Il costo del “no” americano ai sauditi nel conflitto contro gli houthi

Teheran usa il gruppo yemenita per aumentare i danni della guerra e anche per godere di questo momento di paralisi pre elettorale di Trump. Il capo della Casa Bianca avrebbe deciso infatti di non intervenire direttamente, nonostante la richiesta di Mohammed bin Salman, voltando così le spalle a un alleato che gli farà pesare questi rifiuti in futuro
12 SET 26
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Foto Ansa

Secondo Axios, il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, avrebbe chiamato il presidente americano Donald Trump per chiedergli di intervenire militarmente contro gli houthi, ma il capo della Casa Bianca si sarebbe rifiutato. Per ora, ha detto Trump, gli Stati Uniti non hanno intenzione di intervenire direttamente, nonostante gli houthi abbiano conquistato Mokha, una città costiera dello Yemen, ottenendo così una posizione che consente loro di avvicinarsi e minacciare ancora di più allo Stretto di Bab el Mandeb, un punto fondamentale di passaggio per il commercio globale e soprattutto per il petrolio saudita.
Dopo la conquista del gruppo, i prezzi del petrolio sono schizzati, ma Trump è immobile, nonostante sia chiaro che gli houthi non agiscono da soli, ma concordando le loro mosse con la Repubblica islamica dell’Iran, che li finanzia e li arma. Insieme gli houthi e Teheran stanno tenendo in ostaggio lo Stretto di Hormuz e quello di Bab el Mandeb, e il secondo, nel momento in cui gli americani stanno cercando di ristabilire l’ordine nel primo, è la nuova arma con cui ferire Trump e i suoi alleati– a inizio estate i sauditi ritenevano di poter fermare gli houthi da soli, la situazione è cambiata. Il presidente americano ora pensa alle sue elezioni di metà mandato, alle mance elettorali, al Partito repubblicano che risente anche della sua guerra contro l’Iran che agli elettori americani non è piaciuta, e Teheran ha deciso di provocarlo in questo periodo di immobilità, in cui gli Stati Uniti non sono interessati ad azioni di guerra forti. Usano gli houthi per aumentare i danni del conflitto e anche per godere di questo momento di paralisi trumpiana. Così Trump dice di “no” ai sauditi, voltando le spalle a un alleato che gli farà pesare questi rifiuti in futuro, e mostra agli iraniani che il loro gioco funziona. Uno dei problemi del capo della Casa Bianca è che pretende l’aiuto degli alleati ma non lo restituisce.