Il cortocircuito di Ben-Gvir sulle Falkland

Il ministro estremista di Netanyahu risponde alla recente iniziativa di Londra contro i coloni attaccando “l’occupazione” inglese e, di riflesso, una società israeliana che estrae petrolio 
11 SET 26
Immagine di Il cortocircuito di Ben-Gvir sulle Falkland

Foto ANSA

A volte le ideologie e le inimicizie fanno giri talmente strani da crollare nelle contraddizioni: il ministro della Sicurezza israeliano, Itamar Ben-Gvir, appoggia una delle più spettacolari sanzioni contro Israele. Proprio lui, che per il suo estremismo è all’origine di moltissimi boicottaggi anti israeliani in corso, in un post su X scritto in spagnolo ha esortato il premier Benjamin Netanyahu a riconoscere la sovranità dell’Argentina sulle isole Falkland (Malvinas per gli argentini) e a imporre sanzioni alla Gran Bretagna finché “l’occupazione” continuerà: “E’ ora che lo stato di Israele riconosca pubblicamente che le Isole Falkland sono territorio argentino occupato, che gli inglesi stanno violentemente sottraendo al popolo argentino”. Ben-Gvir ha aggiunto che “gli inglesi non si accontentano di occupare semplicemente il territorio, ma vi trivellano anche per estrarre petrolio e rubano denaro al popolo argentino”. Queste parole sono collegate al discorso alla nazione con cui il presidente argentino Javier Milei ha annunciato l’invio al Congresso di un pacchetto di proposte di legge per salvaguardare la sovranità sulle isole.
Milei ce l’aveva in particolare con il progetto Sea Lion, che prevede di estrarre greggio al largo dell’arcipelago. “Se non agiamo, tra pochi mesi (gli inglesi) avranno la capacità materiale di impadronirsi delle riserve petrolifere che si trovano sotto il nostro mare”, aveva detto. Ben-Gvir risponde alle sanzioni del Regno Unito contro gli insediamenti di coloni in Cisgiordania. Ma il 65 per cento delle quote di Sea Lion appartiene alla società israeliana Navitas Petroleum, contro il 35 per cento della britannica Rockhopper. Il governo di Milei ha detto di voler presentare una denuncia penale contro diverse filiali della Navitas, che “detengono presumibilmente licenze concesse dal governo illegittimo del Regno Unito per l’esplorazione e/o lo sfruttamento di idrocarburi nel bacino delle Malvinas settentrionali”. E così Ben-Gvir, per fare un dispetto a Londra, appoggia un attacco agli interessi israeliani.