Esteri
il caso •
Trump blocca l'ambasciatore di Macron. Per un tweet
Washington non concede l'agrément ad Aurélien Lechevallier, scelto dal capo dell'Eliseo per l'ambasciata francese. La ritorsione sarebbe legata a un tweet della missione francese all'Onu contro gli Stati Uniti

Parigi. Aurélien Lechevallier era atteso a Washington il 20 settembre per sostituire Laurent Bili come ambasciatore francese negli Stati Uniti. Ma la nomina dell’attuale capo di gabinetto del ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot è bloccata: il dipartimento di stato non ha ancora concesso l’agrément, l’autorizzazione con cui Washington accetta formalmente un ambasciatore straniero. Il motivo? Uno scontro nato da un tweet della missione francese all’Onu.
Il 25 luglio, dopo che gli Stati Uniti avevano votato contro la riconferma di Volker Türk alla guida dell’ufficio Onu per i diritti umani, la missione francese aveva accusato Washington di non essere più un “faro dei diritti umani”, mettendola sullo stesso piano di Russia, Corea del Nord e Nicaragua. E secondo fonti diplomatiche francesi citate dal sito americano Puck, l’amministrazione Trump avrebbe deciso di trasformare la polemica in una vendetta diplomatica. La scelta di Lechevallier come bersaglio non sarebbe casuale. Il diplomatico è molto vicino al presidente francese Emmanuel Macron: si conoscono dai tempi dell’Ena. Per Washington, quindi, colpire Lechevallier significa colpire indirettamente il presidente francese. A complicare ulteriormente la vicenda ci sono i rapporti tra Charles Kushner, ambasciatore americano in Francia, e Barrot. Kushner è già stato convocato due volte a Parigi per le sue dichiarazioni sulla politica interna francese, compresa una dura critica a Macron per la lotta all’antisemitismo. Francia e Stati Uniti hanno cercato di trovare un compromesso: Washington ha chiesto prima la cancellazione del tweet e poi delle scuse pubbliche; Parigi ha rifiutato, accettando infine l’idea di un nuovo messaggio che celebrasse i valori democratici condivisi. Ma il tweet non è mai arrivato. Il Foglio ha contattato il Quai d’Orsay, che ha preferito non commentare nel dettaglio la vicenda, rinviando al lancio dell’Afp in cui si evocano tentativi in corso tra Parigi e Washington per sbloccare la nomina.