La crisi migratoria a Ceuta s’aggrava e Sánchez non sa come uscirne

Che la condotta del premier rispetto alla questione dell'exclave sia parte di una strategia della tensione o meno, il risentimento popolare sta crescendo, tanto fra i migranti quanto fra la popolazione

28 AGO 26
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Foto ANSA

Madrid. Quasi un mese dopo l’ingresso di 80 mila migranti a Ceuta, nell’exclave spagnola in Marocco la crisi è tutt’altro che risolta. Malgrado il rientro immediato della maggior parte degli immigrati, circa 7 mila rimangono in una città il cui numero di abitanti è di poco superiore agli arrivi di un solo giorno, è circondata dal mare e non ha un entroterra dove distribuirli anche solo provvisoriamente. Il governo stava pensando di utilizzare le palestre delle scuole, ma a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico l’idea ha subito provocato una levata di scudi.
Martedì il ministro Torres, ora in cabina di regia, è stato accolto al grido di “traditore” da migliaia di manifestanti sotto il suo hotel. Il giorno dopo, intanto, circolavano le immagini di un altro hotel, ad Andorra, lussuoso. Lì, secondo uno scoop del quotidiano ABC, Pedro Sánchez preparava l’ultima fuga romantica di agosto con sua moglie Begoña, prima di riferire in Parlamento il prossimo 3 settembre. Lo scandalo del premier appena rientrato dalle ferie e già pronto a rifare le valigie ha obbligato Sánchez a cancellare la “fuitina”, ma tutto ciò un qualsiasi leader populista non poteva neanche sognarselo. Quale migliore immagine dello scollamento fra palazzi (e hotel) della politica rispetto ai problemi reali della gente?
Fra gli osservatori spagnoli, sul comportamento di Sánchez si sono aperte due scuole di pensiero: per alcuni è la strafottenza di un leader stanco e in declino; per altri, la tattica di un politico astuto che sfrutterà l’aumento della polarizzazione nella prossima campagna elettorale. Alla mente riaffiora il fuorionda famoso di Zapatero, che alla vigilia delle elezioni del 2008 disse: “La tensione ci conviene… Questo fine settimana inizierò a drammatizzare un po’.”
Che esista o meno una “strategia della tensione”, gli attriti a Ceuta crescono motu proprio. All’alba di ieri una quarantina di migranti ha lanciato sassi su un veicolo militare ferendo i quattro militari a bordo, costretti a fuggire a piedi. Un vero e proprio agguato che ha portato a dodici arresti. Le stesse forze armate sono nel frattempo intervenute per contenere i cittadini di Ceuta che volevano aggredire i migranti accampati sulle spiagge.
A Ceuta si è notata l’assenza del re Filippo VI, il quale però ha voluto ricevere il sindaco Juan Jesús Vivas, che da settembre porterà il caso fino a Bruxelles, dove incontrerà, fra gli altri, il commissario per gli Affari interni e l’Immigrazione, Magnus Brunner. Di più il re non può fare, perché la Costituzione gli vieta qualsiasi atto politico non autorizzato dal governo. Alcuni ministri socialisti in queste ore lo stanno negando, approfittando del fatto che la Costituzione non citi espressamente i viaggi e, soprattutto, che il re elegantemente taccia per evitare lo scontro istituzionale. Però parla l’art. 64 della Costituzione: “Gli atti del Re saranno controfirmati dal Presidente del Governo e, se del caso, dai ministri competenti”.
Forse Sánchez teme l’“effetto Paiporta”. Nel paesino della comunità valenciana più flagellato dalle alluvioni del 2024, la comitiva ufficiale fu attaccata dalla popolazione inferocita. Colpito dalla sassaiola, Sánchez venne portato via dagli agenti, mentre il re e la regina ruppero il cordone di sicurezza e si fermarono a parlare con la popolazione. Fu un gesto simbolicamente fortissimo. Un altro così forte a Ceuta non irriterebbe solo Sánchez, ma l’altro re che aleggia in questa storia. Il padre di Filippo VI, Juan Carlos, si recò a Ceuta una sola volta in quasi 40 anni di regno, nel 2007, e Rabat protestò. “Condanniamo con fermezza una visita senza precedenti come questa, che ha ferito i profondi sentimenti patriottici dell’intero popolo marocchino”, disse Mohammed VI. Ecco una tensione a lungo rimossa in Europa.