C'è un'inchiesta sul ruolo del Marocco nella crisi di Ceuta

Una giudice spagnola indaga sull'ingresso massiccio di migranti nell'exclave e guarda alle responsabilità di Rabat, cosa che non piace a Sánchez. Intanto il Consiglio dei ministri ha deciso di pubblicare tutta la documentazione inerente
9 SET 26
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Foto ANSA

Madrid. La giudice dell’Audiencia Nacional María Tardón ha deciso di aprire ufficialmente un’inchiesta sull’ingresso di oltre 70 mila immigrati a Ceuta il 30 e 31 luglio scorsi. La giudice era la destinataria di quel rapporto di polizia che ha creato forti imbarazzi nel governo Sánchez, perché segnalava le forze dell’ordine marocchine come responsabili dell’invasione. Alla fine, il governo aveva preferito disinnescare il report screditando le interpretazioni presumibilmente errate dei giornali.
E invece la giudice dimostra di prendere molto sul serio quella lettura. Nell’ordinanza di inizio del procedimento istruttorio, scrive che “dal territorio del Regno del Marocco è stata attuata una gestione chiaramente e indubbiamente favorevole al processo”, un processo definito come “pianificato”, poiché si è assistito ad “azioni che non hanno carattere accidentale, occasionale o spontaneo”. Parole sempre più imbarazzanti per un governo che finora, per motivi esclusivamente politici e diplomatici che l’opinione pubblica vorrebbe chiarire, ha escluso categoricamente qualsiasi coinvolgimento dello stato marocchino o almeno di pezzi di esso.
Trapela un tocco forse beffardo, quando la giudice fa sue le parole del premier Pedro Sánchez per sostenere l’ipotesi investigativa che a Sánchez non piace: “Dall’esame preliminare dei fatti si evince che il reato è commesso con l’intento di attentare allo Stato violandone l’integrità territoriale, come ha giustamente sottolineato il Presidente del Governo nella sua visita a Ceuta”. Resta aperta l’altra grande questione, quella del ruolo dei servizi segreti: hanno avvisato o no del pericolo imminente? Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato la desecretazione di tutti i documenti relativi a Ceuta. Oggi saranno già nelle redazioni dei giornali, ma intanto ieri, grazie a uno scoop di El Confidencial, i giornalisti spagnoli hanno scoperto che il ministero dell’Interno li schedava in base alle proprie inclinazioni politiche. Un altro scandalo da disinnescare.