In Ucraina è guerra totale. Parla l'analista Bielieskov

Kyiv e Mosca combattono puntando alla capacità di funzionamento del paese avversario. Per la prima è sopravvivenza, per Putin un'ossessione

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Foto ANSA

Kyiv. L’8 settembre, alle 3.30 del mattino, gli abitanti di Kyiv sono stati svegliati da forti esplosioni causate da missili balistici. Sono divampati incendi in sette quartieri della città e dense colonne di fumo hanno riempito il cielo. Cinque persone sono morte, 24 sono rimaste ferite e 14 edifici sono stati danneggiati. Anche alcuni magazzini sono stati colpiti. La minaccia missilistica è cessata alle 5.40, ma un’ora dopo a Kyiv è suonato l’allarme per la presenza di droni. Alle 11.20, un drone ha danneggiato la sede del canale televisivo We Are Ukraine, proprio mentre i giornalisti erano in diretta. Cinque dipendenti sono rimasti feriti. “L’impatto maggiore ha colpito la redazione e gli uffici del personale”, ha scritto il canale in un comunicato.
Erano trascorse solo 24 ore dalla partenza da Kyiv degli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Il loro breve viaggio, prima a Mosca e poi in Ucraina, non ha portato a una svolta nei colloqui di pace, ma ha garantito a Kyiv tre giorni di calma. Non appena gli americani sono ripartiti, i bombardamenti sono ripresi con rinnovato vigore.
“Siamo davvero in una ‘guerra totale’”, ha dichiarato al Foglio Mykola Bielieskov, analista senior della Fondazione Come Back Alive. “La Russia conduce questo tipo di guerra da tempo e continua a intensificare il suo terrore nelle retrovie. Consapevole della carenza di intercettori, sta colpendo le città con missili balistici e utilizzando droni a reazione. L’Ucraina, dal canto suo, ha iniziato quest’anno ad attaccare attivamente l’economia del nemico: raffinerie di petrolio e mercati. I nuovi piani includono un blocco del traffico aereo”.
Entrambe le parti sono disposte a correre rischi ancora maggiori per infliggere il massimo danno al nemico. “Il punto di una guerra totale è che la stessa capacità di funzionamento del paese è sotto attacco”, dice l’esperto. In una situazione del genere, tutto dipende da chi riesce a organizzare meglio la logistica e a impiegare le risorse. “Paradossalmente, per la Russia sarà più difficile adattarsi”, sostiene. E’ logisticamente isolata. L’Ucraina è avvantaggiata anche dalla geografia e dalla vicinanza all’Europa. Pertanto, il paese dispone di benzina e gasolio, pur non producendoli. La Russia, che produce e raffina carburante, sta iniziando a subire carenze a causa degli attacchi ucraini. L’Ucraina vuole privare il nemico delle sue risorse e creare gravi problemi economici irreversibili”, spiega Bielieskov, illustrando gli obiettivi degli attacchi. Mosca ha una logica diversa: vuole aumentare ulteriormente le sofferenze della popolazione ucraina e alimentare le tensioni sociali dovute al deterioramento della situazione della sicurezza.
“Sul fronte, quest’anno l’esercito russo non ha ottenuto successi significativi”, osserva l’analista. Nel 2024-2025, l’Ucraina stava perdendo gran parte del suo territorio. Ma nel 2026 è riuscita a rallentare notevolmente l’avanzata nemica. Bielieskov attribuisce questo risultato all’uso attivo di tre tecnologie: attacchi a media distanza, droni intercettori e sistemi robotici terrestri. Da gennaio a luglio, l’esercito ucraino ha distrutto 260.000 droni russi, sia quelli che attaccavano le retrovie sia quelli che colpivano il fronte. “L’Ucraina ora si sente più sicura sul campo di battaglia, nonostante tutti i suoi problemi”, afferma. Tra i suoi vantaggi figurano un mercato della difesa competitivo e l’assenza di un nemico equivalente a Starlink e al Delta ucraino (un sistema digitale di consapevolezza situazionale e gestione del combattimento).
La ​​Russia, invece, continua ad aderire alla logica della Seconda guerra mondiale, che richiede un numero enorme di fanteria. “Ma nella guerra moderna, mantenere le posizioni non è più possibile con un numero così elevato di fanteria”, afferma l’esperto. I progressi tecnologici hanno determinato un aumento significativo delle perdite fra le truppe russe. Ciò ha portato a parlare sempre più spesso di una possibile mobilitazione per l’esercito di Mosca. Se il Cremlino intraprenderà un passo del genere, sarà principalmente per guadagnare tempo. “Putin stesso ha creato una situazione in cui gli risulta più facile rischiare il futuro della Russia piuttosto che ammettere che tutta la sua politica nei confronti dell’Ucraina è il frutto di una serie di errori”. Per Bielieskov, Putin è pronto a giocare il tutto per tutto, alzando la posta in gioco nella guerra, sperando che Kyiv ceda più velocemente. L’obiettivo dell’Ucraina però è resistere più a lungo del suo nemico.
Vista la situazione sul campo di battaglia, lo stallo, le continue perdite fra i soldati, è naturale domandarsi come mai la Russia non persegua una soluzione diplomatica? Bielieskov ne è convinto che Putin stia prendendo tempo e conti su fattori politici: che gli oppositori degli aiuti a Kyiv arriveranno gradualmente al potere in Europa e che l’unità dei partner si sgretolerà. L’Ucraina, invece, ha obiettivi molto più modesti. “Non punta a distruggere la Russia”, osserva. Il suo obiettivo è porre fine alla guerra il più rapidamente possibile, preservando la propria sovranità, quindi è naturale che continuerà a combattere e a resistere.