Esteri
LA CRISI DI REFORM UK •
La caduta del Dugin di Farage
Coinvolto nell'inchiesta televisiva sui finanziamenti a Reform Uk, James Orr si è dimesso. Era l'ideologo del partito, tra Dio, Patria e bandiera. Un professore di Cambridge che paragonò Orbán a Bismarck
5 SET 26

James Orr
Nell’inchiesta trasmessa da Channel 4 sul finanziamento della campagna elettorale di Reform Uk, il partito di Nigel Farage, è apparso anche il nome di James Orr, l’accademico di Cambridge che da anni lavora alla fusione ideale della formazione ultraconservatrice con i princìpi ispiratori dei vari sovran-populismi in America e in Europa. Secondo l’inchiesta televisiva, anche Orr avrebbe consapevolmente cercato finanziamenti illeciti all’estero e lui, in attesa di un’indagine del partito, si è dimesso. Un colpo non da poco per Farage.
Orr è considerato da J. D. Vance il suo “sherpa britannico”, è amico e collaboratore di Peter Thiel, lo scrittore ultraconservatore Rod Dreher ha ribadito pubblicamente sui social la sua amicizia e il suo sostegno anche ora che la sua parabola pare in discesa: “E’ un complotto”, ha scritto su X. Lui, Orr, si affida a Dio, che gli si è manifestato come accade solo nei film o nelle grandi vite dei santi: il giorno di Capodanno del 2003, tra le montagne sopra Verbier, a lui venticinquenne ancora mezzo disorientato dall’alcol messo in circolo la sera prima, Lo vide. Là fuori, tra i canaloni innevati, c’era un tempaccio. Era in compagnia della sorella e di colpo le urlò di fermarsi: senza accorgersene, erano capitati sul tetto di uno chalet, a due passi da un burrone. Un miracolo, insomma. La nebbia si diradò e videro un crocifisso di due metri che teneva in piedi la casa. Per Orr fu un momento estatico, visto che solo la sera prima aveva chiesto a quel Dio in cui non credeva granché di manifestarsi. Iniziò la sua nuova esistenza, fatta di lettura assidua del Nuovo Testamento, cercando a tutti i costi quel Gesù storico da cui era ormai ossessionato. Abbandonò la carriera avviata e si mise a studiare teologia.
Più di due decenni più tardi, James Orr è professore a Cambridge e, soprattutto, è il grande confessore – se così si può dire – di Nigel Farage. Qualcuno che non gli vuole bene dice il suo Rasputin. Alleva alla stregua d’un maestro politico, studenti che pensa potranno essere utili alla causa, che è quella di Reform Uk. L’importante è che abbiano le sue idee, che non sono certo improntate alla moderazione. Il suo parlare è schiettamente evangelico: Sì sì, no no. Alloggi speciali alle coppie sposate con figli (ovviamente la coppia deve essere formata da un maschio e da una femmina), divieto d’aborto anche nei casi di stupro, l’immigrazione considerata come la “minaccia esistenziale più grave che la nostra nazione abbia dovuto affrontare dai tempi dell’invasione normanna”, la guerra in Ucraina è solo “un conflitto slavo regionale”. E’ l’ideologo della nuova destra britannica, il Dugin di Farage. Le sue energie sono rivolte alla costruzione, tutt’altro che semplice, di un nazionalismo cristiano britannico, anche se a lui chiamarlo così non piace. Di certo, però, il mirino è puntato sul modello liberale, fallito e da eliminare anche in quel che ne resta. Anche per questo piace assai a Vance. I suoi legami politici sono noti, a cominciare da quelli con Viktor Orbán, paragonato a Metternich e Bismarck. Il focolare domestico (una lussuosa casa a Cambridge dove secondo il Financial Times si organizzano banchetti di altissimo livello) è il luogo di ritrovo per tutti quei cristiani di destra che si sentono emarginati. La moglie, Helen, reverenda della Chiesa anglicana d’Inghilterra, definisce casa sua una specie di collegio monastico sito al di fuori dell’ambiente progressista dell’università e lei ne è la sacerdotessa (o la madre superiora) chiamata a far crescere, spiritualmente almeno, i futuri sovranisti british.