Parte una nuova ondata di attacchi contro l'Iran a Hormuz

Il regime ha attaccato due mercantili, gli Stati Uniti vogliono impedire che Teheran recuperi la sua capacità di minacciare lo Stretto. Il piano
1 SET 26
Ultimo aggiornamento: 17:39
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Stallo vuol dire che nulla può cambiare e gli Stati Uniti hanno deciso di iniziare una nuova campagna contro le capacità iraniane di minacciare lo Stretto di Hormuz per fare in modo che quello che è stato distrutto non si ricostituisca. La navigazione nello Stretto, da alcune settimane, ha ripreso a circolare, e se le navi passano, Teheran non è in grado di far valere il suo potere di ricatto dal quale dipende anche la sua capacità di negoziato con gli Stati Uniti. La valutazione americana è che il regime iraniano stia cercando di ricostituire la sua capacità di minacciare le navi e bloccare la navigazione. Punta soprattutto sulle mine, armi che agli eserciti non mancano mai e che Teheran sparge sui fondali anche usando dei razzi, i Fajr-5 mostrati per la prima volta durante un’esercitazione militare del 2025.
L’Iran vuole aumentare il rischio di transitano, portando così le compagnie assicurative a non coprire più la rotta che passa per Hormuz: le imbarcazioni vengono colpite, ma se aumentano i rischi non serve nemmeno colpirle, è sufficiente la minaccia a paralizzare il traffico. L’esercito americano ha dichiarato di aver condotto nuovi attacchi contro obiettivi iraniani dopo che Teheran aveva tentato di colpire due mercantili. Washington attacca per impedire all'Iran di ricostituire le sue capacità, togliere così al regime la leva di Hormuz. Nelle ultime settimane gli Stati Uniti erano riusciti a ristabilire parte della navigazione, contando anche sull’assistenza di navi pronte a collaborare con l’esercito americano e mantenendo contemporaneamente il blocco dei porti iraniani. A ogni nuovo attacco americano, Teheran finora ha risposto colpendo i paesi in medio oriente che ospitano delle basi americane, prima fra tutte la Giordania. Il regime promette vendetta.