Esteri
Italia interdetta •
Il triste record europeo di hotel che cacciano i turisti israeliani. Basta il passaporto sbagliato
In Italia nessun albergatore ha scritto: “Benvenuti i turisti russi se dissentono da Putin”. Con gli israeliani, quella distinzione stranamente si dissolve e tutti fischiettano. Nel loro caso, la discriminazione passa in barba alla legge
5 SET 26

Foto Ansa
Una turista prenota due notti in un B&B a Campiglia d’Orcia in Toscana. Quando la struttura viene a conoscenza della sua nazionalità israeliana, le invia un messaggio per informarla della propria adesione alla campagna che accusa lo stato ebraico di genocidio. “Mi scusi. Vedo che è israeliano. Per trasparenza, non vogliamo in alcun modo appoggiare le politiche dello stato di Israele e condanniamo categoricamente coloro che praticano sistemi di ingiustizia e oppressione”, ha scritto la struttura. “Siamo solidali con il popolo palestinese. Spero che capisca”. A quel punto, la prenotazione non è formalmente negata, ma è già avvelenata. L’ospite “capisce” di essere un problema morale e se ne va. La struttura non le ha chiesto se votasse per Ben Gvir o Smootrich o Netanyahu: è bastato il passaporto con la stella di Davide. In una dichiarazione al Jerusalem Post, l’ospite racconta: “Non avrei mai immaginato che nel 2026 avrei vissuto un’esperienza simile in Europa. Mi sono avvicinato a loro come un viaggiatore, entusiasta di visitare l’Italia con la mia famiglia. Nel momento in cui hanno scoperto che ero israeliano, tutto è cambiato. Sono stato giudicato non per qualcosa che avessi detto o fatto, ma per il luogo in cui sono nato e per il passaporto che porto con me. Da ebreo israeliano, questo è spaventoso e doloroso. La storia europea avrebbe dovuto insegnarci”. Durante l’invasione dell’Ucraina, l’Italia ha accolto i turisti russi, ha distinto tra il paese e i cittadini ed evitato il rito dell’abiura.
Nessun albergatore italiano ha scritto: “Benvenuti i turisti russi se dissentono da Putin”. Perché si sapeva, o si finge di sapere, che non c’è colpa in un passaporto. Con gli israeliani, quella distinzione stranamente si dissolve e tutti fischiettano. Nel caso degli israeliani, la discriminazione passa. In barba alla legge che dichiara: “Non è mai possibile rifiutare un cliente per motivi personali o discriminatori. E’ vietato respingere un ospite in base a: Etnia o nazionalità. Orientamento sessuale o identità di genere. Religione o opinioni politiche”.
Come il titolare di un hotel a Selva di Cadore, che ha risposto a un gruppo di israeliani: “Responsabili di genocidio, non siete clienti ben accetti”. Poi l’hotel di Bergamo: “Gesù gli ebrei l’hanno ucciso, come con i bambini di Gaza, io li ho banditi dal mio albergo”. Poi la risposta che una turista israeliana si è sentita dare da un agriturismo a Poggibonsi (sempre in Toscana, che deve avere un grosso problema con gli ebrei israeliani): “Benvenuta se dissente da Netanyahu”. Lo stesso a Ragusa, dove un hotel rifiuta l’ospite israeliana: “Se ritieni che il tuo governo stia agendo in modo appropriato, ti preghiamo di cancellare la prenotazione”. Ci sono stati altri casi in Europa. Il gestore di un centro vacanze a Porté-Puymorens, nei Pirenei francesi, ha rifiutato l’ingresso a 150 bambini israeliani che avevano prenotato mesi prima. In Baviera c’è stato un hotel che “rifiuta gli ebrei”. Ma l’Italia sembra intestarsi il triste record di strutture alberghiere che non accolgono israeliani. Un trattamento che se fosse stato riservato a un’altra nazionalità, gruppo etnico o religioso sarebbe scoppiato uno scandalo mediatico e politico. Sugli israeliani, Federalberghi condanna la struttura, Booking la toglie dal suo portale, la politica rilascia due righe di condanna (quando arrivano) e l’antisemitismo torna a cercare clienti da blastare.
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Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.
