Esteri
21 febbraio 1937 - 28 agosto 2026 •
La vela, la famiglia, la corona. Le sfide e le medaglie di re Harald V
Il “re marinaio” è morto a 89 anni. Primo membro della famiglia reale norvegese a frequentare la scuola pubblica, come il padre fu un olimpionico velista. Era capo dello stato di quello che il Democracy Index dell’Economist considera il paese più democratico del mondo
29 AGO 26

Foto ANSA
Il “re marinaio”, come lo chiamavano per trascorsi olimpici peraltro simili a quelli del padre, è morto a 89 anni, per un’infezione batterica del sangue. Ricoverato in ospedale dal 17 agosto, era il sovrano più anziano d’Europa Harald V di Norvegia, e apparteneva a una delle dinastie più antiche del continente. Era capo dello stato di quello che il Democracy Index dell’Economist considera il paese più democratico del mondo. Unico figlio maschio di Olav V e della principessa Marta di Svezia, era stato il primo re di Norvegia a essere nato nel paese dai tempi di Olav IV Haakonsson, sovrano dal 1370 al 1387, cresciuto però negli Stati Uniti.
Giusto dieci anni dopo la morte di Olav IV, l’Unione di Kalmar aveva messo tutta la Scandinavia sotto la corona danese. Nel 1448 su quel trono era salito Cristiano I di Oldenburg, dai cui discendenti, col nome dinastico di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, hanno avuto origine le casate reali di Danimarca, Norvegia e Regno Unito, oltre a quella deposta di Grecia. Nel 1523 la Svezia aveva recuperato poi la sua indipendenza. Nel 1814 la Norvegia era passata dalla Danimarca alla Svezia: per punire Copenaghen della sua alleanza con Napoleone, e allo stesso tempo per compensare Stoccolma di avere dovuto cedere la Finlandia allo Zar. Era un’unione personale: stesso re, ma costituzioni e parlamenti separati. Per questo, quando a Stoccolma avevano inventato i Premi Nobel a Oslo avevano dato come quota quello della Pace. Ma i norvegesi si erano infine risentiti di non avere un servizio diplomatico autonomo, e così nel 1905 decisero la piena indipendenza, offrendo la corona al fratello del re di Danimarca. Haakon VII, il nonno di Harald, si chiamava in realtà Cristiano Federico, ma prese quel nome dinastico norvegese, con cui fu appunto re fino al 1957. Anche il figlio Alessandro, che aveva due anni, prese allora il nome di Olav: Olav V, re di Norvegia dal 1957 al 1991. Harald era il suo unico figlio maschio. Con l’invasione tedesca iniziò a seguire il governo in esilio di Olav, che nel 1928 aveva vinto alle Olimpiadi una medaglia d’oro nella vela e nell’aprile del 1940 venne mandato in Svezia, paese della madre. Ma il governo di Stoccolma aveva paura di Hitler, per cui dopo quattro mesi si spostarono negli Stati Uniti, su una nave militare messa a disposizione dal governo di Washington. Primo membro della famiglia reale norvegese a frequentare la scuola pubblica, orfano della madre per un tumore quando aveva 17 anni, a 18 anni fu per la prima volta reggente.
Studi da ufficiale di cavalleria all’Accademia militare norvegese e poi di Storia, Economia e Politica a Oxford, come il padre fu un olimpionico velista: Tokyo 1964, portabandiera nella cerimonia di apertura; Città del Messico 1968; Monaco di Baviera 1972. Nel 1994 assieme al figlio aprì i Giochi olimpici invernali di Lillehammer, e rappresentò poi la Norvegia alle cerimonie di apertura dei Giochi di Torino 2006 e Pechino 2008. Nel Campionato del Mondo con il suo equipaggio di vela vinse poi le medaglie di bronzo nel 1988, d’argento nel 1982 e d’oro nel 1987, per arrivare ancora sesto nel 2007 e secondo nel 2017, a 79 anni.
Nel 1968 aveva intanto sposato Sonja Haraldsen, dopo nove anni di relazione segreta: con la minaccia di rinunciare ai diritti dinastici, imponendosi un iniziale veto per lo status borghese di lei. La coppia ha avuto Martha Louise e Haakon, ora divenuto Haakon VIII. Dato che la cerimonia di incoronazione era stata abolita già nel 1908 con un emendamento costituzionale, re Harald V giurò in Parlamento il 21 gennaio 1991 e ricevette la solenne benedizione nella cattedrale di Trondheim il 23 giugno seguente. Nel 2011 non ebbe remore a mostrarsi in lacrime per le vittime della strage di Anders Breivik, e nel 2015 fu il primo monarca regnante a visitare l’Antartide, nella dipendenza norvegese della Terra Regina Maud. Una vita più che attiva malgrado problemi di salute non indifferenti. Già nel 2003 aveva infatti sconfitto un cancro alla vescica; nel 2005 si era sottoposto a un intervento a cuore aperto per impiantare una valvola artificiale; nel 2020 aveva avuto bisogno di un altro intervento per sostituire il dispositivo; nel 2024 gli era stato impiantato un pacemaker permanente dopo aver contratto un’infezione in Malesia durante una vacanza: e ancora a febbraio era finito in ospedale per un’infezione cutanea alla gamba a Tenerife, dove era in vacanza.
