Esteri
La nuova realtà •
Da Kyiv al Donbas, la Russia prova a strozzare l’Ucraina. La reazione e i nuovi intercettori
“Siamo in grado di far passare la guerra a una nuova fase”, crede Pavlo Palisa, vicecapo dell’Ufficio presidenziale responsabile delle questioni belliche. I militari russi sanno che i tempi di Putin per il Donbas sono irrealistici
1 SET 26

Foto ANSA
Kyiv. Domenica scorsa, due giorni prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, la direzione di un liceo di Kyiv ha inviato una lunga email ai genitori, dove venivano delineate tre possibili opzioni per l’istruzione dei figli a partire dal primo settembre, a seconda della situazione della sicurezza nella capitale ucraina. Il primo scenario prevede lezioni in presenza presso la sede del liceo; il secondo l’inizio dell’anno scolastico online, con un ritorno a scuola se la situazione lo consentirà; il terzo apprendimento misto. Gli studenti studieranno a scuola in un rifugio per una settimana e a distanza da casa per l’altra.
Alla fine, la scuola ha deciso di provare a organizzare la cerimonia della Prima campanella per oggi, il 1° settembre, presso la sede del liceo. “In caso di bombardamento aereo, gli insegnanti e le loro classi andranno nel rifugio”, ha rassicurato la direzione scolastica. Tutta questa incertezza è sorta a causa del brusco peggioramento della situazione a Kyiv negli ultimi cinque giorni. In precedenza, la città, che ospita circa 3,7 milioni di abitanti, subiva soprattutto bombardamenti notturni, ma durante il giorno poteva godere di una vita sostanzialmente tranquilla. Scuole, asili, trasporti pubblici, negozi, caffè e ristoranti funzionavano normalmente. Ora, invece, gli allarmi suonano a tutte le ore, si sentono frequenti esplosioni e sirene antiaeree, creando numerosi problemi quotidiani per i residenti. Per esempio, durante un allarme, la metropolitana non circola sul ponte sul fiume Dnipro. Ciò significa che gli spostamenti tra la riva destra e quella sinistra della città sono fortemente limitati. Nel frattempo, i taxi hanno aumentato significativamente le tariffe e gli autobus non possono trasportare tutti i passeggeri. Anche molti centri commerciali, negozi e filiali bancarie chiudono durante l’allarme e gli studenti sono costretti a mettersi al riparo. In totale, fra il 27 e il 31 agosto, il Foglio ha contato cinquanta allarmi a Kyiv. Inoltre, durante il giorno, la Russia sta lanciando sulla capitale non costosi missili balistici, ma droni a reazione che volano a velocità incredibili, fino a 500 chilometri orari. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la Russia ha lanciato 1.500 droni di vario tipo contro l’Ucraina in quattro giorni, 800 dei quali a reazione. “L’attuale tattica dei russi è quella di sfinire gli ucraini”, ha spiegato.
Il 29 agosto, durante una passeggiata diurna nel popolare Parco Natalka di Kyiv, situato nel quartiere di Obolon, una bambina di due anni è stata uccisa da frammenti di un drone caduto. Quest’anno, gli ucraini hanno utilizzato droni intercettori, che hanno abbattuto con successo i droni Shahed, ma i droni a reazione rappresentano una nuova sfida. Secondo Yevhen Khmara, il nuovo ministro della Difesa, la ricerca di una contromisura contro i droni a reazione è in corso. In un incontro con i giornalisti a cui ha partecipato anche il Foglio, il ministro ha spiegato che esistono potenzialmente quattro intercettori in grado di abbatterli e che sono già stati effettuati dei test sul campo. Il prossimo passo è quello di incrementarne la produzione fino a migliaia di unità. Tuttavia, ciò richiederà ancora del tempo e la Russia cercherà di sfruttare questa opportunità. Nel frattempo, Kyiv si sta adattando alla nuova realtà. Il primo ministro Serhi Koretsky ha dichiarato che il governo sta preparando dei cambiamenti per adeguare il funzionamento dello stato, della capitale, dell’economia e delle infrastrutture critiche alle nuove tattiche di attacco russe. “Il nemico cerca di paralizzare l’attività economica nella capitale e nelle grandi città, quindi i nostri approcci e algoritmi di risposta devono cambiare”, ha affermato.
Mentre il “terrore dei droni” contro i civili continua, sul campo di battaglia la Russia si prepara per una lotta decisiva per la regione di Donetsk. Secondo Pavlo Palisa, vicecapo dell’Ufficio presidenziale responsabile delle questioni belliche, la leadership politica russa sta imponendo ai suoi comandanti militari una scadenza precisa: raggiungere i confini amministrativi delle regioni di Luhansk e Donetsk entro il 31 dicembre di quest’anno. Palisa afferma che, secondo le informazioni dell’intelligence, la leadership militare russa, rendendosi conto dell’impossibilità di raggiungere l’obiettivo, sta chiedendo che la scadenza venga posticipata almeno al 31 marzo 2027. “A mio parere, anche il 31 marzo è una data irrealistica”, dichiara Palisa. Conferma che la Russia vuole mobilitare 300.000 soldati quest’anno e altri 300.000 nella prima metà del prossimo anno. “Se i russi stanno ancora considerando un assalto finale al Donbas, non potranno fare a meno di una manovra come la mobilitazione”, afferma. L’Ucraina, nel frattempo, intende intensificare ulteriormente le sue operazioni di attacco a sorpresa contro il territorio russo e danneggiare le infrastrutture militari ed economiche del nemico. “Siamo in grado di far passare la guerra a una nuova fase”, crede Palisa. Durante la sua conversazione con i giornalisti, un altro allarme suona a Kyiv, ma la riunione non viene interrotta.