spagna e ne ha dato comunicazione con una nota indirizzata alla Commissione europea e agli omologhi ministri dell'Unione. Il provvedimento, informa il Viminale, è stato ritenuto necessario dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi in mattinata. Permangono infatti "elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche". Dopo la decisione del governo italiano, come detto prima, la Spagna ha fatto altrettanto. Si legge infatti in una nota del ministero dell'Interno spagnolo: “I controlli erano stati reintrodotti dalla Spagna lo scorso 8 agosto e prorogati per la prima volta fino al prossimo 23 settembre. Il governo ritiene che sussistano ancora le circostanze che hanno motivato l’adozione di tale misura e ha pertanto deciso di prorogarla fino all’8 ottobre prossimo, fermo restando che un cambiamento di tali circostanze possa rendere opportuna una modifica del termine previsto”.
Dopo la crisi migratoria di Ceuta di fine luglio, quando entrarono nell'exclave spagnolo circa 70 mila migranti, il governo italiano aveva deciso di ripristinare i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna dal primo agosto fino alla fine del mese. Giorno in cui lo stop a Schengen era stato prorogato di altre due settimane. In quella data le valutazioni alla base del provvedimento furono comunicate dal ministro dell'Interno al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un costruttivo confronto telefonico. In risposta, la Spagna aveva deciso di prorogare per due settimane i controlli sui passeggeri che "via mare o per via aerea accedono al territorio nazionale provenendo dall'Italia".