Esteri
dal washington post •
Gli Stati Uniti colpiscono petroliere iraniane dopo gli attacchi di Teheran
Il comando centrale fa sapere di aver attaccato cinque navi iraniane che trasportavano greggio in risposta a un tentativo di attacco iraniano contro una nave della Marina. “Quando proveranno a colpire le navi militari americane, saranno colpiti a loro volta”, ha detto il segretario di stato Rubio. L'Iran attacca una base aerea in Giordania
9 SET 26
Ultimo aggiornamento: 06:29

Le forze americane hanno distrutto martedì cinque petroliere iraniane che trasportavano greggio, in risposta a due tentativi, in altrettanti giorni, di colpire con missili balistici una nave da guerra della Marina americana, ha fatto sapere il Comando centrale degli Stati Uniti.
L’esercito americano ha detto che la nave, di cui non è stato reso noto il nome, non è stata colpita e continua a pattugliare le acque della regione. Non ci sono stati feriti americani, ha fatto sapere l’esercito in una nota.
Le petroliere iraniane distrutte appartenevano ai Guardiani della Rivoluzione. Prima di rendere le navi “inutilizzabili”, le forze americane hanno ordinato agli equipaggi di abbandonarle, si legge nella nota. Sabato erano state distrutte altre tre petroliere che trasportavano greggio, dopo un altro tentativo fallito di attaccare una portaerei americana e un cacciatorpediniere lanciamissili.
“Quando proveranno a colpire le navi militari americane, saranno colpiti a loro volta”, ha detto il segretario di Stato Marco Rubio rispondendo alle domande dei giornalisti durante una visita in Colombia. “Il botta e risposta è piuttosto semplice”, ha detto. “Ogni volta che lo faranno, o proveranno a farlo, perderanno delle petroliere”.
Gli attacchi incrociati mostrano quanto sia difficile per gli Stati Uniti passare dalle ostilità aperte a una campagna prolungata di pressione economica contro Teheran. Il presidente Donald Trump e i responsabili della Difesa hanno ripetuto più volte che le forze armate iraniane sono ormai di fatto fuori combattimento. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha detto di recente che la campagna di pressione “significa che probabilmente non ci sarà una ripresa su larga scala delle operazioni militari”.
Il Wall Street Journal è stato il primo a riferire dell’attacco contro la nave americana.
La guerra contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio per volontà degli Stati Uniti e giustificata soprattutto con la necessità di fermare il programma iraniano di armi nucleari, si è concentrata più recentemente sulla necessità di convincere Teheran a riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico internazionale. La Marina americana sta bloccando tutte le navi cariche di greggio iraniano e l’Iran ha lanciato missili contro navi internazionali che cercavano di lasciare il Golfo Persico. Prima della guerra, attraverso lo stretto passava un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto consumati nel mondo.
Il Brent ha chiuso intorno ai 98 dollari al barile e ha continuato a salire dopo le notizie di esplosioni nella zona di ancoraggio dell’isola di Kharg. L’isola, principale punto di esportazione del petrolio iraniano, si trova a circa 24 chilometri dalla terraferma e da lì parte circa il 90 per cento delle esportazioni di greggio del paese.
Trump ha ripetuto più volte che le forze armate iraniane sono state decimate al punto da non essere più in grado di attaccare gli obiettivi americani. Ad agosto l’amministrazione ha annunciato che avrebbe puntato sulla pressione economica sull’Iran, rallentando al tempo stesso l’offensiva militare. Ma gli attacchi incrociati sono ripresi. Martedì il dipartimento del Tesoro ha sanzionato decine di società che sostengono il settore dell’aviazione iraniano.
In precedenza, l’agenzia di stampa iraniana semiufficiale Tasnim aveva riferito che un missile americano aveva colpito una petroliera iraniana al largo di Kharg.
L’Iran ha risposto lanciando missili balistici contro una base aerea in Giordania, ha riferito l’agenzia di stampa semiufficiale Fars, citando una dichiarazione dei Guardiani della Rivoluzione.
Tutti gli equipaggi delle petroliere che si trovano nei pressi dei moli del Kuwait e del Bahrein dovrebbero “abbandonare immediatamente le proprie navi, sia che siano all’ancora sia che siano ormeggiate, perché saranno prese di mira”, ha riferito la televisione di stato iraniana, citando una dichiarazione dei Guardiani della Rivoluzione.
L’Iran ha inoltre detto martedì di aver catturato un drone subacqueo americano di ultima generazione. Gli Stati Uniti hanno respinto la notizia, definendo il drone “difettoso e malfunzionante”.
L’Iran sta trattando con l’Oman per un accordo che permetta di riaprire lo stretto al traffico, ma è probabile che i due paesi impongano un pedaggio alle navi. Gli Stati Uniti e i loro alleati si oppongono a qualsiasi tassa su quella che un tempo era una via d’acqua internazionale libera.
Le notizie di esplosioni nei pressi di Kharg hanno fatto salire ulteriormente il prezzo del petrolio. L’isola ha un’importanza enorme nel conflitto per il suo ruolo centrale nelle infrastrutture energetiche iraniane.
Gli attacchi americani sull’isola hanno finora preso di mira soprattutto obiettivi militari, ma Trump aveva già minacciato di colpire gli impianti petroliferi e, in alcuni momenti, aveva persino ipotizzato di prendere il controllo dell’hub delle esportazioni.
Kate Sullivan e Tony Capaccio — Con la collaborazione di Jen Judson, Arsalan Shahla, Eric Martin, Meghashyam Mali e Iain Marlow
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