Il piano di Vincent Bolloré per conquistare la Francia

Camille Vigogne Le Coat ha scritto un libro-inchiesta sul magnate bretone e ci racconta il progetto messianico dell’imprenditore, al centro del quale c’è l’Institut de l’Espérance, il think tank cattolico-conservatore creato in segreto nell’aprile del 2025 e ispirato all’Heritage Foundation 

4 SET 26
Ultimo aggiornamento: 17:56
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Parigi. Vincent Bolloré, lo squalo della finanza francese ed ex azionista di Mediobanca, non è diventato il proprietario di un colosso mediatico come Canal Plus e di un mastodonte dell’editoria come Lagardère con il solo intento di fare business. “Il suo non è un semplice progetto imprenditoriale. No, Bolloré è convinto di essere in missione. Una missione divina”, dice al Foglio Camille Vigogne Le Coat, giornalista politica del Nouvel Obs, che ha appena firmato a quattro mani con Clément Lacombe un libro-inchiesta sul magnate bretone, “La droite de Dieu. Vincent Bolloré, un milliardaire en mission” (Les Arènes). Frutto di 18 mesi di lavoro e oltre 150 interviste con collaboratori e amici intimi di Bolloré, spettatori della sua radicalizzazione politica e religiosa, il libro racconta il progetto messianico dell’imprenditore, al centro del quale c’è l’Institut de l’Espérance, il think tank cattolico-conservatore creato in segreto nell’aprile del 2025 e ispirato all’Heritage Foundation, che ha avuto un ruolo decisivo nella rielezione di Donald Trump.
“È uno dei pochi, se non l’unico milionario che oggi possiede mezzi di comunicazione che, invece di contribuire in positivo alla sua reputazione, finiscono per danneggiarla, oltre a danneggiare i suoi affari. Sta perdendo denaro con i suoi media. Se continua a investire non è per difendere i propri interessi, bensì per difendere una visione del mondo, un progetto ideologico e politico-religioso: il ripristino della Francia della sua infanzia, conservatrice e cristiana”, spiega al Foglio Camille Vigogne Le Coat, prima di aggiungere: “Ha la sensazione che il paese sia sull’orlo del baratro e della guerra civile e che sia necessario, nell’ultimo periodo della sua vita, dato che ha più di 70 anni, contribuire attraverso il suo patrimonio a un progetto di rievangelizzazione della Francia e di unione della destra e dell’estrema destra francesi”. I media di cui è proprietario, da Cnews (tv) al Journal du dimanche (stampa cartacea), passando da Europe1 (radio), sono al servizio del suo progetto di ricristianizzazione della Francia. Ogni settimana, il miliardario bretone dirige personalmente le riunioni con i direttori dei rispettivi media, durante le quali “ogni articolo viene presentato, ogni proposta di copertina viene sottoposta al big boss, che approva o respinge il progetto”, scrivono gli autori del libro.
L’Institut de l’Espérance, il pensatoio lanciato con l’obiettivo di proporre un programma politico ultraconservatore a beneficio dei candidati all’Eliseo che vorranno trarne ispirazione, ha sede al numero 51 di boulevard de Montmorency, nel Sedicesimo arrondissement di Parigi, all’interno di un palazzo signorile di tre piani che ospita la sede della Compagnie de l’Odet, la storica azienda della famiglia Bolloré. I membri del think tank si sono riuniti in diverse occasioni nel corso dell’ultimo anno e hanno redatto un manifesto di 36 pagine che prevede tra le altre cose misure di preferenza nazionale, tagli draconiani alla spesa pubblica e la revoca delle tutele sull’aborto. Il documento, che elenca cento misure, chiede di limitare l’immigrazione, che porterebbe manodopera a basso costo, per contribuire ad aumentare i salari, e di riservare gli alloggi sociali ai cittadini francesi. Invoca una riduzione della spesa pubblica al 49 per cento del Pil dall’attuale 57 e l’introduzione di un programma per incoraggiare i giovani ad avviare imprese con piccoli prestiti. L’Institut punta inoltre su politiche che promuovano i “valori cristiani” in Francia, dalla reintroduzione delle uniformi alle cerimonie di alzabandiera nelle scuole, fino all’abolizione delle leggi che vietano l’intralcio all’aborto. Ma figurano anche la fine dell’Unione europea per come la conosciamo oggi, la messa in discussione dei trattati, e a livello di politica interna l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni.
All’orizzonte presidenziali 2027, su chi punta Bolloré? “Dal punto di vista ideologico è vicino a Éric Zemmour e Sarah Knafo (i due leader del partito della destra identitaria Reconquête!, ndr). Ma è un uomo della finanza, sa leggere i numeri e interpretare le intenzioni di voto, dunque è ben consapevole che il Rassemblement national (Rn) di Marine Le Pen e Jordan Bardella, oggi, è il partito che ha maggiori possibilità di vincere nella grande famiglia politica della destra e dell’estrema destra. Quindi – conclude Camille Vigogne Le Coat – agisce come fa negli affari: acquisisce partecipazioni, investe un po’ su ciascuno”.