Il patto d’acciaio Mosca-Teheran che Trump ignora

Il trasferimento di tecnologia sofisticato passa dal programma per missili supersonici e arriva agli ingegneri russi che aiutano gli iraniani. Ma il presidente americano preferisce non vedere

3 SET 26
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 “In questo periodo difficile, cerchiamo di garantirvi l’assistenza necessaria”, ha detto Vladimir Putin al presidente iraniano Masoud Pezeshkian, “ne abbiamo discusso, vi forniamo l’equipaggiamento necessario”. Il presidente russo ha confermato quel che tutti sanno e che l’Amministrazione Trump tende a ignorare o a sottostimare, nonostante le prove concrete della stessa intelligence americana (e di quella ucraina, che subisce da quattro anni e mezzo la brutalità dei mezzi militari iraniani e che, a differenza degli americani stessi, ha imparato a difendersi): la Russia aiuta l’Iran nella sua guerra contro gli Stati Uniti e contro gli obiettivi militari americani nei paesi del Golfo. “L’equipaggiamento necessario” di cui parla Putin, con il suo ghigno, è fatto di indicazioni su dove colpire, di mezzi e anche, secondo un’inchiesta del Financial Times, dello sviluppo di missili da crociera supersonici avanzati. Il nome in codice del programma congiunto è C430L, è iniziato nel 2023, e ha come obiettivo principale il trasferimento di tecnologia sofisticata da parte della Russia per sviluppare un sistema di propulsione a statoreattore, un motore che permette ai missili da crociera di volare a una velocità diverse volte superiore a quella del suono. 
Un esperto citato dal quotidiano britannico dice che l’Iran ambiva ad aver accesso a questa tecnologia “strategicamente sensibile” da decenni, e sottolinea che questo tipo di trasferimento tecnologico implica un coinvolgimento politico di alto livello, cioè ha una scala ben più rilevante di una normale collaborazione militare. Il Financial Times ha consultato missive russe, patenti militari, dati di viaggio degli specialisti di missili russi inviati in Iran per fornire assistenza e descrive nel dettaglio sia come funzionano questi missili sia i vari interlocutori che hanno partecipato al programma segreto, come Npo Mashinostroyenya, una delle principali società russe di produzione di missili, posta – questo è importante – sotto sanzioni americane dal 2014.
Il C430L fa parte di un’assistenza tecnologica più ampia che il regime di Teheran ha chiesto alla Russia e alla Cina: al momento questi missili non sono stati ancora utilizzati dall’Iran nella guerra contro gli Stati Uniti, o almeno non ci sono le prove. L’Iran ha finora utilizzato in gran parte droni e missili di precisione per colpire gli obiettivi americani nei paesi del Golfo, infliggendo gravi danni sia fisici sia finanziari, visto che la difesa americana non è economicamente efficiente – l’Amministrazione Trump non ha voluto accettare l’offerta di aiuto ucraina arrivata ben prima che iniziasse questa guerra contro l’Iran, e la sua sprezzante miopia ha avuto un costo ben misurabile sull’arsenale americano. L’Iran però vorrebbe colpire gli asset navali americani e la tecnologia russa è fatta apposta per questo.
Come si capisce, non si tratta di “equipaggiamento” ma nemmeno di forniture di mezzi o di parti di mezzi: è un trasferimento di know how, e come dice un esperto al Financial Times “un ingegnere sessantenne che arriva da te a risolvere i problemi, grazie alla sua esperienza, è di enorme valore”. Secondo la corrispondenza tra Russia e Iran di giugno, si sta negoziando la seconda fase del programma.